L’amicizia è più forte di qualsiasi macchia sulla tovaglia

Siamo invitati in montagna a casa di amici e portiamo una bottiglia di spumante per l’aperitivo. Sulla tavola apparecchiata, Andrea si accinge a stapparla ma appena allenta la gabbietta di metallo il tappo parte come un razzo verso il soffitto. Lo so, il rischio c’è sempre e bisogna infatti trattenere bene con la mano il tappo, ma vi assicuro che è stata questione di un nanosecondo. Quel proiettile non ha per fortuna fatto danni né a persone né a cose, ma metà del contenuto della bottiglia si è riversato sulla tovaglia. Sembrava il festeggiamento della vittoria ad un Gran Premio di Formula 1 ma qui non c’era nulla da festeggiare, c’era solo da piangere per il vino sprecato e per la tavola innaffiata. Che figura! Avremmo voluto aprire una botola e scomparire. A quel punto, abbiamo aiutato in tutta fretta la padrona di casa a sparecchiare tutto quanto, mettere una tovaglia pulita e apparecchiare nuovamente, sostituendo i piatti e le posate che erano stati bagnati dallo spumante. I nostri amici devo dire che sono stati comprensivi e misericordiosi e ci hanno poi invitato altre volte a casa loro. Continua a leggere

La civiltà della buona tavola contro l’idolatria del cibo: una riflessione di Nembrini sul VI canto dell’Inferno

Franco Nembrini, insegnante, educatore, scrittore e grande divulgatore, già da tempo si dedica alla diffusione della Divina Commedia, facendo risaltare la profondità ma soprattutto l’attualità del capolavoro di Dante Alighieri. L’ultima sua pubblicazione è un’opera ponderosa, dove ogni canto è preceduto da un suo commento, sempre profondo e geniale. Le illustrazioni del famoso disegnatore Gabriele Dell’Otto completano un lavoro davvero di grande pregio. Per ora sono usciti i due volumi dell’Inferno e del Purgatorio, attendo con ansia il Paradiso. Nel VI Canto dell’Inferno troviamo il girone dei golosi: è l’occasione per Nembrini per fare alcune considerazioni sul valore del cibo, sull’attenzione del Cristianesimo al tema della convivialità. E allora i golosi? Leggete con attenzione: troverete molte cose che ripeto da tempo nel mio blog, ma sentirle raccontare da lui ha riempito il mio cuore di soddisfazione. Con questo autorevole alleato, proseguo con ancora maggiore convinzione nella diffusione di una bella e santa cultura della convivialità. Continua a leggere

Essere puntuali è una virtù. E che fare con i ritardatari incurabili?

Che bello invitare amici a cena! E’ un bell’impegno, ma per quanto mi riguarda la fatica è ampiamente compensata dal piacere della serata in compagnia. Pianifico il menu e faccio la spesa nei negozi che garantiscono la qualità degli ingredienti, andando a cercare i prodotti migliori e più sfiziosi. Nel pomeriggio cucino in tutto relax, con una buona musica di sottofondo che mi tiene compagnia. E’ un piacere anche apparecchiare, scegliendo la tovaglia adatta all’occasione, i calici, i sottopiatti, il centrotavola: i dettagli sono importanti, preparare la tavola diventa un gioco e un piacere per gli occhi, attendendo i piaceri del palato. Andrea mi dà una mano ad apparecchiare e pensa ai vini. Continua a leggere

La fondue bourguignonne: una magia gourmet, un rito ancestrale

Ci sono riti antichi, quasi preistorici, che oggi si sono trasformati in eleganti performance che rendono la tavola molto chic, riempiendo di stupore il commensale. E’ il caso della fondue, nelle due versioni, la bourguignonne e la chinoise. Tutti sono seduti intorno al fornelletto e ognuno cuoce i propri pezzi di carne in un recipiente comune: raccontato così, sembra roba da cavernicoli. Eppure il rito è molto sofisticato, si è arricchito di un servizio apposito ed è corredato di salse e contorni ad hoc. Et voilà la fondue.

Mia suocera la preparava per Andrea, in occasione del suo compleanno; ancora oggi ogni tanto tiriamo fuori il fornelletto e ci divertiamo. In casa facciamo la versione chinoise, quella nel brodo, più leggera ma sempre gustosa. In Borgogna ho gustato la vera bourguignonne, quella con la carne cotta nell’olio, così come in occasione della nostra recente vacanza in Val Badia abbiamo approfittato della preparazione nella Stube del Fondue Restaurant dell’Hotel Rosa Alpina di San Cassiano. Continua a leggere

Philippe Daverio e l’arte della tavola

E’ morto a Milano Philippe Daverio, storico dell’arte, grande divulgatore, protagonista di trasmissioni televisive grazie alle quali ha avvicinato il pubblico al mondo dell’arte con garbo, profonda competenza ma anche ironia e simpatia. Nel mio blog lo voglio ricordare perché era anche un grande gourmet e la passione per la bellezza e per i piaceri della tavola lo ha portato a farsi promotore di iniziative originali ed interessanti anche in questo campo. Ad esempio quando insieme ad Esselunga e IGP Decaux ha riempito le stazioni della metropolitana di Milano con grandi manifesti di opere d’arte che raccontano la magnificenza del cibo, la bellezza degli arredi della tavola e la gioia della convivialità. Continua a leggere

La cipolla rossa piatta di Pedaso: una bella scoperta!

