Il rito della pasta con i tenerumi

Vi consiglio la lettura di questo articolo di Giuseppe Cirino, pubblicato su ilSicilia.it (e ringrazio l’amico Nino che me lo ha segnalato). Parla di un gustoso primo piatto della cucina palermitana.  Più che una ricetta, è la descrizione di un rito. Dove “la moglie assurge al ruolo di protagonista” ma ad un certo punto: “entra in scena come nelle più celebri opere teatrali il co-protagonista, ossia il marito. “U masculu ra casa”.  Buona lettura!

Sudore e piacere. Il rito estivo della pasta con i tenerumi

Ebbene sì, per il palermitano la pasta con i tenerumi rappresenta un rito superiore da celebrare ogni estate. Non si tratta di un semplice primo piatto da degustare in un ristorante, ma di un momento sacro da ripetere almeno una volta l’anno a casa.  Continua a leggere

Una serata di generosità, cultura, amicizia … e ottimo vino!

Tempo fa ho partecipato all’organizzazione di una serata che aveva lo scopo di raccogliere fondi per una associazione. L’obiettivo posso dire che è stato raggiunto, ma aveva proprio ragione san Francesco d’Assisi quando nella sua famosa Preghiera semplice diceva: “E’ dando che si riceve”. Perché i partecipanti sono stati generosi ma hanno ricevuto a loro volta dei doni: una bella cena, ottimo vino, piacevole compagnia e hanno anche imparato tante cose interessanti sulla storia e sulla cultura del vino.  Vi racconto come è andata. Continua a leggere

Stanchi dei grandi chef, gli italiani tornano alla nonna

di Umberto Folena

Ridateci gli spaghetti al pomodoro, gli gnocchi al ragù, il baccalà con la polenta e lo spezzatino con il purè. Molto più semplici e rilassanti, oltre che piacevoli al palato. Continueranno pure a dare soddisfazione agli inserzionisti pubblicitari, gli italiani, stando con il naso incollato davanti ai programmi televisivi in cui imperversano chef grandi, o semplicemente famosi come chiunque riesca a piazzare il suo bel faccione dentro il teleschermo. Ma la gran massa – per l’esattezza tre su quattro – sono stanchi dell’eccesso di elaborazione e, così per far rima, agognano il minestrone. Continua a leggere

“Vinum”: girovagare ad Alba tra le degustazioni

Quanto mi piacciono le gite fuori porta, alla ricerca dei luoghi d’arte, delle bellezze naturali oppure di mete eno-gastronomiche. Sono una gourmet? E’ vero, ma andare a scoprire le eccellenze della cucina e delle cantine d’Italia vuol dire valorizzare il territorio e la produzione di quelle che, senza esagerare, possono essere definite piccole opere d’arte, frutto dell’ingegno, della fatica, della costanza di coloro che hanno a cuore la qualità di ciò che gustiamo a tavola.

Il 25 aprile abbiamo lasciato alle nostre spalle la città per addentrarci nella terra Piemontese. La nostra meta era Alba e “Vinum”, la 41° Fiera nazionale dei vini di Langhe, Roero e Monferrato. A mano a mano che ci avvicinavamo alla nostra destinazione, potevamo ammirare la bellezza del paesaggio, i paesini arroccati in cima alle colline, i castelli e le antiche pievi che dominano la vallata. Continua a leggere

Il pane dell’altro ieri e la panzanella

Vi sarà capitato di avere in casa un po’ di pane di due giorni prima: è difficile prevedere quanto se ne consumerà, a volte se ne compra troppo poco e la sua mancanza provoca un grande dispiacere, che rivela quanto questo cibo così semplice sia il vero re sulla tavola. Per la paura che non basti, se ne compra magari troppo. Io proprio per questo prediligo le pagnotte che  sono buone da mangiare anche il giorno seguente, ma talvolta se ne mangia meno del previsto e mi ritrovo nel cestino il pane di tre giorni, troppo duro per poter accompagnare le pietanze. Allora cerco di ingegnarmi e  preparo ricette che permettono il suo utilizzo, ad esempio la panzanella, semplice ma gustosissima, soprattutto in estate. In fondo a questo post vi racconto come la preparo io. Continua a leggere

Il mio pranzo di Pasqua

Il detto popolare dice: “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”. Ma nel mio caso, ho trascorso anche la giornata di Pasqua con i miei familiari. E’ cambiata però la location, non ero a Milano ma nella casa di famiglia sul Lago Maggiore. Il tempo era davvero stupendo, splendeva il sole e la temperatura era più che primaverile. Continua a leggere

Il caffè sospeso

Il caffè è sempre un rito, ma a Napoli diventa quasi una liturgia. Come si fa a non fermarsi da Gambrinus, da Scaturchio o da Il vero Bar del Professore. E magari faccio torto ad altri locali, ma cito quelli dove sono stata io, e dove sono stata proprio bene.

Ogni soggiorno a Napoli è occasione di gioia, di spensieratezza, almeno per me è sempre stato così, grazie all’atmosfera e soprattutto a cari amici che mi accolgono sempre come si accoglie una regina (virtù partenopea di considerare ancora  l’ospite come sacro).

In occasione di uno quei viaggi, mentre ci sorseggiamo un caffè, un amico mi racconta la bellissima storia del caffè sospeso. In cosa consiste questa tradizione? Continua a leggere