Quando una profezia è sbagliata: oggi tutti ai fornelli!

Abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini, a causa della pandemia, ma abbiamo fatto di necessità virtù e gli italiani, costretti tra quattro mura domestiche, hanno sfogato il loro stress cucinando. Questo 2020 sarà anche ricordato come quello del lievito introvabile, delle farine che sparivano dagli scaffali del supermercato, degli amici che su Skype e Facebook mostravano le loro creazioni gastronomiche. Rileggo sorridendo il risultato di un sondaggio del 2017 che descriveva gli italiani come sempre più refrattari ai fornelli, incapaci di cucinare, grandi acquirenti di tramezzini, surgelati precotti e spuntini pronti. Allora mi sentivo una specie di panda, un essere in via di estinzione perché desidero avere la casa ben accessoriata di pentole, mestoli, frullini, teglie, piatti, calici, zuppiere e accessori di ogni foggia e dimensione. Oggi mi rendo conto che sono in realtà una dilettante, al confronto di amici che stanno dimostrando talenti davvero eccezionali. Continua a leggere

Il vino è segno della vita eterna. E gli astemi?

A Natale è giusto santificare la festa anche a tavola, con un pranzo degno del grande evento, in linea con il cristianesimo che si fonda sul racconto evangelico ricco di episodi che descrivono i tanti banchetti ai quali Gesù ha partecipato con gioia e gusto della bella tavola, dando anche il suo decisivo contributo quando alle nozze di Cana il vino era finito. A questo proposito, in queste ore è diventato virale un video di don Pietro Cesena, parroco nella frazione di Borgotrebbia, in periferia di Piacenza, che ha calorosamente invitato i suoi fedeli presenti alla Santa Messa di Natale a mangiare bene e a bere in abbondanza, ma non la Coca-Cola! Bere vino buono: «perché il vino è segno della vita eterna! In paradiso, fratelli miei, gli astemi non potranno entrare, perché si beve il vino!». Continua a leggere

San Francesco e il Natale che cade di venerdì

Quest’anno Natale cade di venerdì. Capita spesso, diciamo ogni sei anni. E’ capitato anche nel 1220 e in quell’occasione San Francesco d’Assisi ha dato una bella testimonianza del suo grande amore per il Natale e sull’importanza della festa. Quando nel convento i suoi frati scoprono che il Natale è di venerdì, si preoccupano e hanno un dubbio: prevale il venerdì, quindi si fa astinenza dalle carni e si pratica la moderazione a tavola, o prevale la festa che si celebra anche con la gioia e la letizia di un bel pranzo abbondante? Continua a leggere

D’Avenia: “Il cibo deve essere arte e grazia”

«Quest’anno il pranzo di Natale sarà in tono minore, ma rimane fermo che almeno in questa occasione il cibo debba essere arte e grazia, perché noi umani non stiamo a tavola solo per nutrirci ma per le relazioni che stringiamo a tavola.» Standing ovation per Alessandro D’Avenia, lo scrittore e insegnante che sulle colonne del Corriere della Sera sottolinea l’importanza del pranzo della festa e lo fa ricordando il messaggio di un film, Il Pranzo di Babette, che come sapete (ne ho già parlato nel mio blog, leggete qui) è uno dei miei film preferiti ed è stato anche citato più volte da Papa Francesco (leggete qui). Continua a leggere

L’importanza della corvée in cucina, nel monastero e in famiglia

Arles è una città del Sud della Francia che vanta una storia gloriosa: ne sono testimonianze l’anfiteatro romano, le terme, la grande cattedrale romanica e tanti insigni monumenti dell’Era antica e medioevale. E’ stato uno dei più grandi centri urbani dell’Impero Romano. Nel VI secolo ha dato i natali a San Cesario, monaco e vescovo, che nell’anno 512 fonda un monastero femminile proprio ad Arles, del quale è prima badessa sua sorella Cesaria (i loro genitori comunque avevano poca fantasia nella scelta dei nomi) e scrive per le monache una Regola che diventa un modello per tutti i monasteri femminili nei secoli successivi. Continua a leggere

