Julie & Julia … & Susanna!

Il film Julie & Julia (di Nora Ephron, 2009) è tratto dal libro omonimo, di Julie Powell. Siamo di fronte, a mio parere, ad uno di quei rari casi in cui il film è meglio del libro: è più divertente, godibile, senza cadute di stile, anche grazie all’interpretazione simpatica e briosa della brava Meryl Streep. Il libro ha poi un grosso limite, per noi italiani: dà per scontato che tutti conoscano Julia Child, una leggenda per le donne statunitensi ma per la maggior parte di noi un’illustre sconosciuta.

Ma chi sono queste due Julia di cui il libro e il film raccontano la storia vera? Continua a leggere

La Sacra Famiglia a tavola

Cari amici del blog, nel giorno in cui la Chiesa ricorda San Giuseppe, vi voglio presentare una bella immagine e il commento di Suor Gloria Riva, che già avete avuto modo di conoscere nel mio blog (avevo presentato un suo testo sull’iconografia del Torchio Mistico; se lo volete rileggere, cliccate qui). Il quadro che vedete è della Scuola di Guido Reni: “Sacra Famiglia a tavola” (olio su tela,  VII sec. Quadreria Arcivescovile, Milano). Era stato scelto come immagine simbolo dell’ Incontro Mondiale delle Famiglie del 2012 a Milano, e avevo molto apprezzato quella scelta. Si vede san Giuseppe che porge il calice di vino a Gesù. Ecco cosa ci racconta suor Gloria Riva. Continua a leggere

Lembas: cibo per l’anima

lembas-1Oggi vi voglio parlare di Tolkien e del romanzo Il Signore degli Anelli. Non è la prima volta, in questo blog: come già vi ho raccontato, i romanzi dello scrittore inglese sono ricchi di episodi dove si parla di banchetti, pranzi, incontri nelle taverne e birrerie, descrizioni di cibi e libagioni, di cantine e dispense ben fornite. Il romanzo Lo Hobbit comincia con la cena a casa di Bilbo, con Gandalf e i nani, e a quella tavola nasce una condivisione profonda (leggi qui). Il Signore degli Anelli si apre invece con  la festa di compleanno di Bilbo; e poi ci sono la tavola di Tom Bombadil, l’ospitalità a Gran Burrone, gli incontri alla Taverna del Puledro Impennato (leggi qui).

E c’è il lembas. Continua a leggere

Cucinare: un lavoro manuale, educativo e formativo

st-honorat-cantina-foto-2_2336637_679438Nel post precedente, ho fatto cenno al problema anche educativo e sociale della diminuzione dell’impegno in cucina. Per spiegarvi perché, parto dal monachesimo.

Ho avuto tante occasioni di parlare del contributo che esso ha dato alla buona cucina e alla buona tavola: birra, vino, formaggi, marmellate, infusi, distillati, basta che un cibo abbia un marchio monastico e acquista subito caratteristiche di qualità e affidabilità. Continua a leggere

Il Papa cita ancora una volta “Il Pranzo di Babette”

filippa-martinaE’ decisamente il suo film preferito: per Papa Francesco è uno strumento efficace per trasmettere concetti importanti e profondi e lo cita ogni volta che ne ha l’occasione. Lo conoscete, vero, questo film?  Vi ho già parlato de “Il pranzo di Babette”, a questo link potete leggere il mio post.

Narra la storia della cuoca parigina ospitata a casa di due sorelle protestanti, Martina e Filippa, che, come disse Bergoglio in  occasione di un’intervista, quando era ancora arcivescovo di Buenos Aires Continua a leggere

La bellezza della convivialità in una campagna pubblicitaria

Dal treno della metropolitana di Milano mi godo le simpatiche pubblicità con le quali Esselunga ha tappezzato i muri delle stazioni. Verrebbe voglia di scendere dal treno, per poter contemplare con la dovuta calma queste opere d’arte che hanno per protagonista la tavola, ma la proverbiale fretta di noi milanesi me lo impedisce. Per fortuna le riproduzioni di quei quadri sono state raccolte in una pubblicazione: “A pranzo con l’arte” (Rizzoli ed.), in vendita in tutti i supermercati del Gruppo, realizzata a cura del critico d’arte Philippe Daverio e di Elena Maria Gregori Daverio. E’ una sorta di catalogo di una originale mostra che si tiene non nelle fredde sale di un palazzo ma in un luogo frequentato quotidianamente da milioni di persone. Continua a leggere

I confetti di Teodolinda

Cari amici del mio blog, domani si sposa mio figlio. In ogni epoca e a tutte le latitudini, il matrimonio è un evento ricco di significato non solo personale ma anche sociale e fortemente comunitario, che si festeggia anche con la convivialità a tavola. Condividere con i propri parenti e amici il pranzo di nozze assume un forte significato simbolico, perché il piacere e la bellezza che vengono realizzati sono espressione del desiderio di vivere un giorno così importante con le persone più care, creando quella magia di gioia e spensieratezza che la tavola bella e buona è sempre capace di realizzare.

L’immagine che vi propongo è quella del matrimonio di Teodolinda, regina dei Longobardi, e Agilulfo: siamo nella cappella del Duomo di Monza, tutta splendidamente affrescata con la vita della Regina (è la cappella che custodisce la Corona Ferrea: merita una visita). Vediamo la Regina seduta a mensa con il suo sposo e gli invitati: sul tavolo ci sono luccicanti coppe dorate piene degli immancabili confetti.