Corso online di storia e cultura della tavola

Cari amici, anche quest’anno terrò un Corso online di Storia e Cultura della tavola all’interno del progetto UniTreEdu, promosso da UNITRE. Parlerò della storia del cibo lungo i secoli, della cucina moderna e di quella del Medioevo, della tavola dei monasteri e di quella delle corti rinascimentali. Parlerò delle tradizioni religiose a tavola, della storia e simbologia dei cibi, in particolare del pane e del vino; della bellezza delle apparecchiature, della tavola che ispira gli artisti … e molto altro. Il corso è online, un’ora alla settimana, tutti i mercoledì dalle 16.30 alle 17.30. Comincia il 5 ottobre 2022 e terminerà alla fine di maggio. Trovate il programma a questo link.

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I vantaggi della cena in famiglia per i bambini (e non solo per loro …)

La bella abitudine di mangiare insieme in famiglia contribuisce al benessere dei bambini e alla buona formazione del loro carattere. Lo affermano autorevoli psicologi e psicoterapeuti, supportati da indagini e rigorosi studi accademici. Il vantaggio non è solo quello di una migliore forma fisica, favorita dalla qualità del cibo consumato ad orari prestabiliti, evitando di mangiare cibo spazzatura a tutte le ore. A tavola si parla, si ascolta, si pongono domande, si raccontano i fatti accaduti nel corso della giornata, si crea l’occasione per far emergere i problemi, per affermare le proprie idee e argomentarle: è insomma una palestra di comunicazione e di sviluppo mentale in un contesto piacevole e rilassante. Per questo, nelle famiglie dove c’è la buona abitudine di cenare tutti insieme, i bambini hanno migliori attitudini sociali, sono più bravi a scuola, hanno un lessico molto più ampio, crescendo saranno meno esposti al rischio di alcolismo, stress, aggressività, negligenza. Sviluppano più facilmente attitudine allo sport, alla musica e ad altre espressioni artistiche.

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La tavola di Natale: trionfo del comfort food

Si avvicina il Natale e riprendono le buone tradizioni: si allunga il tavolo, si tira fuori dall’armadio la tovaglia delle grandi occasioni, si apparecchia con cura e soprattutto bisogna pensare al menu del pranzo di Natale. Un sondaggio della Coldiretti rivela che il 95 % degli italiani acquisterà prodotti nostrani: il 59 % perché li ritiene migliori e il 36 % perché vuole così aiutare la nostra economia. Ottima scelta: abbiamo la cucina migliore del mondo! Ho ripreso in mano il libro di ricette di Pellegrino Artusi e ho riletto il capitolo dedicato ai menu delle feste. Il pranzo di Natale non può certo mancare, accanto ad altre feste civili e religiose: Pasqua, la Befana, Carnevale, Pranzi di Quaresima (rigorosamente di magro ma senza rinunciare al gusto), festa dello Statuto. Il simpatico gourmet commenta che: «Il mondo ipocrita non vuol dare importanza al mangiare; ma poi non si fa festa, civile o religiosa, che non si distenda la tovaglia e non si cerchi di pappare del meglio.»

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L’eccellenza della tavola monastica. Un evento a lungo atteso

La nebbia si dirada e lascia il posto ad una bella giornata di sole: l’Abbazia di Chiaravalle e il suo Mulino si stagliano nel verde della campagna lombarda. In pochi minuti abbiamo lasciato alle nostre spalle la città, i rumori e il traffico e ci immergiamo in una dimensione rarefatta e affascinante, quasi un viaggio nel tempo, nel silenzio del monachesimo. È arrivato il giorno a lungo atteso: finalmente va in scena la vita del refettorio monastico, i suoi valori e i suoi prodotti d’eccellenza, con una attenzione particolare alla birra trappista. Ma non solo: sono tante le suggestioni che emergeranno nel corso del pomeriggio. Andiamo con ordine: vi ricordate da dove siamo partiti?

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Musica a tavola: sì o no?

Entro in pizzeria e vengo sommersa non solo dalle voci della clientela, amplificate dalla cattiva acustica del locale, ma anche da una musica martellante. Sono a tavola con amici e non si riesce a parlare: per essere capiti bisogna gridare e così diamo anche noi il nostro contributo a quel caos infernale. La cameriera parla illustrandoci i piatti fuori menu ma non si riesce a capire cosa stia dicendo. Passa circa un mese, vado in un’altra pizzeria e noto con piacere che si tratta di un locale molto tranquillo, anche se affollato, e soprattutto non c’è musica. La mia giornata era stata impegnativa, ero stanca e avevo proprio bisogno di rilassarmi e anche grazie all’atmosfera di quiete presente nel locale ho un ricordo molto piacevole di quella serata. La prossima volta, so quale locale sceglierò.