I castagnetti: biscotti antistress

E’ dimostrato scientificamente che cucinare porta molti benefici psicologici (già ne ho parlato nel mio blog, leggete qui). Stando ai fornelli si dà libero sfogo alla propria capacità espressiva e si prova un senso di gioia e gratificazione personale e una diminuzione dello stress. Se lo stress diminuisce, siamo più felici e stiamo bene nell’anima e nel corpo. Si sa che dedicarsi all’arte, alla pittura, alla musica, alla danza gratifica e consola ma è significativo che alcuni psicologi paragonino la cucina alle altre forme artistiche, considerandola un’espressione creativa e un efficace antidoto contro le tensioni e il nervosismo. Pare che soprattutto quando si cucina qualcosa per gli altri l’effetto sia garantito, perché il dono generoso e l’espressione di affetto scatenano energie positive anche dentro di noi e non solo nella persona a noi cara che gode dei nostri manicaretti.

Per passare dalla teoria alla pratica, vi racconto la mia esperienza concreta quando ho dedicato un po’ di tempo a realizzare dei deliziosi biscottini alle castagne. Avevo trascorso alcune giornate difficili, con un po’ di nuvole nere che attraversavano la mia vita e ho pensato che cucinare dei dolcetti mi avrebbe aiutato a rilassarmi e trovare un po’ di gioia. Ha funzionato! Avevo visto la ricetta in TV, nella trasmissione di Benedetta Rossi, la simpatica cuoca marchigiana che ci dà sempre degli ottimi consigli e col suo sorriso e la sua allegria trasmette tutta la gioia dello stare ai fornelli. Continua a leggere

Le cattedrali sotterranee di Canelli

È un appellativo azzeccato per luoghi che si sviluppano nella penombra, caratterizzati dalle ampie volte a botte, in un’atmosfera quasi sacrale che ispira silenzio e rispetto. Sono luoghi particolarmente adatti ad accogliere il lento e delicato processo di produzione del vino, un nettare che fin dall’antichità, in tutte le epoche e civiltà ha evocato un legame con il divino. Le cantine sotterranee di Canelli sono un luogo che decisamente ispira mistero e trascendenza e che merita una visita. Continua a leggere

Natale, panettone e sostegno al CAV Mangiagalli

Gli ingredienti sono perfetti: prendete la festa più amata dell’anno, il Natale. Aggiungete un ottimo panettone fornito da un big della pasticceria milanese. Condite il tutto con la voglia di solidarietà e una particolare attenzione alle mamme e ai bambini. Il risultato non può che essere super!

Come fare? Acquistate gli ottimi e pregiati panettoni a firma T’a Milano (Tancredi e Alberto Alemagna) e sostenete così le mamme e i bambini del Centro di Aiuto alla Vita Mangiagalli. I panettoni, realizzati artigianalmente utilizzando solo materie prime di altissima qualità, sono in formato da 1kg. elegantemente confezionati nei gusti tradizionale, al cioccolato, senza canditi, pere e cioccolato e ai marron glacé. Continua a leggere

Ministra Azzolina: la donna che cucina non è uno stereotipo da abbattere ma un’immagine di amore da sostenere

Nonostante tutti i problemi che gravano sulla scuola in questo momento (e non solo sulla scuola), l’on. Lucia Azzolina, alla quale è stato affidato il Ministero dell’Istruzione, sembra avere posto priorità alla lotta contro i c.d. stereotipi di genere. Ospite di Nemmeno un clic di Cinzia Leone, facendo riferimento ad alcuni libri di testo della scuola primaria dove sono raffigurati una mamma che stira o cucina e un papà al lavoro, ha detto: “È uno stereotipo tristissimo, il ministero ha fatto degli accertamenti, sentendo gli editori, e credo che sono stereotipi che devono essere superati; è necessario emanciparsi di più”.

Ci risiamo? Già ne ho parlato in questo blog quando l’allora Presidente dalla Camera Laura Boldrini ad un convegno a palazzo Madama sul tema “Donne e media” affermò: “Non può essere concepito normale uno spot in cui i bambini e il papà sono tutti seduti e la mamma serve a tavola.”. Ma davvero sarebbero questi i problemi della nostra società e della nostra cultura? Confessiamolo che il vero obiettivo di queste considerazioni è la famiglia. Continua a leggere