Un eccellente Gin, prodotto dai monaci

ginIl Gin è un superalcolico, un distillato ottenuto dai cereali, aromatizzato con una miscela di erbe, spezie, piante e radici, dette botanicals. Deve il suo nome alle bacche di ginepro, che danno a questo distillato un profumo e un gusto molto particolare. Nato nei Paesi Bassi, ebbe un grande successo in tutto il Nord Europa, in particolare  in Inghilterra. Da noi è usato soprattutto nella preparazione dei cocktail, come il Gin Fizz o il Gin Tonic.

Poiché la qualità del Gin dipende soprattutto dalla miscela dei c.d. botanicals, la ricetta è tenuta segreta e si tramanda di generazione in generazione, nella massima riservatezza. Gli intenditori sanno selezionare le marche migliori e i più esigenti pretendono l’utilizzo di uno specifico produttore anche nei cocktail.  Continua a leggere

Cucinare: un lavoro manuale, educativo e formativo

st-honorat-cantina-foto-2_2336637_679438Nel post precedente, ho fatto cenno al problema anche educativo e sociale della diminuzione dell’impegno in cucina. Per spiegarvi perché, parto dal monachesimo.

Ho avuto tante occasioni di parlare del contributo che esso ha dato alla buona cucina e alla buona tavola: birra, vino, formaggi, marmellate, infusi, distillati, basta che un cibo abbia un marchio monastico e acquista subito caratteristiche di qualità e affidabilità. Continua a leggere

La fabbrica del cioccolato di Dom Chautard

Ho già parlato dell’influenza del monachesimo sulla vita quotidiana dell’Europa e del suo contributo non solo alla rinascita spirituale e culturale del nostro continente, sconquassato dalle invasioni barbariche e dal crollo dell’Impero Romano, ma anche al suo rilancio economico. Le abbazie, presenti a centinaia in tutte le nazioni europee, sono sempre state anche importanti centri agricoli, artigianali, manifatturieri e commerciali.

La ricerca della perfezione evangelica ha portato come conseguenza anche il progresso economico e tecnologico dell’Europa, realizzato nel rispetto della dignità dell’uomo e nella carità verso il  prossimo. Si scopre così che il monaco non è chiuso al mondo, ma irradia in esso i suoi valori umani e spirituali e illumina con questo spirito anche il suo lavoro. Continua a leggere

Distillati di sapienza – I pasti in famiglia e la Regola di san Benedetto

Inauguriamo una nuova rubrica del blog: “Distillati di sapienza”. Segnalerò attraverso questa rubrica dei brani che sono significativi alla luce dei temi del blog.

Comincio con un estratto dal libro di don Massimo Lapponi “San Benedetto e la vita familiare” (Libreria Editrice Fiorentina, 2009). San Benedetto scrive la sua Regola per una comunità monastica ma i suoi consigli si rivelano molto preziosi anche per una comunità familiare: metterli in pratica significa vivere in famiglia i valori di carità, rispetto, collaborazione, armonia, arricchimento reciproco. L’Europa deve molto al monachesimo, anche a livello sociale ed economico; in una crisi spesso paragonata a quella che ha seguito la caduta dell’Impero Romano, diventa più che mai attuale il modello di vita proposto da san Benedetto, che ha dato un decisivo contributo all’edificazione dell’Europa. Anche la famiglia oggi è una istituzione in crisi, che può trovare aiuto e ispirazione nell’intramontabile insegnamento del santo di Norcia. Continua a leggere

La forza e la longevità dei Templari: merito anche della loro dieta

La notizia viene pubblicata su un’agenzia giornalistica e rimbalza in poche ore su tutti i principali quotidiani on line: i Templari vivevano 30 anni più della media degli altri loro contemporanei e anche in migliori condizioni di salute grazie al loro regime alimentare. Lo affermano il dottor Francesco Franceschi, direttore della Medicina d’urgenza del policlinico Gemelli di Roma, e i suoi colleghi Roberto Bernabei, Giovanni Gasbarrini e Peter Malfertheiner, che hanno pubblicato sulla rivista scientifica ‘Digestive and Liver Disease’ la loro ricerca che ha per titolo: “La dieta dei Cavalieri Templari: il loro segreto di longevità?”.  Continua a leggere

“Siedi alla mia destra …..”

