Quando una profezia è sbagliata: oggi tutti ai fornelli!

Abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini, a causa della pandemia, ma abbiamo fatto di necessità virtù e gli italiani, costretti tra quattro mura domestiche, hanno sfogato il loro stress cucinando. Questo 2020 sarà anche ricordato come quello del lievito introvabile, delle farine che sparivano dagli scaffali del supermercato, degli amici che su Skype e Facebook mostravano le loro creazioni gastronomiche. Rileggo sorridendo il risultato di un sondaggio del 2017 che descriveva gli italiani come sempre più refrattari ai fornelli, incapaci di cucinare, grandi acquirenti di tramezzini, surgelati precotti e spuntini pronti. Allora mi sentivo una specie di panda, un essere in via di estinzione perché desidero avere la casa ben accessoriata di pentole, mestoli, frullini, teglie, piatti, calici, zuppiere e accessori di ogni foggia e dimensione. Oggi mi rendo conto che sono in realtà una dilettante, al confronto di amici che stanno dimostrando talenti davvero eccezionali. Continua a leggere

L’importanza della corvée in cucina, nel monastero e in famiglia

Arles è una città del Sud della Francia che vanta una storia gloriosa: ne sono testimonianze l’anfiteatro romano, le terme, la grande cattedrale romanica e tanti insigni monumenti dell’Era antica e medioevale. E’ stato uno dei più grandi centri urbani dell’Impero Romano. Nel VI secolo ha dato i natali a San Cesario, monaco e vescovo, che nell’anno 512 fonda un monastero femminile proprio ad Arles, del quale è prima badessa sua sorella Cesaria (i loro genitori comunque avevano poca fantasia nella scelta dei nomi) e scrive per le monache una Regola che diventa un modello per tutti i monasteri femminili nei secoli successivi. Continua a leggere

Ministra Azzolina: la donna che cucina non è uno stereotipo da abbattere ma un’immagine di amore da sostenere

Nonostante tutti i problemi che gravano sulla scuola in questo momento (e non solo sulla scuola), l’on. Lucia Azzolina, alla quale è stato affidato il Ministero dell’Istruzione, sembra avere posto priorità alla lotta contro i c.d. stereotipi di genere. Ospite di Nemmeno un clic di Cinzia Leone, facendo riferimento ad alcuni libri di testo della scuola primaria dove sono raffigurati una mamma che stira o cucina e un papà al lavoro, ha detto: “È uno stereotipo tristissimo, il ministero ha fatto degli accertamenti, sentendo gli editori, e credo che sono stereotipi che devono essere superati; è necessario emanciparsi di più”.

Ci risiamo? Già ne ho parlato in questo blog quando l’allora Presidente dalla Camera Laura Boldrini ad un convegno a palazzo Madama sul tema “Donne e media” affermò: “Non può essere concepito normale uno spot in cui i bambini e il papà sono tutti seduti e la mamma serve a tavola.”. Ma davvero sarebbero questi i problemi della nostra società e della nostra cultura? Confessiamolo che il vero obiettivo di queste considerazioni è la famiglia. Continua a leggere

Il pranzo dopo il funerale: la tavola che consola

Mio padre mi racconta che in Istria di fronte ai cimiteri c’era sempre un’osteria: una cosa bizzarra? Per niente: infatti era buona tradizione dopo il funerale pranzare tutti insieme. Può sembrare strano per la nostra cultura, che ha decisamente un cattivo rapporto con la morte, il lutto e tutta la cornice che circonda quel momento di dolore. Tipico di una civiltà materialista che, non sapendo dare una risposta a quello che c’è dopo la vita terrena, preferisce vivere il funerale in sordina, archiviando la pratica il prima possibile. Continua a leggere

Essere puntuali è una virtù. E che fare con i ritardatari incurabili?

