L’ottima gastronomia e la salute possono andare a braccetto

Vi propongo un brano del mio libro “Pane & Focolare” (D’Ettoris Editori, 2016)

Nel film Harry ti presento Sally, Marie, l’amica di Sally, mentre sta sfogliando un menu cita una frase che ha letto su una rivista e che l’ha colpita: «I ristoranti per gli anni Ottanta sono ciò che il teatro era per gli anni Sessanta». Non sa che quell’articolo è stato scritto da Jess, seduto davanti a lei. Da quella battuta nascerà l’amore.

Film a parte, si tratta di una affermazione che contiene una grande verità, ed è applicabile anche a questo inizio del Terzo Millennio. La stampa, la televisione, il cinema, i libri, tutti oggi parlano di cibo. Gli chef sono delle celebrità, i talent show che si svolgono in cucina fanno il pieno di ascolti. Un giorno uno dei più famosi chef televisivi stava prendendo un caffè in un bar del centro di Milano quando il bar è stato letteralmente preso d’assalto dai fan in cerca di un autografo o di un selfie, come se ci fosse stata una star di Hollywood o un campione di calcio. Continua a leggere

Lembas: cibo per l’anima

lembas-1Oggi vi voglio parlare di Tolkien e del romanzo Il Signore degli Anelli. Non è la prima volta, in questo blog: come già vi ho raccontato, i romanzi dello scrittore inglese sono ricchi di episodi dove si parla di banchetti, pranzi, incontri nelle taverne e birrerie, descrizioni di cibi e libagioni, di cantine e dispense ben fornite. Il romanzo Lo Hobbit comincia con la cena a casa di Bilbo, con Gandalf e i nani, e a quella tavola nasce una condivisione profonda (leggi qui). Il Signore degli Anelli si apre invece con  la festa di compleanno di Bilbo; e poi ci sono la tavola di Tom Bombadil, l’ospitalità a Gran Burrone, gli incontri alla Taverna del Puledro Impennato (leggi qui).

E c’è il lembas. Continua a leggere

La tavola: un’espressione artistica

tavola-bellaParlare di bontà del cibo e di bellezza della tavola vuol dire parlare di storia, di cultura, di civiltà e di arte. Una volta uno storico disse che, quando si scrive la storia di un popolo, bisognerebbe sempre dedicare un capitolo alle abitudini e usanze di quel popolo a tavola. Esagerazione? Non tanto, se pensiamo che ognuno di noi mette molto di sé stesso nel modo di mangiare. “Dimmi come mangi e ti dirò ch sei”, aforisma già citato ma sempre molto vero.

A tavola si può fare arte. Continua a leggere

Distillati di sapienza – I pasti in famiglia e la Regola di san Benedetto

Inauguriamo una nuova rubrica del blog: “Distillati di sapienza”. Segnalerò attraverso questa rubrica dei brani che sono significativi alla luce dei temi del blog.

Comincio con un estratto dal libro di don Massimo Lapponi “San Benedetto e la vita familiare” (Libreria Editrice Fiorentina, 2009). San Benedetto scrive la sua Regola per una comunità monastica ma i suoi consigli si rivelano molto preziosi anche per una comunità familiare: metterli in pratica significa vivere in famiglia i valori di carità, rispetto, collaborazione, armonia, arricchimento reciproco. L’Europa deve molto al monachesimo, anche a livello sociale ed economico; in una crisi spesso paragonata a quella che ha seguito la caduta dell’Impero Romano, diventa più che mai attuale il modello di vita proposto da san Benedetto, che ha dato un decisivo contributo all’edificazione dell’Europa. Anche la famiglia oggi è una istituzione in crisi, che può trovare aiuto e ispirazione nell’intramontabile insegnamento del santo di Norcia. Continua a leggere

Religioni a tavola: tra regole e divieti. E i cristiani?

«Un modello alimentare cristiano non esiste. Fin dai primi tempi della predicazione apostolica la linea che si affermò – non senza contrasti e contraddizioni – fu quella della libertà, che lasciava a ciascuno la responsabilità delle proprie scelte, negando che gli alimenti siano buoni o cattivi in sé.» Scrive così Massimo Montanari, nel suo libro “Mangiare da cristiani” (ed. Rizzoli). In pratica, il cristiano mangia tutto e con tutti.

Una cosa scontata? No, soprattutto quando mi sono trovata tra le mani un manuale, intitolato “Don’t worry, eat happy – Attenti alle intolleranze alimentari, rispettosi delle diete religiose.” Pubblicato da alcune associazioni del terziario, pubblici esercizi e alberghi, in occasione di EXPO Milano 2015, nasce dalla considerazione che l’esposizione universale sia un’occasione, per il settore della ristorazione italiana, per offrire le proprie eccellenze e dimostrare non solo la qualità dei cibi ma anche quella dell’accoglienza, della capacità relazionale, dell’ospitalità, con particolare attenzione alle problematiche non solo delle allergie e intolleranze alimentari, ma anche delle componenti culturali e religiose che influiscono sulle scelte alimentari.  Continua a leggere