Harmonia Mundi: la vigna francescana di Venezia

A Venezia, vicino all’Arsenale, dietro Piazza san Marco, c’è il convento di San Francesco della Vigna, che deve il suo nome al fatto che nel giardino c’è davvero una vigna, grazie alla quale si producono ogni anno 1.000 bottiglie di un vino, Harmonia Mundi, affinato dall’azienda vinicola Zymè. Una bella sorpresa per me, perché alcuni anni fa ho avuto occasione di visitare questa azienda della Valpolicella, ed ho ancora uno splendido ricordo della degustazione dei loro vini nella suggestiva cantina scavata nella roccia.

Nel chiostro francescano di Venezia gli esperti hanno consigliato ai frati di piantare viti di Teroldego, vitigno tipico del Trentino, e viti di Refosco dal peduncolo rosso, originario del Friuli, perché sono piante che resistono bene al caldo e alla siccità della Laguna. Il blend che risulta dall’unione dei due vitigni è un ottimo vino rosso che gli esperti consigliano soprattutto per le grigliate. Continua a leggere

Intervista a Padre Marco Finco: “C’è un legame fortissimo tra il cristianesimo e la tavola”

Volete sapere come si svolge la vita nel refettorio di un convento francescano? Anch’io ero curiosa di saperlo, allora sono andata a trovare padre Marco Finco, del convento dei frati cappuccini di Piazza Velasquez a Milano, presso il quale è anche Direttore artistico del Centro Francescano Culturale Artistico Rosetum. Nel corso della nostra chiacchierata sono emersi spunti davvero profondi, che possono essere di esempio anche per la tavola delle nostre famiglie.

Padre Marco, in ogni comunità c’è un momento conviviale, sia che si tratti di una famiglia o, come nel vostro caso, di una comunità di religiosi. Come viene vissuta la vita nel refettorio da parte della vostra comunità? Continua a leggere

La birra Cascinazza: una birra d’abbazia tutta italiana

Alle porte di Milano c’è un monastero benedettino dove si produce la birra, nel solco di una lunga storia di eccellenza monastica. Vi ho già raccontato (clicca qui) che anche per quanto riguarda la birra siamo debitori nei confronti del monachesimo, e non arrabbiatevi se parlo troppo spesso dei monaci: che cosa devo fare se, andando alla ricerca della storia di un cibo di alta qualità, salta sempre fuori un monastero? Dovete ammettere che c’è una bella differenza tra le birre d’abbazia e quelle di produzione industriale. Continua a leggere

Il carciofo alla giudìa: kosher o non kosher?

Il dubbio ha scatenato una dura polemica. Ecco i fatti: secondo quanto riportato dal quotidiano Haaretz, i rabbini israeliani ritengono che il carciofo preparato in base alla ricetta romana sia un piatto proibito, e ne vogliono vietare la preparazione in Israele, dove alcuni ristoranti kosher lo mettono nel menù. Per la comunità ebraica romana invece la questione non ha alcun fondamento, perché il piatto è realizzato evitando qualsiasi rischio di impurità.

Ma cosa sono i carciofi alla giudía? Sono carciofi fritti, realizzati secondo una ricetta tradizionale del ghetto ebraico della capitale. Si utilizzano rigorosamente i carciofi cimaroli (detti anche mammole), coltivati nel Lazio. Questo tipo di carciofo è tondo, particolarmente tenero e, soprattutto, privo di spine. Grazie a quest’ultima caratteristica i carciofi alla giudía, una volta cotti, possono essere consumati integralmente senza scartare nulla. Continua a leggere

“Pane in piazza”: una bella iniziativa di solidarietà a Milano Food City

Mi rivolgo in particolare ai milanesi, e a tutti coloro che hanno voglia di fare un salto nella mia città nel prossimo week end: andate in Piazza del Duomo e visitate “Pane in piazza”, la grande manifestazione benefica organizzata dalle Missioni Estere Cappuccini di Milano, che si tiene nella settimana di Milano Food City, da lunedì 7 a domenica 13 maggio, dalle ore 9 alle 22. Trecento metri quadri al coperto; una squadra di oltre 80 panificatori, all’opera – gratuitamente – 24 ore su 24; 300 chili di mozzarelle in arrivo, freschissime, da Napoli e Bari, 100 quintali di farina, 300 chili di lievito, 130 vasi di salsa al pomodoro da 5 kg cad, tutto frutto delle donazioni di oltre 100 sponsor nel settore della panificazione e pasticceria. Continua a leggere

Ma cosa c’era sulla tavola dell’Ultima Cena?

Siamo in Settimana Santa, e vorrei dedicare questo post all’Ultima Cena. Lo faccio con un po’ di timore, non entro in considerazioni teologiche ma nello spirito di questo blog mi limito a fare un po’ di storia e cultura. E’ significativo che il Sacramento più grande del cristianesimo sia stato istituito a tavola e abbia per oggetto pane e vino. Questo grande Mistero, di straordinario valore spirituale, ha come cornice un rito molto umano e comune: una cena di festa tra amici. Vediamo allora innanzitutto di descrivere il contesto e la preparazione di quella Cena. Continua a leggere

Il pranzo di Erode e il vassoio con la testa del Battista

Eccoci entrati anche quest’anno nella Quaresima, tempo forte della vita della Chiesa, connotato anche da astinenze e digiuni. E’ un’occasione per riflettere sulla virtù della temperanza e sul vizio della gola (potete leggere questo post) e un famoso episodio biblico ci può aiutare a capire la profonda differenza tra i pranzi che sono splendide occasioni di gioiosa condivisione e quelli dove ci si lascia andare alle gozzoviglie, alla sfrenata ricerca del piacere e le conseguenze possono essere nefaste. E’ il caso della festa di compleanno di Erode, che si concluderà con la decapitazione di Giovanni il Battista. Conosciamo la storia, narrata nel Vangelo di Marco, e che ha ispirato tanti artisti: Continua a leggere