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13 novembre al Mulino di Chiaravalle: La tavola del monastero

Ecco a voi gli ingredienti per un evento da non perdere: un’abbazia millenaria e la sua cultura, anche gastronomica; una location suggestiva, con una storia che profuma di pane; una degustazione di birre trappiste con uno dei massimi esperti italiani di questo prodotto monastico d’eccellenza. Che cosa aspettate a prenotare? Dopo tanta attesa, ci siamo: vi aspetto al Mulino di Chiaravalle milanese sabato 13 novembre 2021 alle ore 14.45, puntuali perché il pomeriggio è denso e pieno di sorprese.

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Corso on line di storia e cultura della tavola

Cari amici, quest’anno terrò un Corso online di Storia e Cultura della tavola all’interno del progetto UniTreEdu, promosso da UNITRE. Parlerò della storia del cibo lungo i secoli, della cucina moderna e di quella del Medioevo, della tavola dei monasteri e di quella delle corti rinascimentali. Parlerò delle tradizioni religiose a tavola, della storia e simbologia dei cibi, in particolare del pane e del vino; della bellezza delle apparecchiature, della tavola che ispira gli artisti … e molto altro. Il corso è online, un’ora alla settimana, tutti i mercoledì dalle 16.30 alle 17.30. Comincia il 13 ottobre e terminerà alla fine di maggio. Trovate il programma a questo link.

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Quattro film che parlano di vino e delle radici di famiglia

Mi è capitato di recente di vedere alcuni film nei quali i protagonisti, persone stressate, deluse dalla carriera nella quale avevano riposto molte aspettative, in crisi perché hanno perso il senso della vita, ritornano nei luoghi della loro infanzia e recuperano la serenità perduta. Attraverso i ricordi dei loro nonni o del padre, tornano a galla le cose importanti, i veri valori che danno gioia e solidità. Si tratta di film ambientati in Italia o in Francia e il vino, la buona tavola e la bellezza della vita di campagna sono un filo conduttore delle vicende. Quando si tratta di produzioni inglesi o americane, fa piacere scoprire che nell’immaginario anglosassone noi e i nostri cugini d’Oltralpe siamo i fortunati detentori di luoghi paradisiaci, non solo grazie ai magnifici panorami ma anche grazie ai valori umani che si respirano quando si è immersi in quella cultura.

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Il mio blog: cultura della tavola e bellezza della convivialità

Ogni tanto bisogna fermarsi e fare il punto su quello che si sta facendo. Il mio blog nasce nell’autunno del 2015 e da allora ne ha fatta di strada! Ho cominciato a scrivere le mie riflessioni sulla cultura della tavola, parlando di bellezza, di valori familiari e sociali connessi con il mondo del cibo e del vino e a poco a poco mi sono ritagliata una comunità di followers che condividono i miei pensieri e le mie passioni.

Non si tratta di un progetto unicamente virtuale, anzi posso dire che è estremamente reale: cosa c’è di più concreto di un buon pranzo in famiglia o con gli amici? Con i miei post vi racconto le cose che amo, quello che faccio; descrivo le belle cose che ci circondano, che possono arricchire di amore e amicizia la nostra vita. Mi accorgo che con molti di voi mi rispecchio, perché condividiamo una passione comune, la tavola come luogo di incontro e di amicizia, intorno alla quale si realizzano valori importanti: solidarietà, amore, relazione, compagnia, ascolto dell’altro, attenzione verso chi ha più bisogno, spirito di servizio e di accoglienza, rispetto della natura e senso del trascendente.

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Quando una profezia è sbagliata: oggi tutti ai fornelli!

Abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini, a causa della pandemia, ma abbiamo fatto di necessità virtù e gli italiani, costretti tra quattro mura domestiche, hanno sfogato il loro stress cucinando. Questo 2020 sarà anche ricordato come quello del lievito introvabile, delle farine che sparivano dagli scaffali del supermercato, degli amici che su Skype e Facebook mostravano le loro creazioni gastronomiche. Rileggo sorridendo il risultato di un sondaggio del 2017 che descriveva gli italiani come sempre più refrattari ai fornelli, incapaci di cucinare, grandi acquirenti di tramezzini, surgelati precotti e spuntini pronti. Allora mi sentivo una specie di panda, un essere in via di estinzione perché desidero avere la casa ben accessoriata di pentole, mestoli, frullini, teglie, piatti, calici, zuppiere e accessori di ogni foggia e dimensione. Oggi mi rendo conto che sono in realtà una dilettante, al confronto di amici che stanno dimostrando talenti davvero eccezionali. Continua a leggere