La preghiera a tavola: una buona abitudine

Tutte le religioni considerano il cibo un dono di Dio e danno grande importanza al rito del pasto consumato insieme, anzi è spesso a tavola che emergono in modo forte e deciso le caratteristiche di una fede. C’è chi non beve alcoolici, chi non mangia maiale, chi segue regimi vegetariani, chi segue la prassi dei digiuni e delle astinenze per scandire i tempi liturgici, però un elemento comune a tutti i credenti è quello della preghiera: la consapevolezza che tutto viene dal Signore induce ad un’azione di lode e benedizione per il cibo posto sulla tavola. Nel refettorio monastico come nella sala da pranzo della famiglia cristiana, ebrea o musulmana non si comincia fino a quando non si è seduti tutti a tavola insieme e viene recitata la preghiera. Buona abitudine. Continua a leggere

Quaresima, astinenze e le abitudini alimentari dell’Occidente

Ecco arrivata anche quest’anno la Quaresima, tempo forte della Chiesa, con i suoi riti suggestivi, l’invito alla penitenza, le astinenze e i digiuni. Fin dagli albori del monachesimo e dell’eremitismo cristiano i sacrifici nella dieta alimentare sono una costante della vita ascetica. Considerando i vantaggi spirituali di queste pratiche, la Chiesa ha voluto proporre anche ai laici di praticare ogni tanto giorni di astinenza dalle carni e giorni di digiuno. Ne ho già parlato nel mio blog (leggi qui) e per chi vuole saperne di più rinvio a quel post. Oggi vorrei soffermarmi di più su un altro aspetto: il cristianesimo ha plasmato le abitudini alimentari dell’Occidente e anche chi non è credente e non segue i precetti della Chiesa in realtà ancora oggi ha alcune abitudini alimentari che vengono proprio dalla cultura cristiana. Continua a leggere

Le zeppole di San Giuseppe

Ad ogni festa, il suo dolce. La consuetudine si ripete in occasione della festa di uno dei più grandi santi, San Giuseppe. Il 19 marzo c’è un gran profumo di frittura grazie alle zeppole e ad altri dolci tipici. Ma perché il padre putativo di Gesù è chiamato popolarmente “San Giuseppe frittellaro”? Sappiamo dai vangeli che faceva il falegname ma una leggenda racconta che, quando la Sacra Famiglia fuggì in Egitto, egli si mise a fare il friggitore di frittelle per mantenere Gesù Bambino e Maria. Continua a leggere

Il silenzio del refettorio e la conversazione a tavola

Se c’è un luogo adatto alla conversazione, quello è la tavola. Lo dice anche la frase che ho scelto come sottotitolo del mio blog: “Se mangi con qualcuno passi subito ad un livello più alto di amicizia”. Abbiamo provato tutti questa esperienza: quando si mangia insieme la conversazione è più piacevole, scorre quasi naturale, si vince più facilmente la timidezza e il proprio riserbo. A tavola si diventa amici o comunque è più facile provarci (e riuscirci).

San Benedetto, come vi ho già raccontato (leggi qui), dà molta importanza al rito del pasto in comune, prescrive però che i monaci mangino in silenzio, ascoltando una lettura. «Alle mense dei fratelli non deve mai mancare la lettura […] e si faccia sommo silenzio, sicché non vi si ascolti bisbiglio o voce d’alcuno fuorché solo di chi legge. Quanto a ciò che è necessario per prendere cibo o bevanda, i fratelli se lo servano a vicenda in modo che nessuno abbia bisogno di chiedere alcunché. Se tuttavia vi sarà necessità di qualche cosa lo si chieda, piuttosto che con la voce, col suono di qualunque segno». (Capitolo 38 della Regola). Continua a leggere

La tradizione del panettone di san Biagio

Con un po’ di tristezza ho constatato che a Milano si sta affievolendo la tradizione del panettone di san Biagio. In casa mia è avanzato un panettone dalle feste di Natale (incredibile ma vero) e lo stiamo conservando gelosamente per gustarlo il 3 febbraio. Per chi invece è rimasto senza, un tempo non c’erano problemi: tutte le pasticcerie e i supermercati esponevano, nell’imminenza della ricorrenza liturgica del santo, tanti panettoni, che venivano venduti con sconti generosi e super offerte. Quest’anno i miei genitori mi hanno chiesto di acquistarne uno e ho fatto davvero fatica a trovarlo. Peccato, è una bella tradizione. Continua a leggere

