Il potere di una cena tra buoni amici

Ci sono serate che per tanti anni sono state una buona abitudine: le cene a casa con gli amici, gli appuntamenti al ristorante, la gita fuori porta alla ricerca di una degustazione di vini o della trattoria in una location suggestiva. Poi arriva questo dannato virus e butta tutto all’aria. Ricordo con particolare emozione la prima grigliata con amici dopo il primo lockdown: eravamo solo sei, in giardino, così all’aria aperta ci sentivamo più sicuri. Non ci sembrava vero di poterci guardare negli occhi, alzare i calici, mangiare in allegria, senza quel filtro del collegamento Skype, una finestra che ci permetteva di comunicare ma in modo purtroppo così distaccato e lontano. Poi è arrivata l’estate e ci sono state altre occasioni di piacevoli incontri, ma in autunno di nuovo eravamo tutti a casa, i locali erano chiusi e abbiamo dovuto anche rinunciare alle cene tra amici.

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L’amicizia è più forte di qualsiasi macchia sulla tovaglia

Siamo invitati in montagna a casa di amici e portiamo una bottiglia di spumante per l’aperitivo. Sulla tavola apparecchiata, Andrea si accinge a stapparla ma appena allenta la gabbietta di metallo il tappo parte come un razzo verso il soffitto. Lo so, il rischio c’è sempre e bisogna infatti trattenere bene con la mano il tappo, ma vi assicuro che è stata questione di un nanosecondo. Quel proiettile non ha per fortuna fatto danni né a persone né a cose, ma metà del contenuto della bottiglia si è riversato sulla tovaglia. Sembrava il festeggiamento della vittoria ad un Gran Premio di Formula 1 ma qui non c’era nulla da festeggiare, c’era solo da piangere per il vino sprecato e per la tavola innaffiata. Che figura! Avremmo voluto aprire una botola e scomparire. A quel punto, abbiamo aiutato in tutta fretta la padrona di casa a sparecchiare tutto quanto, mettere una tovaglia pulita e apparecchiare nuovamente, sostituendo i piatti e le posate che erano stati bagnati dallo spumante. I nostri amici devo dire che sono stati comprensivi e misericordiosi e ci hanno poi invitato altre volte a casa loro. Continua a leggere

Santa Marta e tutte le donne che quando hanno ospiti si agitano

Ormai lo sanno tutti che Santa Marta è la patrona del mio blog. A chi altri potevo affidare questo mio piccolo lavoro? Lei che è passata alla storia per essere quella che quando invita qualcuno a cena prepara trenta portate di antipasti, corre e sbuffa tra cucina e sala da pranzo, si agita e si preoccupa perché l’arrosto è troppo cotto e la maionese impazzisce. Quella che impazzisce in realtà è proprio lei e Gesù glielo ricorda: “Marta, sono venuto qui per conversare con voi di cose importanti, Maria mi sta tenendo compagnia e tu che fai? Giri come una trottola e ti arrabbi se gli altri non ti aiutano”.

Confessiamolo, noi donne di casa siamo un po’ tutte così, vogliamo la perfezione quando invitiamo qualcuno a casa nostra e magari non pensiamo che lui vorrebbe solo compagnia, una piacevole conversazione, condividere gioie e dolori della vita. Continua a leggere

Un chiarimento necessario, per evitare equivoci (ma sono in buona compagnia)

Ogni tanto incontro qualche amico che, guardando il mio blog o i miei profili sui social network, mi canzona bonariamente, a proposito della mia passione per la buona tavola. Se leggesse con più attenzione capirebbe con che spirito svolgo questo impegno culturale: non c’è ricerca di un piacere fine a sé stesso, per me la tavola è luogo di convivialità, di amabile conversazione con le persone più care, è occasione di dono e generosa condivisione.

Sono in buona compagnia, in questo equivoco: anche Gesù veniva considerato un mangione e un beone, come si legge nel Vangelo di Matteo (cap. 11, 19). I tanti episodi che lo ritraggono a tavola dimostrano però che il suo obiettivo era quello di entrare in profonda confidenza con tutti. Continua a leggere

Trasformare la nostra vita in un avvenimento di bellezza

Stiamo trascorrendo un periodo di vacanza e si presenta la felice occasione di fare visita a due amici che vivono a pochi chilometri dalla nostra casa di villeggiatura. Arriviamo nel loro incantevole paesino dell’entroterra toscano e siamo accolti sulla soglia di casa, dove si affaccia un grazioso e curatissimo giardino, con piante fiorite e alberi di alto fusto, sul quale domina la vecchia casa di famiglia. Si tratta di una costruzione che emana eleganza, frutto della attenta ristrutturazione dell’antico casale di un tempo, adesso suddiviso in quattro differenti unità abitative. La conversazione è subito intima e gradevole ed inizia proprio dal racconto delle radici familiari, della trasmissione nel tempo delle cose, delle buone consuetudini, dei ricordi (alcuni remoti e in qualche modo “ricostruiti” attraverso documenti, lettere, cartoline). Continua a leggere

