Verdure e verdurine: da piatti poveri a regine della tavola

Nella cucina contadina, quella che veniva definita povera, non mancavano quasi mai la verdura e i legumi, grazie alla coltivazione dell’orto. Insalata e pomodori, zucche e zucchine, coste e peperoni, fagioli e piselli erano il piatto forte della tavola, in gustose minestre e zuppe nutrienti. O mangi questa minestra … o salti dalla finestra. Grazie alle tecniche di conservazione, anche fuori stagione si consumavano i legumi secchi e le verdure sott’olio e sott’aceto.

Essendo considerati cibi poveri, non erano certo i protagonisti delle tavole dei nobili, che preferivano stupire i loro ospiti con carni, selvaggina, crostacei, serviti in elaborate preparazioni che erano una gioia per la vista prima ancora che per il palato. Continua a leggere

Ho fatto le tagliatelle! E vi assicuro che è un efficace antistress

Sotto l’albero di Natale ho trovato una macchina per fare la pasta fresca. Il regalo è arrivato da mio marito Andrea, che ha voluto lanciarmi così un messaggio nemmeno tanto subliminale. Devo dire, a onor del vero, che anche lui ha voluto darmi una mano e il suo aiuto è stato fondamentale. Non solo siamo riusciti a fare le tagliatelle, sono venute anche molto bene e ci stiamo cimentando in gustose varianti. Ci siamo divertiti e ho avuto la prova di quanto mettere le mani in pasta sia un efficace antistress: sto attraversando un momento della mia vita abbastanza impegnativo, su tanti fronti, e dedicarmi a questa attività manuale è non solo fonte di soddisfazione ma anche un potente antidoto contro le tensioni e le preoccupazioni. Continua a leggere

Un uomo, una donna, una vita insieme. Ricordo di un pranzo in Borgogna

C’è un’immagine che è stampata nella mia mente, un ricordo tenero e commovente. E’ l’autunno del 2013, la Borgogna ci regala i suoi splendidi colori dell’autunno, che tingono di rosso le vigne di Pinot Nero. Andrea ed io, dopo avere visitato la splendida Beaune, percorriamo la Strada del Vino e andiamo a pranzare a Volnay. Le Cellier Volnaysien è un ottimo ristorante, situato in una villa antica, con la facciata coperta di edera. La sala è elegante e calda, con un arredamento che evoca in tanti dettagli l’atmosfera della migliore tradizione della Borgogna. Continua a leggere

Saint-Honoré, patrono dei pasticcieri

La torta Saint-Honoré è una vera prelibatezza, che si serve come dessert nei pranzi più importanti e sofisticati. Delizia per gli occhi e per il palato, è composta da pasta sfoglia, pan di Spagna, crema al cioccolato e alla vaniglia, il tutto guarnito nella parte esterna da una corona di bignè intinti nel caramello.

La cosa incredibile è leggere gli ingredienti, semplicissimi: farina, latte, uova, zucchero, panna, cioccolato, vaniglia. Eppure, partendo da quella materia prima così genuina e quasi banale, un pasticciere riesce, con un procedimento molto lungo e complesso, a mettere in tavola una autentico capolavoro. E’ magia? No, è la capacità tutta umana di non considerare il cibo solo come un nutrimento ma anche come un’occasione di bellezza, creatività e vera arte. Continua a leggere

Piaceri e malinconie d’autunno

Io amo l’estate, la sua luce, le giornate lunghissime. Non soffro il caldo, al contrario sono molto freddolosa e per questo sono felice quando arriva la bella stagione, quando basta indossare un vestito leggero, un paio di sandali e voilà, pronta per uscire. Amo la frutta estiva, mangiare all’aperto, vedere la pelle che a poco a poco si abbronza, gustarmi un gelato da passeggio.

Quando arriva l’autunno, mi prende un po’ di malinconia, ma cerco di consolarmi pensando che anche questa stagione ha molti aspetti positivi. Ci sono i colori del foliage: la natura in autunno si tinge di rosso, di giallo, di arancione, in tutte le sfumature possibili. Continua a leggere

Dal Monferrato all’Australia: Ode alla bagna cauda!

Valeria Boselli è di Casale Monferrato, ora vive in Australia ed è chef di un rinomato ristorante di Manly Beach, uno dei quartieri più apprezzati di Sidney. Ha scritto un articolo per la testata Casale News, in particolare per la rubrica ‘Monferrato International’, curata dal Sacro Cuore International School (è la scuola dove, nella classe Primavera, c’è anche il mio nipotino Leonardo!). La scuola, fondata da un punto di vista educativo sui principi salesiani, pone particolare attenzione allo studio della lingua inglese. Valeria Boselli è una ex allieva di questa scuola e nell’articolo ci parla di un piatto tipico piemontese che lei propone, un po’ rivisitato, nel suo ristorante australiano. L’immagine è quella di una giovane monferrina molto intraprendente, che ha avuto il coraggio di andare lontano ma portando con sé la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni. Continua a leggere

Manifesto in difesa della merenda (quella vera)

Quanto è bello il momento della merenda! La parola viene dal latino, dal verbo merere, meritare, la Treccani dice che è un gerundivo neutro plurale e letteralmente vuol dire “cose da meritarsi”. La merenda nasce come piccolo premio che si dava ai bambini dopo che avevano compiuto il loro dovere, poi è diventato semplicemente lo spuntino che si fa a metà mattina o nel corso del pomeriggio.

A scuola quanto era agognato il momento dell’intervallo: pausa ristoratrice, per fare quattro passi in corridoio oppure in cortile. Era il momento delle chiacchiere, dei saluti agli amici delle altre classi, e poi si tirava fuori dalla cartella la merenda che la mamma ci aveva preparato. Dopo 3 ore di studio in classe, il calo di zuccheri richiedeva proprio uno spuntino. Nel mio liceo c’era anche il bidello che vendeva le focacce. Poi a casa, nel pomeriggio, dopo un paio d’ore di compiti, io prendevo il pane con la marmellata o col prosciutto. Continua a leggere