La Sacra Famiglia a tavola

Cari amici del blog, nel giorno in cui la Chiesa ricorda San Giuseppe, vi voglio presentare una bella immagine e il commento di Suor Gloria Riva, che già avete avuto modo di conoscere nel mio blog (avevo presentato un suo testo sull’iconografia del Torchio Mistico; se lo volete rileggere, cliccate qui). Il quadro che vedete è della Scuola di Guido Reni: “Sacra Famiglia a tavola” (olio su tela,  VII sec. Quadreria Arcivescovile, Milano). Era stato scelto come immagine simbolo dell’ Incontro Mondiale delle Famiglie del 2012 a Milano, e avevo molto apprezzato quella scelta. Si vede san Giuseppe che porge il calice di vino a Gesù. Ecco cosa ci racconta suor Gloria Riva. Continua a leggere

Lembas: cibo per l’anima

lembas-1Oggi vi voglio parlare di Tolkien e del romanzo Il Signore degli Anelli. Non è la prima volta, in questo blog: come già vi ho raccontato, i romanzi dello scrittore inglese sono ricchi di episodi dove si parla di banchetti, pranzi, incontri nelle taverne e birrerie, descrizioni di cibi e libagioni, di cantine e dispense ben fornite. Il romanzo Lo Hobbit comincia con la cena a casa di Bilbo, con Gandalf e i nani, e a quella tavola nasce una condivisione profonda (leggi qui). Il Signore degli Anelli si apre invece con  la festa di compleanno di Bilbo; e poi ci sono la tavola di Tom Bombadil, l’ospitalità a Gran Burrone, gli incontri alla Taverna del Puledro Impennato (leggi qui).

E c’è il lembas. Continua a leggere

Cucinare: un lavoro manuale, educativo e formativo

st-honorat-cantina-foto-2_2336637_679438Nel post precedente, ho fatto cenno al problema anche educativo e sociale della diminuzione dell’impegno in cucina. Per spiegarvi perché, parto dal monachesimo.

Ho avuto tante occasioni di parlare del contributo che esso ha dato alla buona cucina e alla buona tavola: birra, vino, formaggi, marmellate, infusi, distillati, basta che un cibo abbia un marchio monastico e acquista subito caratteristiche di qualità e affidabilità. Continua a leggere

Il Papa cita ancora una volta “Il Pranzo di Babette”

filippa-martinaE’ decisamente il suo film preferito: per Papa Francesco è uno strumento efficace per trasmettere concetti importanti e profondi e lo cita ogni volta che ne ha l’occasione. Lo conoscete, vero, questo film?  Vi ho già parlato de “Il pranzo di Babette”, a questo link potete leggere il mio post.

Narra la storia della cuoca parigina ospitata a casa di due sorelle protestanti, Martina e Filippa, che, come disse Bergoglio in  occasione di un’intervista, quando era ancora arcivescovo di Buenos Aires Continua a leggere

La bellezza della convivialità in una campagna pubblicitaria

Dal treno della metropolitana di Milano mi godo le simpatiche pubblicità con le quali Esselunga ha tappezzato i muri delle stazioni. Verrebbe voglia di scendere dal treno, per poter contemplare con la dovuta calma queste opere d’arte che hanno per protagonista la tavola, ma la proverbiale fretta di noi milanesi me lo impedisce. Per fortuna le riproduzioni di quei quadri sono state raccolte in una pubblicazione: “A pranzo con l’arte” (Rizzoli ed.), in vendita in tutti i supermercati del Gruppo, realizzata a cura del critico d’arte Philippe Daverio e di Elena Maria Gregori Daverio. E’ una sorta di catalogo di una originale mostra che si tiene non nelle fredde sale di un palazzo ma in un luogo frequentato quotidianamente da milioni di persone. Continua a leggere

I confetti di Teodolinda

Cari amici del mio blog, domani si sposa mio figlio. In ogni epoca e a tutte le latitudini, il matrimonio è un evento ricco di significato non solo personale ma anche sociale e fortemente comunitario, che si festeggia anche con la convivialità a tavola. Condividere con i propri parenti e amici il pranzo di nozze assume un forte significato simbolico, perché il piacere e la bellezza che vengono realizzati sono espressione del desiderio di vivere un giorno così importante con le persone più care, creando quella magia di gioia e spensieratezza che la tavola bella e buona è sempre capace di realizzare.

L’immagine che vi propongo è quella del matrimonio di Teodolinda, regina dei Longobardi, e Agilulfo: siamo nella cappella del Duomo di Monza, tutta splendidamente affrescata con la vita della Regina (è la cappella che custodisce la Corona Ferrea: merita una visita). Vediamo la Regina seduta a mensa con il suo sposo e gli invitati: sul tavolo ci sono luccicanti coppe dorate piene degli immancabili confetti.

 

Oggi è Santa Marta, la patrona del mio blog

Santa Marta è entrata nella storia come simbolo di ospitalità. Ecco cosa avevo pubblicato, quando ho aperto questo blog:

Marta, Marta! 

L’immagine che vedete qui a fianco è un bellissimo quadro di Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo, conservato nel Museo del Duomo di Monza. Come è dolce Marta che, con grazia, fa cenno a Gesù di entrare in casa sua. E’ la santa dell’amicizia e dell’ospitalità: la patrona più adatta per il mio blog.

 

 

“Chef”: un’amicizia può cambiare la vita

“Chef” è un film francese del 2012 diretto da Daniel Cohen, o meglio, come scritto nei titoli di testa, “cucinato a modo suo da Daniel Cohen, rosolato dal direttore di produzione, infornato dal produttore esecutivo”. La sceneggiatura e i dialoghi sono stati “decantati” dallo stesso Daniel Cohen, il suono è stato impastato e amalgamato, il montaggio è stato tritato … insomma, già nei titoli di testa si capisce che il film strizza l’occhio al cibo come metafora della vita. Continua a leggere

Gli chef star ai fornelli e alla TV: è vera gloria?

Come avrete capito, sono un’appassionata di cucina e di tutto quello che ruota intorno al suo mondo. Qualche volta guardo le trasmissioni televisive dedicate alla buona tavola e al turismo enogastronomico: si imparano nuove ricette, ci si erudisce sulle caratteristiche degli ingredienti, sui prodotti locali e sulle belle tradizioni dell’Italia o di altre nazioni.

Però non amo i talent show dedicati alla cucina, quelli che vedono il susseguirsi di una serie di prove nelle quali i concorrenti devono dimostrare cosa sanno fare ai fornelli, con la progressiva eliminazione dei cuochi bocciati e al termine della serie di puntate la proclamazione del vincitore. L’idea è interessante, ma quello che non apprezzo di queste trasmissioni è l’atteggiamento dei giudici, chef famosi che assumono in modo a tratti caricaturale e artefatto la parte dei cattivissimi: non esitano a manifestare disprezzo e scarso rispetto verso i concorrenti, con durezza e altezzosità. Continua a leggere

Barbera, champagne, trani a gogo: la Milano di Gaber

La serata al bar con gli amici è un classico rito, presente a tutte le latitudini, con i suoi aspetti positivi e negativi. E’ certamente apprezzabile questo desiderio di compagnia, rispetto alla solitudine individualista di coloro che si sdraiano sul divano e cominciano a fare zapping con il telecomando in mano. C’è purtroppo l’altra faccia della medaglia: il rischio dell’alcoolismo è dietro l’angolo, grave piaga sociale che mina la felicità di molte famiglie e rovina la gioventù. Continua a leggere