Vacanza vuol dire relax, divertimento, visitare posti nuovi, godere di spettacolari panorami, cenare all’aria aperta, assaporare il tempo che possiamo dedicare finalmente ai nostri familiari e agli amici. La vacanza nelle Marche a Pedaso, località sul mare in provincia di Fermo, ha soddisfatto tutte queste mie aspettative. Una food blogger come me in vacanza cerca sempre nuovi spunti enogastronomici e anche sotto questo aspetto non sono rimasta delusa, anzi. Ho assaggiato ottimi vini locali e ho gustato tanto pesce freschissimo e gustoso, cucinato con cura e passione. Ho fatto anche la conoscenza con una cipolla molto speciale.

La cipolla ha una storia antica: è un ortaggio apprezzato da millenni in cucina perché saporito, gustoso e anche molto salutare. Continua a leggere

La merenda sinoira: tradizione e cultura del cibo

Vi aspettiamo alle cinque, per una merenda sinoira!”. Riceviamo quest’invito e facciamo la conoscenza con una bella tradizione piemontese, che affonda le sue radici nella vita contadina. Non chiamiamola apericena o happy hour, per carità, riti modaioli di chi dopo il lavoro non ha voglia di andare a casa a cucinare e in un bar affollato mangia cibi presi da un buffet, con un piattino di plastica in mano.

La merenda sinoira ha ben altro valore culturale e storico. Il Piemonte non è solo quello dei Savoia, dei castelli nobiliari e degli eleganti caffè liberty del centro di Torino, c’è tutta una Regione agricola dove si coltivano le vigne e i noccioli, si alleva la preziosa mucca piemontese, la fassona, si raccolgono le castagne, si cercano tartufi e le rane gracidano nelle risaie dove un tempo faticavano le mondine. Ci sono tante eccellenze del territorio che sono frutto di un duro lavoro nei campi. Ma da dove nasce questa merenda sinoira? Continua a leggere

Santa Marta e tutte le donne che quando hanno ospiti si agitano

Ormai lo sanno tutti che Santa Marta è la patrona del mio blog. A chi altri potevo affidare questo mio piccolo lavoro? Lei che è passata alla storia per essere quella che quando invita qualcuno a cena prepara trenta portate di antipasti, corre e sbuffa tra cucina e sala da pranzo, si agita e si preoccupa perché l’arrosto è troppo cotto e la maionese impazzisce. Quella che impazzisce in realtà è proprio lei e Gesù glielo ricorda: “Marta, sono venuto qui per conversare con voi di cose importanti, Maria mi sta tenendo compagnia e tu che fai? Giri come una trottola e ti arrabbi se gli altri non ti aiutano”.

Confessiamolo, noi donne di casa siamo un po’ tutte così, vogliamo la perfezione quando invitiamo qualcuno a casa nostra e magari non pensiamo che lui vorrebbe solo compagnia, una piacevole conversazione, condividere gioie e dolori della vita. Continua a leggere

Gli italiani sono sempre più hobbit: amano la convivialità e il giardinaggio

Gli italiani desiderano più che mai stare a proprio agio nella propria casa, accogliendo amici in simpatica convivialità, e apprezzano la possibilità di avere nella propria abitazione un luogo per stare all’aria aperta con uno spazio verde da coltivare. Definirei questo atteggiamento molto hobbit, in onore dei meravigliosi protagonisti dei romanzi di Tolkien, piccoli uomini che amano mangiare e bere in compagnia, coltivare la loro terra, curare i fiori, le piante e i loro orti. Verranno travolti da eventi drammatici e avventure pericolose che li strapperanno alla loro tranquilla quotidianità ma combatteranno proprio per poter tornare al più presto nella loro amata Contea, dove poter vivere in pace e serenità, bevendo birra e mangiando cibi succulenti in allegra compagnia. Un sondaggio di GfK Sinottica® rivela che gli italiani sono decisamente sempre più hobbit, e questo non può che farmi piacere. Continua a leggere

La bellezza del refettorio monastico

L’11 luglio la Chiesa ricorda San Benedetto, Padre del monachesimo occidentale. Nel mio blog ne ho parlato spesso perché nella sua Regola molti capitoli sono dedicati al refettorio e ai suoi riti, alla cucina e alla sua organizzazione. Per una comunità monastica (ma vale per tutte le comunità, a partire dalla famiglia) è molto importante il pasto preparato e consumato insieme, perché a tavola si costruiscono relazioni, si cementa l’unione, si pratica la carità e la creatività, si nutre il corpo ma anche l’anima, si sfruttano i talenti e si insegna la disciplina. Non mi ripeto perché potete andare a curiosare nel blog alla ricerca dei post dedicati alla cucina monastica: ho parlato di team coaching in monastero, del progresso dell’Europa anche a tavola grazie alle tradizioni e alle buone pratiche delle abbazie, di cosa si mangiava e secondo quali riti, della dieta dei Templari, della birra trappista e molto altro. Continua a leggere