Che bello invitare amici a cena! E’ un bell’impegno, ma per quanto mi riguarda la fatica è ampiamente compensata dal piacere della serata in compagnia. Pianifico il menu e faccio la spesa nei negozi che garantiscono la qualità degli ingredienti, andando a cercare i prodotti migliori e più sfiziosi. Nel pomeriggio cucino in tutto relax, con una buona musica di sottofondo che mi tiene compagnia. E’ un piacere anche apparecchiare, scegliendo la tovaglia adatta all’occasione, i calici, i sottopiatti, il centrotavola: i dettagli sono importanti, preparare la tavola diventa un gioco e un piacere per gli occhi, attendendo i piaceri del palato. Andrea mi dà una mano ad apparecchiare e pensa ai vini. Continua a leggere

Dopo il diluvio impariamo da Noè, piantiamo una vigna

Chiusi dentro uno spazio ristretto con la nostra famiglia, ci siamo sentiti come se fossimo sull’arca di Noè. Non c’erano le coppie di animali ma fuori c’era il diluvio, una situazione di pericolo e incertezza. Adesso che cominciamo ad uscire, da un lato proviamo sollievo per il lento ritorno alla routine (ho provato questa sensazione quando ieri sono andata dal meccanico per un controllo all’automobile e poi in tintoria per il cambio del guardaroba invernale); dall’altro siamo preoccupati perché intorno a noi il mondo non è quello di prima e c’è un po’ di ansia per il futuro, non solo per la situazione sanitaria ma anche per quella economica e sociale (non parliamo di quella politica, quella è sempre stata preoccupante). Continua a leggere

L’altra parte del letto, ovvero: il lockdown come opportunità

De l’autre coté du lit” (Francia, 2008) è un film con Sophie Marceau e Dani Boon (quello del film “Giù al nord”, tanto per intenderci). Bisognerebbe chiedere a chi si è inventato il titolo del film per il pubblico italiano il perché della sua scelta sconsiderata: “Sarà perché ti amo”. Il titolo originale francese rende sicuramente meglio il messaggio del film: l’importanza, in un matrimonio, di mettersi nei panni del coniuge. Ariane e Hugo, una coppia in piena crisi, accolgono l’invito del coach matrimoniale e si scambiano i ruoli: lui resta a casa con i figli e lei prende il posto del marito a capo di una piccola azienda. Ariane comprende ben presto quante preoccupazioni il marito abbia sul lavoro e Hugo si trova in difficoltà di fronte alle quotidiane incombenze del ménage casalingo, da lui troppo spesso sottovalutate. Continua a leggere

Il nostro pranzo della Domenica delle Palme

Nonostante la clausura forzata, non rinunciamo a fare un po’ di festa. Siamo all’inizio della Settimana Santa, la più importante dell’anno liturgico, e non dobbiamo dimenticarci di celebrare questo tempo forte come si deve. La famiglia è stata definita “chiesa domestica”, quindi con un po’ di buona volontà cerchiamo di realizzare anche in casa un’atmosfera che ci aiuti a vivere bene queste giornate. Ci aspetta una settimana rigorosa, Venerdì Santo sarà di astinenza e digiuno, ma la Domenica delle Palme è giorno di festa. Decidiamo di apparecchiare in sala, con una bella tovaglia e con i calici di cristallo, così è proprio domenica, altrimenti il rischio è quello di vivere questi giorni come se fossero tutti uguali. Continua a leggere

#iorestoacasa: e unisco l’utile al dilettevole!

E’ utile, anzi utilissimo e doveroso, stare a casa, ma questo non vuol dire restare con le mani in mano. Nel video vi racconto cosa possiamo fare: arte della tavola, pane e pasta fatti in casa, le ricette con gli avanzi, la cucina di famiglia e quella dei single. L’esempio dei monaci ci insegna come sfruttare al massimo la nostra dispensa, per mangiare bene e coccolare un po’ i nostri familiari. Continua a leggere

Le mie giornate a casa, in tempo di Coronavirus

Carissimi amici del blog, scrivo da una città che ha cambiato il suo aspetto, in questi giorni di emergenza. Magari questo post verrà letto pochi minuti, ore o giorni dopo la sua pubblicazione. Oppure verrà letto mesi o anni dopo. Noto con piacere che i miei post non passano di moda, e sbirciando nelle statistiche del blog vedo che alcuni testi pubblicati tre anni fa vengono ancora oggi letti e condivisi sui social. Potere della cucina, che non passa di moda e regala emozioni e curiosità sempre attuali. Ho pensato dunque di raccontarvi come passo le mie giornate, anche perché credo che sia giusto conservare memoria di quanto sta accadendo.

Cerco di approfittare di questa clausura forzata per dedicare ancora più tempo all’aggiornamento del blog e a tenermi aggiornata sulla storia e sul mondo del cibo. Mi hanno chiesto di scrivere dei saggi sulla cultura della tavola e del vino, che verranno inseriti come contributi a dei volumi molto interessanti: Continua a leggere