Pietro a casa di Cornelio: la libertà del cristiano a tavola

Dimmi come mangi e ti dirò chi sei”, scriveva Anthelme Brillat Savarin (1755 – 1826), politico francese, noto soprattutto per la sua passione per la gastronomia, autore del libro Fisiologia del gusto, che ha segnato profondamente la cultura della tavola.

Ogni civiltà, ogni comunità ha un suo modo di mangiare. Ma se qualcuno chiedesse: «Come mangiano i cristiani? Quale è la caratteristica della loro tavola?» si può rispondere che non esiste un modo di mangiare “cristiano”, per il semplice fatto che i cristiani mangiano tutto e con tutti. Lo ha insegnato Gesù: Continua a leggere

Registrazione della tavola rotonda

La tavola rotonda “Nutrire il corpo e l’anima” che si è tenuta domenica 31 gennaio 2016 a Radio Maria (alla quale sono intervenuti Susanna Manzin, del blog Pane & Focolare, e don Domenico Cravero, parroco a Settimo Torinese, moderati da Stefano Chiappalone) si può riascoltare a questo link.

Tavola rotonda: “Nutrire il corpo e l’anima”

Domenica 31 gennaio 2016 alle ore 21.00 l’emittente Radio Maria trasmetterà una tavola rotonda moderata da Stefano Chiappalone sul tema: “Nutrire il corpo e l’anima”.

Interverranno Susanna Manzin, del blog Pane & Focolare, e don Domenico Cravero, parroco a Settimo Torinese, autore del libro:  “Alimentare il corpo, nutrire l’anima – Cibo e affetti, gesti e parole attorno alla tavola”.

 

Il maialino di Sant’Antonio Abate

Il vino è un elemento fortemente simbolico per l’Europa cristiana, non solo grazie all’Eucarestia ma anche per la contrapposizione che evoca con il mondo islamico. Ma c’è un cibo, ben più semplice e all’apparenza povero, che è diventato un elemento di identità religiosa: il maiale. Né gli ebrei né i musulmani mangiano maiale: questa carne diventa dunque caratteristica della cultura europea e cristiana, che come sappiamo è priva di divieti alimentari, aperta per sua natura alla conoscenza, alla sperimentazione, a mangiare semplicemente quello che abbiamo a disposizione. Continua a leggere

Capodanno: brindiamo a Dom Pierre Pérignon!

Eccoci arrivati a Capodanno: cosa berrete al brindisi di mezzanotte? Champagne o spumante italiano? Con un po’ di orgoglio, posso riportare la notizia che nel 2014 il nostro spumante ha sorpassato per la prima volta lo champagne nelle esportazioni: negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, ma anche in Cina, tutti vanno pazzi per il nostro Prosecco, per le bollicine di Asti e della Franciacorta.

Ma dobbiamo ammettere che lo champagne nell’immaginario comune ha un fascino particolare: Continua a leggere

San Francesco e il Natale che cade di venerdì

Quest’anno Natale cade di venerdì. Capita spesso, diciamo ogni sei anni. Ma questo fatto mi fa venire in mente un episodio della vita di san Francesco d’Assisi, in un lontano Natale, quello del 1220. Anche quell’anno Natale era di venerdì e i suoi frati erano in grande dubbio: prevale il venerdì, quindi si fa astinenza dalle carni e si pratica la moderazione a tavola, o prevale la festa che si celebra anche con la gioia e la letizia di un bel pranzo abbondante? Continua a leggere

Monachesimo e team coaching

Benedetto di Aniane è un personaggio importante nella storia del monachesimo e, di riflesso,  dell’Europa: è colui al quale Carlo Magno affida il compito di riformare i monasteri dell’Impero, stabilendo che la regola benedettina sia applicata a tutti.  In una sua biografia che ne esalta, come si può immaginare, le virtù, leggiamo: «Egli ora collaborava con i confratelli intenti alla costruzione, ora cucinava il vitto per il loro nutrimento; contemporaneamente trovava il tempo di scrivere un libro di cucina.»

Che immagine: un uomo santo che costruiva abbazie, coordinava la riforma monastica, fidato collaboratore dell’imperatore Carlo Magno, e che trovava anche il tempo di cucinare per i confratelli e di scrivere ricettari: “contemporaneamente”, come scrive il suo agiografo. E poi noi moderni crediamo di avere inventato il multitasking. Continua a leggere

Il pane: una lunga storia, dagli Ittiti ai giorni nostri, passando per il Cenacolo

paneIl valore simbolico del pane, altissimo per noi cristiani grazie all’Eucarestia, non nasce con il cristianesimo. Per esempio, la produzione del grano in Anatolia (nell’odierna Turchia) risale a 10.000 anni a. C. e le popolazioni di quei territori lo macinavano e facevano il pane sin dal Neolitico, cioè dal 8.000 a. C. Il grano e il pane erano considerati sacri in Mesopotamia e gli Ittiti, popolazione dell’Anatolia, producevano oltre 150 tipi di pane. Continua a leggere