Le mie vacanze: natura, arte, cultura, amici e tavole gourmet

Quest’anno le mie vacanze sono state all’insegna del relax, in Versilia. Essendo però un po’ zingara, non crediate che io abbia fatto una sedentaria vita da spiaggia: dopo tre giorni sotto l’ombrellone ho cominciato ad organizzare qualche gita nei dintorni, per vivacizzare le giornate che altrimenti sarebbero diventate per me monotone e noiose. D’altronde il bello dell’Italia è che in ogni regione ci sono paesi deliziosi da visitare, montagne da esplorare, panorami mozzafiato e un patrimonio culturale e artistico unico al mondo. Ho visto musei, cave di marmo, monasteri, spiagge, antiche certose, darsene con centinaia di barche di tutte le fogge e dimensioni, borghi medioevali, castelli e città d’arte. Continua a leggere

Estate, tempo di sagre

Queste brevi riflessioni mi sono state ispirate da una sagra paesana alla quale ho partecipato. E’ stata una serata in bella compagnia che mi ha rivelato ancora una volta l’importanza di queste iniziative, sempre connotate da tante sfumature che concorrono al loro successo. Tre giorni di festa, con padiglione gastronomico, una corsa amatoriale su strada, una mostra fotografica, un momento dedicato agli anziani, cerimonie istituzionali e ogni sera orchestra, musica e balli.

Sono occasioni che rivelano la forza di una comunità: ci sono persone di tutte le età impegnate nei vari ambiti organizzativi che rendono possibile realizzare tutto questo. Continua a leggere

Se quel tavolo potesse parlare …

I ricordi hanno fatti irruzione, in modo prepotente, quando Marco, un caro amico di vecchia data, è venuto a cena a casa mia, dopo tanti anni. Si siede e riconosce, con stupore ed emozione, il tavolo e la panca di legno che fanno parte del mio arredamento da ormai 30 anni. Ho cambiato casa, molte cose dell’arredamento sono cambiate, ma quel tavolo e quella panca sono ancora l’altare dove si celebra il rito dei pasti nella mia famiglia.

Proust assaggiava una madeleine e immediatamente il ricordo correva indietro nel tempo; è stato così anche quella sera con  Marco, con commozione da parte di tutti noi. Riaffioravano le immagini, ed erano immagini molto belle. Continua a leggere

Il pollo di Bastianina

Sono passati ormai 20 anni da quando è morta mia suocera, la Nonna Pina. Una morte improvvisa, che ci ha colto assolutamente impreparati. La vita poteva concederle ancora un po’ di tempo, per godersi i suoi amatissimi nipoti e per rendere felici tutti coloro che potevano approfittare della sua compagnia e della sua buona tavola.

Perché parlarne in questo blog? Per un fatto legato proprio a quei giorni di lutto, che dimostra che ci sono cibi semplici che acquistano valore per il profondo significato che veicolano.

Partiamo per l’Isola d’Elba, perché era suo desiderio essere sepolta al cimitero di Marciana Marina, dove è sepolto anche il marito Antonio. E’ la fine di ottobre, il sole brilla e il mare è tranquillo, ma l’aria è fresca e ci annodiamo le sciarpe attorno al collo, mentre il traghetto ci porta sull’isola. Continua a leggere

La festa di Bilbo, la tavola di Tom Bombadil e la birra del Puledro Impennato

Quando il signor Bilbo Baggins di Casa Baggins annunziò che avrebbe presto festeggiato il suo centoundicesimo compleanno con una festa sontuosissima, tutta Hobbiville si mise in agitazione”.

Non so a voi, ma a me viene un leggero brivido lungo la schiena quando leggo l’incipit de Il Signore degli Anelli. E’ un tuffo nella Terra di Mezzo, nelle sue atmosfere, nelle avventure della Compagnia dell’Anello, nel mondo di fantasia, ma così simile al nostro, creato dalla mente geniale di Tolkien. Sono molti i temi che rendono il romanzo così apprezzato: il viaggio, tema ricorrente della letteratura, visto come itinerario di crescita e conversione; la risposta alla chiamata, l’assunzione delle proprie responsabilità di fronte all’urgenza del tempo presente; la mano di una Provvidenza che regge gli eventi; la scelta tra il bene e il male; il desiderio di proteggere il proprio mondo dagli attacchi del nemico, scoprendo lungo la strada di avere amici vecchi e nuovi che combattono insieme a noi; l’umiltà come chiave del successo. Continua a leggere