Quando il pane ispira i grandi pittori

La bellezza dei cibi e della tavola ha spesso ispirato i pittori: sono opere che vengono definite nature morte perché ritraggono oggetti inanimati, la cui rappresentazione permette di dimostrare la capacità del pittore di giocare con i colori e la luce (quello che vedete qui è un quadro di Segantini).

In occasione di EXPO Milano 2015 una nota azienda leader nella grande distribuzione ha tappezzato la metropolitana milanese di manifesti pubblicitari che riproducevano alcuni famose nature morte, proprio in omaggio al tema di EXPO “Nutrire il Pianeta, energia per la vita”.

Le riproduzioni mettevano buonumore: rendevano l’idea di quanto la tavola e tutto quello che la compone, non solo il cibo ma anche le stoviglie, possano essere davvero belle e suscitare ammirazione.

In questo post vi presento alcune immagini dove il protagonista è il pane: simbolo della capacità umana di attuare un complesso e sofisticato procedimento produttivo, grazie al quale si utilizzano processi esistenti in natura (la fermentazione, la lievitazione), guidandoli, controllandoli, calibrandoli con sapienza, per ottenere prodotti d’eccellenza da ingredienti semplici. Il pane ha grande valore nutritivo, ha sfamato il popolo, è stato causa di rivolte e rivoluzioni quando veniva a mancare, è cantato dai poeti ed è simbolo religioso. Non poteva non ispirare anche i pittori.

Ecco alcuni esempi. Henri-Horace Roland De La Porte ha dipinto “La piccola colazione o la caraffa d’orzata”, che possiamo ammirare al Museo del Louvre di Parigi. Sullo sfondo nero risaltano in modo particolare la caraffa e il calice, così eleganti e raffinati, e il canestro colmo di panini soffici.

Il pane ha ispirato anche Jean-Baptiste Siméon Chardin, un vero maestro nelle nature morte: il dipinto si chiama “La brioche” (anch’esso al Louvre). Niente a che vedere con le brioche che consumiamo al bar, si tratta di un grande pane dall’aspetto molto morbido e dalla crosta lucente. Il pittore ha voluto anche dare giusto risalto all’elegante bottiglia di cristallo con dorature e alla zuccheriera di porcellana.

Composizione di dolci e limoni” è il nome di questo quadro di Eugenio De Giacomi: sui bei vassoi di porcellana e di peltro ecco alcune soffici sfoglie e … un panettone!

Pane e prosciutto e un buon bicchiere di vino: è di Giacomo Ceruti detto Il Pitocchetto questa Natura morta, dove il pane sembra una pasta dura, di quelle che si trovano ancora oggi dai nostri panettieri, il prosciutto è tagliato con un bel coltello affilato e il bicchiere, qui riverso sul tavolo, verrà sicuramente riempito con il vino rosso della bella brocca di porcellana dipinta con i fiori, che è stata appena riempita con il vino della botte in cantina.

Quanta bellezza negli oggetti quotidiani che ci circondano: il cibo ha un valore culturale, sociale, simbolico. Deve essere consumato in un contesto di bellezza, di cura della sua presentazione, di valorizzazione degli oggetti che lo corredano: piatti, vassoi, bicchieri e caraffe. I grandi artisti non potevano che essere ispirati da tanta bellezza della tavola.

 

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