Cena della Vigilia e pranzo del 25 dicembre: quando il focolare domestico dà il meglio di sé

Vi ho già raccontato il primo pranzo di Natale, quello di una settimana fa con i parenti di mio marito, con i quali abbiamo festeggiato in anticipo perché avrebbero trascorso le feste in Irlanda, con la figlia che ora vive lì. (leggete qui). La cena della Vigilia siamo andati a casa di nostro figlio Francesco, che vive in Piemonte con la moglie Marina e il loro bimbo, Leonardo, che sfoggiava una bellissima tutina rossa, per il suo primo Natale. Che emozione essere a casa di un figlio, vedere il suo albero di Natale (molto bello, il mio non sfigura solo accanto a Spelacchio, l’ormai famoso albero di Roma) e il suo presepio. Ecco nella foto la tavola apparecchiata con gusto ed eleganza. Il menu? Continua a leggere

Il primo pranzo del mio Natale

L’anno scorso avevo scritto che il mio Natale era doppio, nel senso che avevo partecipato a due tavole natalizie. Quest’anno è addirittura triplo, merito di una famiglia che, ringraziando Dio, cresce e quindi si moltiplicano le occasioni per stare insieme.

Il primo pranzo è stato con la famiglia di mio marito: l’apparecchiatura è stata realizzata proprio da lui, mentre io ai fornelli preparavo Continua a leggere

Vi racconto il mio Natale

20161224_195242Il mio Natale è doppio: cena della vigilia con la famiglia di mio marito e pranzo del 25 dicembre con la mia famiglia. Un tour de force? Una specie di maratona gastronomica? No, la definirei piuttosto l’occasione di festeggiare due volte Colui che è venuto nel mondo per noi, per la nostra salvezza.

Per chi come me ama la tavola, bella e buona, è anche doppia occasione per divertirsi un po’ ai fornelli. Continua a leggere

Il pranzo di Natale dell’Artusi

christmas dinner tableEd eccoci qua con in mano il mitico Artusi, del quale vi ho raccontato la storia nell’ultimo post.

Come vi dicevo, nel suo libro di ricette Pellegrino Artusi dedica un capitolo ai menu delle feste, e il pranzo di Natale non può certo mancare, accanto ad altre feste civili e religiose: Pasqua, la Befana, Carnevale, Pranzi di Quaresima (rigorosamente di magro), festa dello Statuto (commemorava l’Unità d’Italia e si teneva la prima domenica di giugno), commentando che  «Il mondo ipocrita non vuol dare importanza al mangiare; ma poi non si fa festa, civile o religiosa, che non si distenda la tovaglia e non si cerchi di pappare del meglio.» Continua a leggere

San Biagio e il panettone avanzato

C’è una bella tradizione a Milano: quella di mangiare in occasione della memoria liturgica di san Biagio, il 3 febbraio, il panettone avanzato dalle feste di Natale. San Biagio era armeno, visse nel III secolo d.C.: un giorno una madre gli portò il figlioletto che stava morendo a causa di una lisca che gli si era conficcata in gola. Il Santo gli fece inghiottire un pezzo di mollica di pane che scendendo lungo la gola la liberò dalla lisca e il ragazzo si salvò.

Per questo San Biagio è il protettore della gola. Continua a leggere

Una bella serata milanese, tra tradizione e speranza nel futuro

Sono una milanese felice di vivere a Milano. Amo la mia città, ci vivo bene, certo tutto si può migliorare, ma mi emoziono ancora quando sbuco dal tunnel della metropolitana in Piazza Duomo e mi trovo di fronte quelle guglie merlettate. Mi piacciono sia quando si stagliano contro il cielo blu, sia quando emergono dalla nebbia. Milano ha una lunga storia, fatta di grandi personaggi, Costantino imperatore (quello dell’Editto di Milano, appunto), Sant’Ambrogio e Sant’Agostino (che qui è stato battezzato), Ludovico il Moro e Manzoni, i musicisti della Scala. E poi la storia di Milano è anche quella della sua tavola: risotto allo zafferano e panettone in pole position. Continua a leggere