Educare a tavola: piccola guida pratica

Ci sono libri da leggere e libri da fare. Il libro Educare a tavola – Piccola guida pratica è proprio un libro da fare, perché ci da molti consigli utili per vivere meglio le occasioni di convivialità in famiglia. Gli autori sono Francesco Cravero, che ho citato spesso in questo blog, semiologo ed esperto di formazione; Mariagrazia Ciravegna, insegnante e pedagogista; Alessio Rocchi, pedagogista e teologo. In appendice, un intervento della pediatra Giovanna Paola Fava.

La struttura è interessante: ogni capitolo ha una prima parte dedicata al significato profondo della tavola e dei suoi gesti, dei cibi e delle ritualità, e poi una seconda parte dedicata a suggerimenti pratici, attività, lavoretti che possono essere fatti dai bambini, aneddoti, preghiere di benedizione del pasto, consigli per organizzare la tavola con l’aiuto di tutti, per concretizzare e rendere vita vissuta le considerazioni culturali della prima parte. Continua a leggere

Sangalli: “La tavola è il luogo del dialogo, spegniamo telefoni e televisione

Ho apprezzato molto questa intervista a Carlo Sangalli: sapete bene quali temi sono al centro del mio blog e mi apre il cuore leggere che per il presidente di Confcommercio la gioia è: «Ogni volta che la mia famiglia si ritrova unita a tavola, con tutti i figli e i nipoti. È una festa unica e indimenticabile». Nell’intervista esprime con autorevolezza concetti  all’apparenza semplici ma in realtà molto rilevanti: l’importanza della tradizione ma soprattutto della condivisione, la voglia di riscoprire l’allegria dei cibi semplici, come un panino al salame dopo un allenamento al pallone, ma soprattutto l’allegria e il buon umore che trasmette la cucina di casa. Continua a leggere

A Natale vestiamo a festa la nostra tavola

Con un’amica mi sono scambiata qualche messaggio su come addobbare la tavola del pranzo di Natale, e voglio condividere con voi quello che ci siamo scritte.

Innanzitutto, non ci sono canoni precisi, cerimoniali da rispettare assolutamente. L’importante è che comunque la tavola della festa sia più bella di quella di tutti i giorni, per far capire che quel giorno è più importante degli altri. Continua a leggere

Lotta all’obesità? Parliamo del contributo della famiglia

Il 10 ottobre è l’Obesity Day, la campagna di sensibilizzazione per la prevenzione dell’obesità e del sovrappeso, promossa ogni anno dall’Associazione italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica – ADI. Molte le iniziative in programma su tutto il territorio italiano, con l’obiettivo, nell’edizione di quest’anno, di “recuperare e valorizzare l’identità e le diversità dei sistemi alimentari regionali come modelli di alimentazione sostenibili e equilibrati utili a contrastare patologie in crescita come l’obesità.”  E’ molto bello, a mio parere, che l’ADI metta l’accento sull’importanza dell’identità e della cucina regionale, per porre rimedio ai disordini alimentari favoriti da consumi di prodotti nocivi alla salute, ma ricordiamo che è soprattutto la famiglia il luogo privilegiato per la diffusione di una buona cultura dell’alimentazione.   Continua a leggere

Vittorio Messori: Religione in cucina

Per la rubrica “Distillati di sapienza“, vi segnalo questo testo di Vittorio Messori, tratto dal libro: Pensare la storia. Una lettura cattolica dell’avventura umana (Paoline, Milano 1992, p. 167).

Vittorio Messori è uno scrittore e giornalista italiano, uno dei più famosi autori cattolici. Deve la sua fama in particolare al libro “Ipotesi su Gesù” (SEI, 2001), un best seller internazionale, tradotto in 22 lingue; e ai libri-intervista con il Card. Joseph Ratzinger, “Rapporto sulla fede” (Ed. Paoline, 1985), e a Papa Giovanni Paolo II, “Varcare la soglia della speranza” (Mondadori, 1995).

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Religione in cucina

Parlo con un anglicano e il discorso cade sulla proverbiale «ipocrisia» britannica e, in generale, dei Paesi protestanti. «Sì – ammette – qualcosa di vero c’è. E per la ragione già vista dal nostro Oscar Wilde: la coscienza protestante non ci impedisce di peccare. Ci impedisce solo di goderci il peccato».

Mi viene in mente Léo Moulin, lo studioso belga autore, tra l’altro, di una storia cultural – religiosa della gastronomia, convinto com’è che l’arte della cucina, alla pari di ogni altra arte, sia una spia dell’inconscio dei popoli. Continua a leggere

La tavola dei certosini di Serra san Bruno

La tavola dei monaci: ho già dedicato dello spazio nel mio blog a questo argomento (leggi qui) che è affascinante e ricco di spunti, anche per la vita dei laici e soprattutto delle famiglie. Oggi andiamo a Serra san Bruno, la Certosa fondata da Bruno di Colonia nel lontano 1090. Ci andiamo in senso metaforico, anche perché nel convento vige ancora la più rigida clausura. Come prescrive la regola, la cella del monaco, una casetta a due piani tutta per lui, con un piccolo giardino (potete vedere come sono fatte nell’immagine qui accanto), è il centro della sua vita: in essa prega, lavora e consuma, in totale solitudine, i pasti. Vita impegnativa? Sicuramente, noi laici che siamo nel mondo facciamo fatica a comprendere, ma ci possono aiutare le parole di un monaco: «La cella è un oceano di libertà. E’ quel mare da cui si trae nutrimento e che ti trasporta verso la meta finaleContinua a leggere