La birra Cascinazza: una birra d’abbazia tutta italiana

Alle porte di Milano c’è un monastero benedettino dove si produce la birra, nel solco di una lunga storia di eccellenza monastica. Vi ho già raccontato (clicca qui) che anche per quanto riguarda la birra siamo debitori nei confronti del monachesimo, e non arrabbiatevi se parlo troppo spesso dei monaci: che cosa devo fare se, andando alla ricerca della storia di un cibo di alta qualità, salta sempre fuori un monastero? Dovete ammettere che c’è una bella differenza tra le birre d’abbazia e quelle di produzione industriale. Continua a leggere

Il pane perduto, guadagnato, risparmiato

Ho già scritto tante cose a proposito del pane, alimento base di tutte le tavole, cibo fortemente simbolico e ricco di sacralità. Per la rubrica Distillati di sapienza, vi presento un brano tratto dal libro di Massimo Montanari “Il sugo della storia”. L’autore parla della sapienza di coloro che, consapevoli della sua preziosità, non sprecano il pane, anzi lo sanno valorizzare con ottime ricette di recupero degli avanzi. Continua a leggere

Le colline della Val d’Orcia: Brunello, pici, pappa al pomodoro e salumi di cinta senese

Avete in mente quei calendari della Toscana, dove ci sono colline color Terra di Siena, borghi medioevali, cipressi che si stagliano all’orizzonte e casali isolati, in posizione elevata, tra filari di vigne ed olivi? E voi quando sfogliate quel calendario pensate che si tratti di un fotomontaggio, di un bel ritocco con Photoshop. Poi la buona sorte vi permette di fare un giro in Val d’Orcia e improvvisamente i vostri occhi vedono quel piccolo paradiso e capite che il fotografo non ha fatto alcuna fatica, ha solo immortalato quello che c’è davvero.

Andrea guida lungo queste strade e mi dice: “Guarda quel viale con quel filare di cipressi, guarda che meraviglia quel casale laggiù” e io, che intanto guardo la mappa, gli rispondo: “E’ proprio quella la nostra destinazione”. Nell’auto scende un silenzio commosso. No, non può essere vero. Dammi un pizzicotto. Continua a leggere

Il primo pranzo del mio Natale

L’anno scorso avevo scritto che il mio Natale era doppio, nel senso che avevo partecipato a due tavole natalizie. Quest’anno è addirittura triplo, merito di una famiglia che, ringraziando Dio, cresce e quindi si moltiplicano le occasioni per stare insieme.

Il primo pranzo è stato con la famiglia di mio marito: l’apparecchiatura è stata realizzata proprio da lui, mentre io ai fornelli preparavo Continua a leggere

I love Nursia: la birra del terremoto

La Basilica di San Benedetto a Norcia è un luogo fortemente simbolico per il mondo monastico, perché è situato proprio nella città natale di san Benedetto. Sulle orme della migliore tradizione del mondo benedettino, la giovane comunità monastica di Norcia negli scorsi anni ha avviato la produzione di una birra, chiamata Nursia, realizzata secondo l’arte birraia tramandata nelle abbazie trappiste. Continua a leggere

La storia del vino: Noè, Bacco, il monachesimo

Il Castello Trauttmansdorff a Merano, noto soprattutto per avere ospitato la Principessa Sissi, ha uno splendido parco dove è allestito uno dei giardini botanici più grandi d’Europa. Passeggiando tra piante esotiche, laghetti di ninfee, arbusti profumati, paesaggi forestali e persino una piantagione di thè, i visitatori possono godere della bellezza e della varietà delle ricostruzioni di ambienti naturali del nostro continente e di terre lontane. Un settore è dedicato anche ai vigneti, con le varietà Gewürztraminer, Schiava e Lagrein, tipiche dell’Alto Adige, e altri vitigni autoctoni molto  antichi. Tra le viti si erge un monumento che porta un nome solenne che evoca sacralità: Il Tabernacolo. Conserva, ben protetto, un vinacciolo di 7.000 anni fa, dono del museo nazionale di Tbilisi, in Georgia. Continua a leggere