Cena della Vigilia e pranzo del 25 dicembre: quando il focolare domestico dà il meglio di sé

Vi ho già raccontato il primo pranzo di Natale, quello di una settimana fa con i parenti di mio marito, con i quali abbiamo festeggiato in anticipo perché avrebbero trascorso le feste in Irlanda, con la figlia che ora vive lì. (leggete qui). La cena della Vigilia siamo andati a casa di nostro figlio Francesco, che vive in Piemonte con la moglie Marina e il loro bimbo, Leonardo, che sfoggiava una bellissima tutina rossa, per il suo primo Natale. Che emozione essere a casa di un figlio, vedere il suo albero di Natale (molto bello, il mio non sfigura solo accanto a Spelacchio, l’ormai famoso albero di Roma) e il suo presepio. Ecco nella foto la tavola apparecchiata con gusto ed eleganza. Il menu? Continua a leggere

Storia di una pentola di Natale

C’era una volta un bambino che, come tutti i bambini, amava il Natale. Sapeva che a Natale arriva Gesù Bambino e credeva fermamente che i doni li portasse proprio Lui, eventualmente con l’aiuto di qualche angioletto.

Ma passarono gli anni e a poco a poco il bambino ebbe qualche dubbio. Allora andò dal suo papà e gli disse, con la tristezza di chi vede svanire una bella favola: «Papà, io ho capito da dove vengono quei doni: li comprate  tu e la mamma». Continua a leggere

Il primo pranzo del mio Natale

L’anno scorso avevo scritto che il mio Natale era doppio, nel senso che avevo partecipato a due tavole natalizie. Quest’anno è addirittura triplo, merito di una famiglia che, ringraziando Dio, cresce e quindi si moltiplicano le occasioni per stare insieme.

Il primo pranzo è stato con la famiglia di mio marito: l’apparecchiatura è stata realizzata proprio da lui, mentre io ai fornelli preparavo Continua a leggere

A Natale vestiamo a festa la nostra tavola

Con un’amica mi sono scambiata qualche messaggio su come addobbare la tavola del pranzo di Natale, e voglio condividere con voi quello che ci siamo scritte.

Innanzitutto, non ci sono canoni precisi, cerimoniali da rispettare assolutamente. L’importante è che comunque la tavola della festa sia più bella di quella di tutti i giorni, per far capire che quel giorno è più importante degli altri. Continua a leggere

Se quel tavolo potesse parlare …

I ricordi hanno fatti irruzione, in modo prepotente, quando Marco, un caro amico di vecchia data, è venuto a cena a casa mia, dopo tanti anni. Si siede e riconosce, con stupore ed emozione, il tavolo e la panca di legno che fanno parte del mio arredamento da ormai 30 anni. Ho cambiato casa, molte cose dell’arredamento sono cambiate, ma quel tavolo e quella panca sono ancora l’altare dove si celebra il rito dei pasti nella mia famiglia.

Proust assaggiava una madeleine e immediatamente il ricordo correva indietro nel tempo; è stato così anche quella sera con  Marco, con commozione da parte di tutti noi. Riaffioravano le immagini, ed erano immagini molto belle. Continua a leggere

Il mio pranzo di Pasqua

Il detto popolare dice: “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”. Ma nel mio caso, ho trascorso anche la giornata di Pasqua con i miei familiari. E’ cambiata però la location, non ero a Milano ma nella casa di famiglia sul Lago Maggiore. Il tempo era davvero stupendo, splendeva il sole e la temperatura era più che primaverile. Continua a leggere

Il pranzo di Natale dell’Artusi

christmas dinner tableEd eccoci qua con in mano il mitico Artusi, del quale vi ho raccontato la storia nell’ultimo post.

Come vi dicevo, nel suo libro di ricette Pellegrino Artusi dedica un capitolo ai menu delle feste, e il pranzo di Natale non può certo mancare, accanto ad altre feste civili e religiose: Pasqua, la Befana, Carnevale, Pranzi di Quaresima (rigorosamente di magro), festa dello Statuto (commemorava l’Unità d’Italia e si teneva la prima domenica di giugno), commentando che  «Il mondo ipocrita non vuol dare importanza al mangiare; ma poi non si fa festa, civile o religiosa, che non si distenda la tovaglia e non si cerchi di pappare del meglio.» Continua a leggere