I castagnetti: biscotti antistress

E’ dimostrato scientificamente che cucinare porta molti benefici psicologici (già ne ho parlato nel mio blog, leggete qui). Stando ai fornelli si dà libero sfogo alla propria capacità espressiva e si prova un senso di gioia e gratificazione personale e una diminuzione dello stress. Se lo stress diminuisce, siamo più felici e stiamo bene nell’anima e nel corpo. Si sa che dedicarsi all’arte, alla pittura, alla musica, alla danza gratifica e consola ma è significativo che alcuni psicologi paragonino la cucina alle altre forme artistiche, considerandola un’espressione creativa e un efficace antidoto contro le tensioni e il nervosismo. Pare che soprattutto quando si cucina qualcosa per gli altri l’effetto sia garantito, perché il dono generoso e l’espressione di affetto scatenano energie positive anche dentro di noi e non solo nella persona a noi cara che gode dei nostri manicaretti.

Per passare dalla teoria alla pratica, vi racconto la mia esperienza concreta quando ho dedicato un po’ di tempo a realizzare dei deliziosi biscottini alle castagne. Avevo trascorso alcune giornate difficili, con un po’ di nuvole nere che attraversavano la mia vita e ho pensato che cucinare dei dolcetti mi avrebbe aiutato a rilassarmi e trovare un po’ di gioia. Ha funzionato! Avevo visto la ricetta in TV, nella trasmissione di Benedetta Rossi, la simpatica cuoca marchigiana che ci dà sempre degli ottimi consigli e col suo sorriso e la sua allegria trasmette tutta la gioia dello stare ai fornelli. Continua a leggere

Le cattedrali sotterranee di Canelli

È un appellativo azzeccato per luoghi che si sviluppano nella penombra, caratterizzati dalle ampie volte a botte, in un’atmosfera quasi sacrale che ispira silenzio e rispetto. Sono luoghi particolarmente adatti ad accogliere il lento e delicato processo di produzione del vino, un nettare che fin dall’antichità, in tutte le epoche e civiltà ha evocato un legame con il divino. Le cantine sotterranee di Canelli sono un luogo che decisamente ispira mistero e trascendenza e che merita una visita. Continua a leggere

La fondue bourguignonne: una magia gourmet, un rito ancestrale

Ci sono riti antichi, quasi preistorici, che oggi si sono trasformati in eleganti performance che rendono la tavola molto chic, riempiendo di stupore il commensale. E’ il caso della fondue, nelle due versioni, la bourguignonne e la chinoise. Tutti sono seduti intorno al fornelletto e ognuno cuoce i propri pezzi di carne in un recipiente comune: raccontato così, sembra roba da cavernicoli. Eppure il rito è molto sofisticato, si è arricchito di un servizio apposito ed è corredato di salse e contorni ad hoc. Et voilà la fondue.

Mia suocera la preparava per Andrea, in occasione del suo compleanno; ancora oggi ogni tanto tiriamo fuori il fornelletto e ci divertiamo. In casa facciamo la versione chinoise, quella nel brodo, più leggera ma sempre gustosa. In Borgogna ho gustato la vera bourguignonne, quella con la carne cotta nell’olio, così come in occasione della nostra recente vacanza in Val Badia abbiamo approfittato della preparazione nella Stube del Fondue Restaurant dell’Hotel Rosa Alpina di San Cassiano. Continua a leggere

La cipolla rossa piatta di Pedaso: una bella scoperta!

Vacanza vuol dire relax, divertimento, visitare posti nuovi, godere di spettacolari panorami, cenare all’aria aperta, assaporare il tempo che possiamo dedicare finalmente ai nostri familiari e agli amici. La vacanza nelle Marche a Pedaso, località sul mare in provincia di Fermo, ha soddisfatto tutte queste mie aspettative. Una food blogger come me in vacanza cerca sempre nuovi spunti enogastronomici e anche sotto questo aspetto non sono rimasta delusa, anzi. Ho assaggiato ottimi vini locali e ho gustato tanto pesce freschissimo e gustoso, cucinato con cura e passione. Ho fatto anche la conoscenza con una cipolla molto speciale.

La cipolla ha una storia antica: è un ortaggio apprezzato da millenni in cucina perché saporito, gustoso e anche molto salutare. Continua a leggere

La merenda sinoira: tradizione e cultura del cibo

Vi aspettiamo alle cinque, per una merenda sinoira!”. Riceviamo quest’invito e facciamo la conoscenza con una bella tradizione piemontese, che affonda le sue radici nella vita contadina. Non chiamiamola apericena o happy hour, per carità, riti modaioli di chi dopo il lavoro non ha voglia di andare a casa a cucinare e in un bar affollato mangia cibi presi da un buffet, con un piattino di plastica in mano.

