Autunno, tempo di castagne

Amo l’estate e quando arrivano i primi freddi dell’autunno un po’ mi rattristo, pensando all’avvicinarsi dell’inverno. Per fortuna l’autunno ci dona dei colori straordinari, con gli alberi che si tingono di tutte le sfumature del rosso e del giallo; la vendemmia e i suoi riti contribuiscono non poco al mio buonumore e funghi e castagne danno il tocco finale per farmi guardare alla vita con ottimismo. Oggi vi voglio parlare appunto della castagna. Nel giardino della nostra casa sul Lago Maggiore abbiamo ben quattro castagni e sono cresciuta ammirando con emozione la comparsa dei ricci, che di settimana in settimana cambiano colore, ad indicare che la maturazione sta seguendo il suo corso. Continua a leggere

Contro gli abusi liturgici, pane e vino di origine controllata

Pare che in Olanda qualche sacerdote abbia celebrato la Messa con la birra al posto del vino. C’è poi chi ha aggiunto una spolverata di miele o un po’ di zucchero all’ostia da consacrare, per renderla più dolce e quindi più gradevole al palato dei bambini. Come se si andasse a Messa per fare merenda! Insomma, alcune voci di corridoio nelle diocesi hanno spinto Papa Francesco a dare l’incarico al prefetto della Congregazione per il Culto Divino, il cardinal Robert Sarah, di mettere un po’ d’ordine nella materia. La preoccupazione è duplice: da un lato evitare queste leggerezze, o meglio questi abusi liturgici; dall’altro garantire la genuinità del prodotto utilizzato per la consacrazione. Un tempo si andava sul sicuro, ci pensavano le suore a preparare le ostie ed erano sempre i monasteri a fornire il vino da Messa. Continua a leggere

Cronaca delle mie vacanze, partiamo da Cavalese

Vi avevo promesso che vi avrei raccontato qualcosa delle mie mete estive, e non voglio che qualcuno dica che non mantengo le promesse. Eccomi qui a fare una piccola cronaca delle vacanze, soprattutto dal punto di vista enogastronomico. Ho fatto il giro d’Italia, non in bicicletta ma in auto, da Nord a Sud, e poi da Est ad Ovest, ho visto tante cose interessanti e non basterà un post per questo mio diario di viaggio. Comincio con il racconto della settimana di montagna a Cavalese, in Val di Fiemme, Trentino. Continua a leggere

Il pane dell’altro ieri e la panzanella

Vi sarà capitato di avere in casa un po’ di pane di due giorni prima: è difficile prevedere quanto se ne consumerà, a volte se ne compra troppo poco e la sua mancanza provoca un grande dispiacere, che rivela quanto questo cibo così semplice sia il vero re sulla tavola. Per la paura che non basti, se ne compra magari troppo. Io proprio per questo prediligo le pagnotte che  sono buone da mangiare anche il giorno seguente, ma talvolta se ne mangia meno del previsto e mi ritrovo nel cestino il pane di tre giorni, troppo duro per poter accompagnare le pietanze. Allora cerco di ingegnarmi e  preparo ricette che permettono il suo utilizzo, ad esempio la panzanella, semplice ma gustosissima, soprattutto in estate. In fondo a questo post vi racconto come la preparo io. Continua a leggere

Quando il pane ispira i grandi pittori

La bellezza dei cibi e della tavola ha spesso ispirato i pittori: sono opere che vengono definite nature morte perché ritraggono oggetti inanimati, la cui rappresentazione permette di dimostrare la capacità del pittore di giocare con i colori e la luce (quello che vedete qui è un quadro di Segantini).

In occasione di EXPO Milano 2015 una nota azienda leader nella grande distribuzione ha tappezzato la metropolitana milanese di manifesti pubblicitari che riproducevano alcuni famose nature morte, proprio in omaggio al tema di EXPO “Nutrire il Pianeta, energia per la vita”. Continua a leggere

Il sale e i suoi simboli: amicizia imperitura contro la corruzione del mondo

Molti anni fa, in occasione di un bellissimo viaggio in Irlanda, ci siamo concessi una sera il vezzo di partecipare ad una cena medioevale al Bunratty Castle. In questo maniero del 1100 abbiamo vissuto un’esperienza veramente originale: abbiamo mangiato carne di maiale e di pollo con le mani, avevamo solo un coltello a disposizione, niente forchetta, per la gioia di mio figlio, allora dodicenne. Si mangiava al lume di candela mentre suonatori di cornamusa, arpa e violino e un gruppo di graziose cantanti in costume tradizionale ci intrattenevano con melodie celtiche.

E’ stato divertente, ma una cosa mi ha molto colpito: all’ingresso siamo stati accolti da un valletto che ci ha offerto pane e sale. Subito ho pensato alla canzone Dedicato all’Europa, del gruppo musicale “Compagnia dell’Anello”: Continua a leggere