Le Gocce Imperiali di Chiaravalle della Colomba

Mio padre prende da un armadio che custodisce vini e liquori una bottiglietta dall’aspetto prezioso e me la regala. «Tu che parli spesso di monachesimo nel tuo blog, ecco materia per il prossimo articolo». Sono le storiche Gocce Imperiali del Monastero di Chiaravalle della Colomba, in provincia di Piacenza. Sul vetro, in rilevo, c’è la scritta “Digestive, aromatiche, dissetanti” e il prodotto è accompagnato da un foglietto che ne esalta le qualità: «Le Gocce Imperiali sono un prodotto eccezionale dal benefico effetto, indispensabili in ogni casa, compagne inseparabili degli alpinisti e a tutti gli sportivi, che trovano in esse un prodigioso rigeneratore di forza. Utile in molteplici casi, si serve in più modi».

Abbazia di Chiaravalle della Colomba (Piacenza)

Certo la gradazione alcolica provoca qualche timore: 90°. Per fortuna leggo alcuni suggerimenti per l’uso appropriato: «A gocce nell’acqua, dà una bibita dissetante e squisita; nel caffè, nel tè o nel latte li rende tonici e gradevoli; poche gocce su una zolletta di zucchero calmano i disturbi di una cattiva digestione; utilissimo per chi viaggia, toglie ogni imbarazzo di stomaco prodotto dal movimento degli automezzi; usato per l’igiene, disinfetta la bocca, profuma l’alito e previene la carie; un batuffolo di ovatta imbevuto di gocce calma il dolore dei denti e il raffreddore; utilissimo per fare un ottimo punch».

Abbazia di Casamari (Veroli – Frosinone)

Gli ingredienti? Acqua, alcool, erbe, essenze e lo zafferano che conferisce il tipico colore giallo. La storia tramanda che fu il monaco Eutimio Zanuccoli nel 1766 a creare il prezioso distillato nell’abbazia di Casamari e da allora alcuni monasteri continuano la produzione, mantenendo stretto riserbo sulla ricetta. Gabriele D’Annunzio lo apprezzava molto e così lo descriveva: “Essenza tra il mistrà e l’assenzio con altri succhi medicinali, squisitissima … poche gocce bastano a trasmutare un bicchiere d’acqua in una specie di opale paradisiaca”. È uno dei tanti esempi di prodotti monastici di qualità: da secoli nei terreni delle abbazie è buona tradizione coltivare i cosiddetti “orti dei semplici”, con piante medicinali e aromatiche per preparare infusi, distillati, creme, decotti, unguenti, pomate, prodotti di medicina naturale ma anche profumi, saponi, cosmetici.  

Farmacia dell’Abbazia di Sant’Antimo (Montalcino – Siena)

Nelle biblioteche monastiche si conservano preziosi erbari, con tutte le informazioni botaniche sulle piante e sulle loro virtù curative. La sapienza dei monaci ha tramandato questo patrimonio di farmacia ed erboristeria, frutto di tanta esperienza ed applicazione per trovare rimedi e sollievo alle sofferenze di chi bussa alla porta del monastero e viene accolto seguendo le caritatevoli indicazioni della Regola di san Benedetto: «Prima di tutto deve essere posta attenzione ai malati, che devono essere serviti in verità, come Cristo lo è

Farmacia francescana – Ragusa

La scienza moderna, la medicina e la ricerca farmaceutica mettono oggi a nostra disposizione molte medicine e terapie grazie alle quali si curano efficacemente tante gravi malattie e si salvano vite umane. Ma per molti malesseri c’è un grande interesse e un notevole rilancio delle proprietà medicamentose delle erbe: grazie anche a questa ritrovata passione i prodotti dei monasteri non conoscono crisi, continuano ad attirare l’attenzione di una vasta clientela, che quando entra nella bottega dell’abbazia respira l’atmosfera di un mondo che trasmette pace e serenità, garantisce prodotti realizzati nel massimo rispetto della qualità, sperimentati da secoli nella loro efficacia, frutto di una cultura basata sulla ricerca del bene del prossimo. Una riprova della attualità del monachesimo, che resiste ad ogni attacco della modernità, vacilla sotto i colpi dell’anticlericalismo ma poi risorge forte e fiero della sua storia e della sua tradizione, presentandosi come una risposta credibile a tante istanze dell’uomo moderno, soprattutto dell’uomo alla ricerca della salute dell’anima ma, perché no, anche di quella del corpo.

La bottiglietta delle Gocce Imperiali è ancora qui nella mia dispensa, con il sigillo intonso. Non ho osato ancora sperimentare le sue virtù miracolose. Sono però molto felice che faccia parte della mia collezione. Quando un giorno la aprirò e ne metterò una goccia su una zolletta di zucchero … vi racconterò quali esperienze avrò provato!

2 commenti su “Le Gocce Imperiali di Chiaravalle della Colomba

  1. Serena ha detto:

    Io avevo comprato 2 bottigliette a Piona sul lago! Veramente rigeneranti!

    "Mi piace"

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