Distillati di sapienza – “Le grandi riserve sono opere monastiche”

Oggi vi segnalo un brano tratto dal romanzo di Joris-Karl Huysmans “L’Oblato” (D’Ettoris Editori, 2016). E’ un romanzo atipico, sostanzialmente privo di una vicenda che si snoda attraverso una narrazione di fatti e avvenimenti, tanto che si potrebbe pensare ad un genere letterario originale, dove la finzione narrativa è un mero pretesto per dare un contenitore alle riflessioni dell’autore. Certamente si tratta di un’opera di grande interesse e di elevato valore artistico, dove filosofia, storia, spiritualità, arte, liturgia si intrecciano con un certo compiacimento estetico ed accompagnano il lettore lungo un itinerario intriso di profondità speculativa e contemplazione del bello.

Joris-Karl Huysmans (1848-1907), è uno scrittore e critico d’arte francese. In questa duplice veste ha preso parte attiva alla vita letteraria e artistica, influenzando lo sviluppo del romanzo decadente e promuovendo l’arte impressionista e simbolista. Nell’ultima parte della sua vita, convertitosi al cattolicesimo, si lega alla tradizione della letteratura mistica, e il suo incontro con la fede si spinge fino a mutare le forme espressive dei suoi romanzi, come testimonia la «trilogia di Durtal», iniziata con Per strada (1895), proseguita con La cattedrale (1898) e che si conclude con L’oblato (1903). Muore a Parigi, sua città natale, dopo essersi fatto oblato benedettino.

Ecco un dialogo tra due personaggi, il signor Lampre e sua nipote, la signorina de Garambois, a proposito del vino, delle sue origini monastiche e della sua nobiltà.

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Proseguì aprendo con infinita cura una bottiglia: « […] Questo vino è della riserva della Commaraine e viene prodotto dai vigneti dei terreni di Pommard; i nostri padri lo hanno definito “leale e vermiglio e di buona qualità”. Ha, in ogni caso, un bouquet per l’invecchiamento ed è da conservare bene; guardi, questo è del carbonchio liquido che scorre nel bicchiere».

«E mi rimprovera la mia golosità!», esclamò la signorina de Garambois.

«Mia cara nipote, le grandi riserve sono opere monastiche come l’architettura, la miniatura, come tutto ciò che è bello e meraviglioso qui in terra. La riserva Vougeot e quella Chambertin, onore della nostra Borgogna, sono state coltivate una dai monaci cistercensi, l’altra dai monaci di Cluny; Citeaux ha posseduto vigneti dalle parti di Corton e Romanée; le carte di Volnay menzionano nel territorio di questa regione la riserva di san Andoche, che apparteneva all’abbazia benedettina omonima. Il monastero cistercense di Maizières e, successivamente, i carmelitani sfruttarono numerosi domini a Savigny-les-Beaune. E lei sa che si sono poi dati al vino di Beaune epiteti elogiativi di “nutriente, teologico e curativo”; non si può negare che i vitigni più rinomati della nostra provincia siano sorti dall’arte vinicola dei cenobiti!

D’altronde, non è forse normale? Il vino è una sostanza sacramentale. E’ esaltato in molte pagine della Bibbia e Nostro Signore non ha trovato materia più nobile per trasformarla nel suo sangue. E’ cosa buona e giusta, aequum et salutare amarlo!».

«I medici ora lo vietano», disse la signorina de Garambois.

«I medici sono degli stupidi», riprese il signor Lampre; «il vino, oltre ad allietare il cuore dell’uomo, come si afferma nelle Scritture, è un aiuto tanto potente quanto sicuro, visto che il ferro non si assimila come altre droghe. Oggi è vietato alle persone che si lamentano del mal di stomaco, quando invece i nostri padri lo usavano per la cura di questi mali, ne è buon testimone Erasmo che riporta che al suo tempo si guariva da questo genere di afflizioni con qualche dose di Beaune invecchiato. La verità è che nostro Signore ha giustamente scelto, indicandole e nobilitandole, due delle sostanze che considerava più pregiate e destinate a garantire la salute del corpo e dello spirito: il pane e il vino; non usarli è come ignorare i suoi insegnamenti!»

2 commenti su “Distillati di sapienza – “Le grandi riserve sono opere monastiche”

  1. marierose ha detto:

    Grazie……….. molto profondo il significato………. il Signore dona solo cose pregiato è nel orto nuovo che si fa il buon vino……lo Ha detto Gesù……buona domenica e buon inizio per per la settimana Santa…..ciao !!!!

    Mi piace

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