Nonni, cucinate con i vostri nipoti!

Cucinando si può aiutare il bambino a conoscere il mondo, si possono trasmettere esperienze e si può aprire lo sguardo allo stupore. E’ il messaggio molto originale che l’Arcivescovo di Milano Mons. Mario Delpini  ha suggerito ai nonni, che sono stati convocati in Duomo domenica 12 novembre 2017. Io non ho partecipato perché sono stata invitata a trascorrere la domenica con il mio nipotino Leonardo: Eccellenza, non se ne abbia a male, ma come neo-nonna non ho resistito e sono corsa da lui. In ogni caso, ho visto che tantissimi nonni hanno accolto con entusiasmo la Sua chiamata, nelle foto si vede il Duomo gremito di fedeli, e quindi plaudo alla felice iniziativa. Continua a leggere

Contro gli abusi liturgici, pane e vino di origine controllata

Pare che in Olanda qualche sacerdote abbia celebrato la Messa con la birra al posto del vino. C’è poi chi ha aggiunto una spolverata di miele o un po’ di zucchero all’ostia da consacrare, per renderla più dolce e quindi più gradevole al palato dei bambini. Come se si andasse a Messa per fare merenda! Insomma, alcune voci di corridoio nelle diocesi hanno spinto Papa Francesco a dare l’incarico al prefetto della Congregazione per il Culto Divino, il cardinal Robert Sarah, di mettere un po’ d’ordine nella materia. La preoccupazione è duplice: da un lato evitare queste leggerezze, o meglio questi abusi liturgici; dall’altro garantire la genuinità del prodotto utilizzato per la consacrazione. Un tempo si andava sul sicuro, ci pensavano le suore a preparare le ostie ed erano sempre i monasteri a fornire il vino da Messa. Continua a leggere

San Francesco e i dolcetti di Jacopa

il 3 ottobre 1223 San Francesco d’Assisi va incontro a “sorella morte”. Vi voglio raccontare un delicato episodio accaduto in quell’occasione, che dimostra quanto il cibo possa essere intermediario di tenerezza e amicizia.

Francesco, quando muore alla Porziuncola, ha accanto a sé oltre ai suoi frati una donna: Jacopa dei Settesoli, che Tommaso da Celano, biografo di San Francesco, definisce «famosa per nobiltà e per santità nella città di Roma, aveva meritato il privilegio di uno speciale amore da parte del Santo» (Celano, Trattato dei Miracoli, n. 37). Chi era questa donna tanto prediletta dal Santo? Continua a leggere

I love Nursia: la birra del terremoto

La Basilica di San Benedetto a Norcia è un luogo fortemente simbolico per il mondo monastico, perché è situato proprio nella città natale di san Benedetto. Sulle orme della migliore tradizione del mondo benedettino, la giovane comunità monastica di Norcia negli scorsi anni ha avviato la produzione di una birra, chiamata Nursia, realizzata secondo l’arte birraia tramandata nelle abbazie trappiste. Continua a leggere

29 luglio, Santa Marta, la patrona del mio blog

Oggi, 29 luglio, è Santa Marta, patrona del mio blog.

Nell’immagine vedete un dipinto di Alessandro Allori, Cristo nella casa di Marta, (1605, Kunsthistorisches Museum, Vienna). Che bella tavola, riccamente imbandita, che ha preparato Marta! E che eleganti bicchieri di cristallo, in onore dell’Ospite. Ma sappiamo anche che Gesù le rivolge un affettuoso ma fermo rimprovero: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta». (Luca 10, 38-42).

Ecco cosa ci racconta a proposito di Santa Marta Piero Bargellini nel suo libro Mille santi del giorno (Vallecchi ed.):

«La risposta che Gesù diede a Marta è la risposta che la Chiesa continua a dare a tutti i materialisti di questo mondo, i quali si inquietano e si agitano per molte cose, senza pensare che soltanto una cosa è importante: ed è di salvare l’anima, ascoltando, ai piedi di Gesù, i suoi divini insegnamenti.

Marta è santa, come santa è Maria sua sorella. E’ santa perché non ha rifiutato l’insegnamento di Gesù. E’ santa perché, pur continuando a fare la massaia, ha capito che al di sopra delle faccende domestiche ci sono altre faccende, più importanti e più meritorie.

E la Chiesa, che non manca mai di ricordare ai materialisti il primato dello spirito, non disprezza o rinnega la materia, come fecero gli antichi manichei e fanno i moderni spiritualisti. C’è una gerarchia di valori che va rispettata. Alla sommità, la luce della Fede e gli interessi spirituali; più in basso, le necessità della vita e gli interessi del corpo: il problema del pane, dei vestiti, della casa, del lavoro. E’ santa, Maria di Betania, che ha scelto la parte superiore; ma è santa anche Marta, che curando la parte inferiore, non rinnega o rigetta la migliore. Sante tutte e due le sorelle di Lazzaro, le amiche di Gesù; la sorella contemplativa e la sorella attiva; come sono sante la contemplazione e l’azione, quando però l’azione sia guidata e animata dalla luce della fede e dal calore della carità

Santa Marta, prega per noi (e per il mio blog)

[Piero Bargellini (Firenze 1897-1980) è uno scrittore italiano, autore di numerose pubblicazioni di carattere divulgativo, concernenti le arti figurative, la letteratura, la storia religiosa.]

 

 

Il refettorio domenicale nella Certosa di Serra san Bruno

Nel post precedente (cliccate qui) abbiamo visto come si svolgono i pasti nella cella del monaco certosino; ora vediamo il rito nel refettorio. Perché di un rito si tratta, come leggerete: «Partecipando alla consumazione del pasto domenicale in certosa si ha l’impressione di prendere parte ad una liturgia». Anche noi laici ci possiamo lasciare ispirare da questa vita monastica: siamo capaci di rendere così speciale il pranzo della festa, nelle nostre famiglie? Non parlo del silenzio e della lettura spirituale, ma ci dovrebbe essere anche sulle nostre tavole questa attenzione al rito, la fraternità tra i commensali, il cibo un po’ speciale nel giorno di festa, la carità di aspettarsi l’un l’altro. Leggiamo quanto ci racconta il libro “Certosini a Serra san Bruno. Nel silenzio la comunione” (Fabio Tassone, ed. Certosa 2009). Continua a leggere