Se Aristotele avesse cucinato! Come filosofeggiare tra i fornelli

Al termine di un’ottima cena in un ristorante dell’Alto Adige, lo chef si è avvicinato al nostro tavolo per sapere se eravamo soddisfatti della serata. Eravamo più che soddisfatti: ho un ricordo bellissimo di quella serata, non solo per la qualità del cibo ma anche per la spensieratezza vissuta in compagnia di cari amici. La tavola sa creare magie, atmosfere piacevoli e ricordi indelebili.

Tornando allo chef: gli rivolgo un paio di domande sul suo lavoro e lui improvvisamente prende una sedia, si siede al nostro tavolo e comincia a raccontare. Si è rivelato un uomo non solo molto abile nella sua professione (di lì a poco il suo ristorante avrebbe conquistato una stella Michelin), ma anche simpatico e con una interessante visione della vita. Mi ha lasciato stupita la sua risposta alla mia domanda su quale percorso di formazione sia il più adatto per un giovane che ambisce a diventare un grande chef: «Liceo classico e laurea in filosofia». Continua a leggere

Pompei: Santuario, Scavi e … Vincanto!

Ho conosciuto Yuri Buono a Napoli la notte di Capodanno 2012: quella sera vestiva il ruolo di animatore della tombola napoletana, quella tradizionale, dove ai novanta numeri del gioco sono abbinati significati, oggetti, eventi, contesti. All’uscita di ogni  numero era un vero divertimento ascoltare il commento di Yuri, autentico mattatore della serata. In quell’occasione ci aveva anche fatto conoscere alcuni prodotti tipici del territorio, e ci aveva parlato del locale che aveva da poco aperto a Pompei. Avevo acquistato, dietro suo consiglio, il famoso Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP,  e Yuri mi aveva spiegato in ogni dettaglio il procedimento per condire la pasta di Gragnano. Mi ero subito accorta della sua passione per una tavola che valorizzasse da un lato i prodotti tipici, genuini, quelli che hanno fatto la storia della gastronomia; dall’altro i valori della convivialità, dello stare bene a tavola con gli amici. Continua a leggere