I love Nursia: la birra del terremoto

La Basilica di San Benedetto a Norcia è un luogo fortemente simbolico per il mondo monastico, perché è situato proprio nella città natale di san Benedetto. Sulle orme della migliore tradizione del mondo benedettino, la giovane comunità monastica di Norcia negli scorsi anni ha avviato la produzione di una birra, chiamata Nursia, realizzata secondo l’arte birraia tramandata nelle abbazie trappiste. Continua a leggere

La storia del vino: Noè, Bacco, il monachesimo

Il Castello Trauttmansdorff a Merano, noto soprattutto per avere ospitato la Principessa Sissi, ha uno splendido parco dove è allestito uno dei giardini botanici più grandi d’Europa. Passeggiando tra piante esotiche, laghetti di ninfee, arbusti profumati, paesaggi forestali e persino una piantagione di thè, i visitatori possono godere della bellezza e della varietà delle ricostruzioni di ambienti naturali del nostro continente e di terre lontane. Un settore è dedicato anche ai vigneti, con le varietà Gewürztraminer, Schiava e Lagrein, tipiche dell’Alto Adige, e altri vitigni autoctoni molto  antichi. Tra le viti si erge un monumento che porta un nome solenne che evoca sacralità: Il Tabernacolo. Conserva, ben protetto, un vinacciolo di 7.000 anni fa, dono del museo nazionale di Tbilisi, in Georgia. Continua a leggere

Badia a Coltibuono: alle radici del Chianti

La strada si inerpica decisa e dietro l’ultima curva appare improvvisamente l’antico monastero che si staglia contro il cielo blu, in una giornata estiva in cui il caldo afoso non dà tregua. Dalla cima del colle il panorama è bellissimo: filari di vigne si alternano agli ulivi. Siamo in Toscana, nel Chianti senese, terra di vino e di olio. Badia a Coltibuono: il nome significa “abbazia della buona coltivazione”.  

I monaci Vallombrosani si insediano nel 1051 in cima a questo colle e fondano il monastero: trovano due sorgenti, grazie alle quali non manca mai l’acqua per bere, per cucinare, per la pulizia e per l’irrigazione dei campi. Le cronache narrano che sono i primi a coltivare l’uva Sangiovese, quella con la quale si fa il Chianti: meritano eterna riconoscenza da parte di tutta la regione, visto il benessere e il prestigio che ne sono derivati. Scavano la terra e costruiscono una bellissima cantina. Continua a leggere