La tavola è uno strumento di comunicazione dei rapporti fra le persone e costituisce anche visivamente una rappresentazione delle relazioni.

Pensiamo ai posti a tavola: non sono un dettaglio marginale. Ne sanno qualcosa coloro che in occasione di banchetti di nozze o simili eventi devono risolvere il difficile rompicapo della distribuzione degli ospiti a tavola. Bisogna tenere presente amicizie, parentele, affinità professionali; sistemare l’amica ancora single nel tavolo dove siedono un paio di giovani scapoli interessanti, evitare di accostare i due cugini che hanno avuto gravi dissapori. Si rischia sempre di scontentare qualcuno. Continua a leggere

La tavola dei monasteri

I monasteri sono luoghi di grande cultura gastronomica: diamo quasi per scontato che quanto proviene dalle abbazie sia non solo buono ma anche genuino, naturale, di ottima qualità.

Ma come mangiano i monaci? E che cosa? Leggendo la Regola di San Benedetto scopriamo tante cose interessanti sulla loro tavola. Continua a leggere

Progresso dell’Europa? Merito dei monaci!

Sono stati versati fiumi di inchiostro a proposito dell’influenza del monachesimo sulla vita quotidiana dell’Europa. I monaci dissodano la terra, la bonificano, piantano alberi da frutto, seminano il grano, curano le vigne, allevano gli animali. Preservano e rilanciano l’economia del Vecchio Continente, nei secoli delle invasioni barbariche, degli sconvolgimenti militari e politici. Altro che secoli bui! La luce del Medioevo è dovuta in gran parte al monachesimo, che ha conservato i libri, tramandato la cultura, aperto ospedali e distribuito medicinali.

Si chiede lo scrittore Léo Moulin:Sarebbe possibile citare qualche formaggio di pregio che non sia monastico nelle sue lontane origini?”.   Continua a leggere

Birra: un’eccellenza monastica

La storia della birra è antica quanto l’uomo, le testimonianze archeologiche ci raccontano di produzioni di birra nell’antica Mesopotamia e in Egitto. Eppure quando noi mediterranei pensiamo alla birra, il pensiero corre all’Oktoberfest di Monaco di Baviera, ai popoli del Nord Europa, alle taverne dove si mangiano crauti e salsicce, ai pub irlandesi dove si canta e si gioca a freccette, ai fumetti di Asterix. Infatti il vino è la bevanda della festa per i popoli mediterranei, mentre la birra lo è per i popoli nordici, è tipica della loro tradizione, cultura ed economia. Vino vs birra, così come la civiltà dell’olio è contrapposta a quella del burro.   Continua a leggere

Clos de Vougeot: storia, tradizione e bellezza

Il 30 e 31 gennaio 2016 a Irancy, in Borgogna, si è tenuta la tradizionale Saint Vincent Tournante. E’ una festa antica, che affonda la sua storia nel Medioevo francese e che è stata riportata in auge nel XX secolo dalla Confrérie des Chevaliers du Tastevin. Si tratta di una confraternita legata al Clos de Vougeot, un nome che per gli amanti del vino è quasi mitico. E’ come la Ferrari per gli amanti delle auto sportive, Armani per la moda.

Vi ricordate il film Il pranzo di Babette? All’arrivo dei cibi per il pranzo, Martina è preoccupata per l’eccessivo sfarzo. Improvvisamente vede una bottiglia e chiede con un filo di voce: “Sicuro che quello non è vino?”  Babette risponde con entusiasmo: “E’ un Clos de Vougeot 1846!”.  E guarda un po’, la storia del Clos de Vougeot affonda le radici nel monachesimo.   Continua a leggere