La merenda di san Giovanni Bosco

Torino nell’Ottocento era nel pieno della prima industrializzazione: cresceva a dismisura il numero di operai alla ricerca di un lavoro e la città era invasa anche da ragazzini a loro volta impiegati nell’industria, sfruttati da datori di lavoro senza scrupoli, abbandonati a sé stessi, spesso orfani. Don Giovanni Bosco incrociò provvidenzialmente la strada di alcuni di loro, cominciò a fare loro il catechismo, li accolse in un ambiente sano e cordiale, li seguì con amore e attenzione alla loro formazione umana e li aiutò nel mondo del lavoro, creando laboratori di falegnameria, calzoleria, sartoria e tipografia. Ma soprattutto donò loro un luogo pieno di affetto, una grande famiglia dove trovarono sempre conforto e speranza.  Continua a leggere

Santa Lucia: dalla Sicilia alla Svezia, dolci e belle tradizioni

C’è chi attende i regali da san Nicolò, chi da Gesù Bambino e Babbo Natale, chi dalla Befana. Ma c’è una vasta area geografica, che va dalla Sicilia alla Svezia, che attende con trepidazione la festa di Santa Lucia. E’ molto appassionante la ricerca di informazioni sulle tradizioni legate ai santi, perché si aprono finestre inaspettate: si parte dal racconto storico della vita eroica del personaggio e si arriva a parlare di feste, tradizioni, gastronomia, sagre e dolcetti. Nulla di irrispettoso: perché la gloria dei santi, che adesso siedono al banchetto celeste, diventa occasione di gioia incontenibile anche per i fedeli. Continua a leggere

Pane in Piazza: un successo e già si pensa alla prossima edizione

Lo scorso mese di maggio vi avevo parlato di “Pane in Piazza”, la manifestazione benefica organizzata dalle Missioni Estere Cappuccini di Milano, che si è svolta nella settimana di Milano Food City. Leggete qui.

Ho dato volentieri il mio piccolo contributo, acquistando alcuni squisiti prodotti e invitando i lettori del blog a visitare lo stand e partecipare così alla realizzazione di un grande panificio in Etiopia.

Partito in sordina, senza sostegni economici di grandi sponsor, un po’ in ombra tra le tante iniziative milanesi della settimana del cibo, l’evento ha avuto in realtà un grandissimo successo. Continua a leggere

Harmonia Mundi: la vigna francescana di Venezia

A Venezia, vicino all’Arsenale, dietro Piazza san Marco, c’è il convento di San Francesco della Vigna, che deve il suo nome al fatto che nel giardino c’è davvero una vigna, grazie alla quale si producono ogni anno 1.000 bottiglie di un vino, Harmonia Mundi, affinato dall’azienda vinicola Zymè. Una bella sorpresa per me, perché alcuni anni fa ho avuto occasione di visitare questa azienda della Valpolicella, ed ho ancora uno splendido ricordo della degustazione dei loro vini nella suggestiva cantina scavata nella roccia.

Nel chiostro francescano di Venezia gli esperti hanno consigliato ai frati di piantare viti di Teroldego, vitigno tipico del Trentino, e viti di Refosco dal peduncolo rosso, originario del Friuli, perché sono piante che resistono bene al caldo e alla siccità della Laguna. Il blend che risulta dall’unione dei due vitigni è un ottimo vino rosso che gli esperti consigliano soprattutto per le grigliate. Continua a leggere

Intervista a Padre Marco Finco: “C’è un legame fortissimo tra il cristianesimo e la tavola”

Volete sapere come si svolge la vita nel refettorio di un convento francescano? Anch’io ero curiosa di saperlo, allora sono andata a trovare padre Marco Finco, del convento dei frati cappuccini di Piazza Velasquez a Milano, presso il quale è anche Direttore artistico del Centro Francescano Culturale Artistico Rosetum. Nel corso della nostra chiacchierata sono emersi spunti davvero profondi, che possono essere di esempio anche per la tavola delle nostre famiglie.

Padre Marco, in ogni comunità c’è un momento conviviale, sia che si tratti di una famiglia o, come nel vostro caso, di una comunità di religiosi. Come viene vissuta la vita nel refettorio da parte della vostra comunità? Continua a leggere