Pompei: Santuario, Scavi e … Vincanto!

Ho conosciuto Yuri Buono a Napoli la notte di Capodanno 2012: quella sera vestiva il ruolo di animatore della tombola napoletana, quella tradizionale, dove ai novanta numeri del gioco sono abbinati significati, oggetti, eventi, contesti. All’uscita di ogni  numero era un vero divertimento ascoltare il commento di Yuri, autentico mattatore della serata. In quell’occasione ci aveva anche fatto conoscere alcuni prodotti tipici del territorio, e ci aveva parlato del locale che aveva da poco aperto a Pompei. Avevo acquistato, dietro suo consiglio, il famoso Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP,  e Yuri mi aveva spiegato in ogni dettaglio il procedimento per condire la pasta di Gragnano. Mi ero subito accorta della sua passione per una tavola che valorizzasse da un lato i prodotti tipici, genuini, quelli che hanno fatto la storia della gastronomia; dall’altro i valori della convivialità, dello stare bene a tavola con gli amici.

Da tempo ero desiderosa di vedere il suo locale, Vincanto, e l’occasione è venuta nel mese di maggio 2015. Mi è piaciuto subito: ho apprezzato l’ambiente arredato con cura del dettaglio, con colori caldi. Ogni pietanza veniva presentata da Yuri con dovizia di particolari, raccontandone la storia e la realizzazione. Tutto trasmetteva la sua passione e la voglia di far stare bene gli avventori.

L’ho intervistato per saperne di più, e per condividere con i lettori del mio blog la sua bella esperienza.

Come è nata l’idea di aprire il tuo locale?

Ironia delle cose, l’idea mi è venuta in Pianura Padana … ero dai miei zii a Crema e parlando della mia vita con mia cugina alla fine lì nacque l’idea e anche il nome da dare al locale. Ero salito al “Nord” per cercare di far valere la mia laurea in scienze politiche, ma alla fine ho deciso di far valere me stesso, come uomo, come bagaglio di valori e di cultura e, seppur tra tante difficoltà, sto cercando di farle emergere, parlando e proponendo tutto il Buono della mia terra.

Non solo vino, ma anche prodotti del territorio: con quali obiettivi?

Non solo vino certamente, anzi, la passione è nata proprio perché, da giornalista, mi ero appassionato alla ricerca dei prodotti tipici e alle storie dell’entroterra della mia regione. Così, cercando cercando, ho trovato un mondo nuovo, bello, puro, ancora capace di meravigliarti. Certo, nessun paradiso in terra, ma un mondo che cerca di difendere una “realtà” che s’impone da sola. Una delle ultime interviste fatta a un contadino che produce un buonissimo formaggio mi ha davvero spiazzato. Mi ha detto “qui non abbiamo nulla, ma non ci manca niente. E’ una vita diversa, ma reale“. Senza saperlo aveva citato Gustave Thibon.

(NdR: Gustave Thibon – 1903-2001 – era un filosofo e scrittore francese, definito “il filosofo contadino”. Uno dei suoi testi più famosi è intitolato: “Ritorno al reale”).

Come si declina il tuo essere “partenopeo DOC” in un’attività come questa?

Si declina benissimo … anzi, è l’unica scintilla che tiene ancora accesa la fiamma. In un momento storico come il nostro, dove per il Governo le priorità sembrano essere sempre altre, dove devi dare sempre più di 100 e non puoi mai ammalarti, l’unica forza me la dà la mia terra e, in particolare, la Bellezza di Napoli. Attraverso la sua arte e la sua cultura cerco di raccontare un mondo, che anche in questo caso, non sarà dei migliori, anzi, ma mi riempie ancora il cuore con le piccole cose. Poi, lo dico sempre, molte volte la differenza la fanno i nostri occhi e ciò che essi vogliono vedere. Io cerco di portare in tavola i piatti di questa terra, abbinandoli a un racconto fatto di storie, leggende e ricette che partono da circa 3000 anni fa. Se solo riuscissimo a capire quanto Bello ci è stato donato.

Vincanto diventa talvolta sede di incontri ed eventi: con quali caratteristiche?

Sì, spesso usciamo dalla mera degustazione tecnica o dalla serata gastronomica per spingerci sul campo della cultura, che – seppur da sempre associata ai piatti che proponiamo – diventa regina incontrastata quando si parla di presentazioni di libri o di tavole rotonde su argomenti specifici. L’importante è trasmettere il messaggio: conservare per far conoscere!

Per concludere: cosa vuol dire per te cultura della tavola e dell’ospitalità?

Vuol dire mettersi dall’altra parte. Non guardare con i nostri occhi, ma con quelli del cliente. Significa accogliere tutti chiamandoli per nome e non con un numero di un tavolo. Vuol dire bere e mangiare ciò che mangiano loro, conoscere uno per uno i fornitori e farli conoscere. Se mi sentissi solo un “titolare” avrei già cambiato attività; cerco, invece, di seguire indegnamente le parole di San Francesco quando invitava a metterci il cuore nelle cose che facciamo. Ci proveremo ancora …

§§§

Grazie Yuri. Da parte mia, posso dire che ho provato davvero le esperienze che vuoi far vivere ai tuoi commensali. Concludendo, vi consiglio un viaggio a Pompei: di giorno visitate gli scavi, poi una preghiera al Santuario della Madonna e la sera … tappa d’obbligo da Vincanto! Storia, fede, qualità della tavola e tanta amicizia. Cosa volete di più?

Wine and Food “Vincanto” di Yuri Buono – Via Nolana, 89 Pompei (NA) 

http://www.vincanto.it/

Un commento su “Pompei: Santuario, Scavi e … Vincanto!

  1. Alberto Vivenzio ha detto:

    L’ha ribloggato su Il sito di Albertoe ha commentato:
    #napoli #ricordarepernondimenticare

    Mi piace

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