La merenda sinoira ha ben altro valore culturale e storico. Il Piemonte non è solo quello dei Savoia, dei castelli nobiliari e degli eleganti caffè liberty del centro di Torino, c’è tutta una Regione agricola dove si coltivano le vigne e i noccioli, si alleva la preziosa mucca piemontese, la fassona, si raccolgono le castagne, si cercano tartufi e le rane gracidano nelle risaie dove un tempo faticavano le mondine. Ci sono tante eccellenze del territorio che sono frutto di un duro lavoro nei campi. Ma da dove nasce questa merenda sinoira? Continua a leggere

Polenta: identità e gusto di un piatto molto versatile

Qualche anno fa, in occasione di una gita a Bergamo Alta, abbiamo cenato in un grazioso ristorante. Antipasto di salumi, accompagnati da crostini di polenta; polenta nella prima portata e anche nella seconda. Per finire, un dolce a base di farina di mais e si capisce perché i meridionali definiscono quelli del Nord polentoni!

E’una pietanza che contraddistingue decisamente l’identità culturale e gastronomica della Pianura Padana e delle valli del Nord, come la pizza a Napoli e la mortadella a Bologna, eppure è solo dal Settecento che si è diffusa così tanto, soprattutto tra le popolazioni contadine. Ma andiamo con ordine. Continua a leggere

Verdure e verdurine: da piatti poveri a regine della tavola

Nella cucina contadina, quella che veniva definita povera, non mancavano quasi mai la verdura e i legumi, grazie alla coltivazione dell’orto. Insalata e pomodori, zucche e zucchine, coste e peperoni, fagioli e piselli erano il piatto forte della tavola, in gustose minestre e zuppe nutrienti. O mangi questa minestra … o salti dalla finestra. Grazie alle tecniche di conservazione, anche fuori stagione si consumavano i legumi secchi e le verdure sott’olio e sott’aceto.

Essendo considerati cibi poveri, non erano certo i protagonisti delle tavole dei nobili, che preferivano stupire i loro ospiti con carni, selvaggina, crostacei, serviti in elaborate preparazioni che erano una gioia per la vista prima ancora che per il palato. Continua a leggere

Ho fatto le tagliatelle! E vi assicuro che è un efficace antistress

Sotto l’albero di Natale ho trovato una macchina per fare la pasta fresca. Il regalo è arrivato da mio marito Andrea, che ha voluto lanciarmi così un messaggio nemmeno tanto subliminale. Devo dire, a onor del vero, che anche lui ha voluto darmi una mano e il suo aiuto è stato fondamentale. Non solo siamo riusciti a fare le tagliatelle, sono venute anche molto bene e ci stiamo cimentando in gustose varianti. Ci siamo divertiti e ho avuto la prova di quanto mettere le mani in pasta sia un efficace antistress: sto attraversando un momento della mia vita abbastanza impegnativo, su tanti fronti, e dedicarmi a questa attività manuale è non solo fonte di soddisfazione ma anche un potente antidoto contro le tensioni e le preoccupazioni. Continua a leggere

Un uomo, una donna, una vita insieme. Ricordo di un pranzo in Borgogna

C’è un’immagine che è stampata nella mia mente, un ricordo tenero e commovente. E’ l’autunno del 2013, la Borgogna ci regala i suoi splendidi colori dell’autunno, che tingono di rosso le vigne di Pinot Nero. Andrea ed io, dopo avere visitato la splendida Beaune, percorriamo la Strada del Vino e andiamo a pranzare a Volnay. Le Cellier Volnaysien è un ottimo ristorante, situato in una villa antica, con la facciata coperta di edera. La sala è elegante e calda, con un arredamento che evoca in tanti dettagli l’atmosfera della migliore tradizione della Borgogna. Continua a leggere

Saint-Honoré, patrono dei pasticcieri

La torta Saint-Honoré è una vera prelibatezza, che si serve come dessert nei pranzi più importanti e sofisticati. Delizia per gli occhi e per il palato, è composta da pasta sfoglia, pan di Spagna, crema al cioccolato e alla vaniglia, il tutto guarnito nella parte esterna da una corona di bignè intinti nel caramello.

La cosa incredibile è leggere gli ingredienti, semplicissimi: farina, latte, uova, zucchero, panna, cioccolato, vaniglia. Eppure, partendo da quella materia prima così genuina e quasi banale, un pasticciere riesce, con un procedimento molto lungo e complesso, a mettere in tavola una autentico capolavoro. E’ magia? No, è la capacità tutta umana di non considerare il cibo solo come un nutrimento ma anche come un’occasione di bellezza, creatività e vera arte. Continua a leggere