Se quel tavolo potesse parlare …

I ricordi hanno fatti irruzione, in modo prepotente, quando Marco, un caro amico di vecchia data, è venuto a cena a casa mia, dopo tanti anni. Si siede e riconosce, con stupore ed emozione, il tavolo e la panca di legno che fanno parte del mio arredamento da ormai 30 anni. Ho cambiato casa, molte cose dell’arredamento sono cambiate, ma quel tavolo e quella panca sono ancora l’altare dove si celebra il rito dei pasti nella mia famiglia.

Proust assaggiava una madeleine e immediatamente il ricordo correva indietro nel tempo; è stato così anche quella sera con  Marco, con commozione da parte di tutti noi. Riaffioravano le immagini, ed erano immagini molto belle. Continua a leggere

Il mio pranzo di Pasqua

Il detto popolare dice: “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”. Ma nel mio caso, ho trascorso anche la giornata di Pasqua con i miei familiari. E’ cambiata però la location, non ero a Milano ma nella casa di famiglia sul Lago Maggiore. Il tempo era davvero stupendo, splendeva il sole e la temperatura era più che primaverile. Continua a leggere

Gli italiani cucinano sempre meno

ingredientiCucinare è il mio antistress, uno dei piaceri della vita. Sì, non solo mangiare, ma proprio cucinare. Potermi dedicare con tutta calma alla preparazione di una cena è davvero fonte di benessere. Il piacere comincia quando si fanno gli inviti e poi si  sceglie il menu, con un occhio di riguardo alle esigenze personali dei commensali: ci possono essere allergie, intolleranze, esigenze legate alla salute, oppure semplicemente idiosincrasie verso certi cibi. Al contrario, ci sono commensali che so che devo soddisfare non solo con la qualità, ma anche … con la quantità! Poi la scelta dei vini, in abbinamento con le portate. Segue la spesa, Continua a leggere

La tavola: un’espressione artistica

tavola-bellaParlare di bontà del cibo e di bellezza della tavola vuol dire parlare di storia, di cultura, di civiltà e di arte. Una volta uno storico disse che, quando si scrive la storia di un popolo, bisognerebbe sempre dedicare un capitolo alle abitudini e usanze di quel popolo a tavola. Esagerazione? Non tanto, se pensiamo che ognuno di noi mette molto di sé stesso nel modo di mangiare. “Dimmi come mangi e ti dirò ch sei”, aforisma già citato ma sempre molto vero.

A tavola si può fare arte. Continua a leggere

Plinio Corrêa de Oliveira e la bellezza degli ambienti

plinioScopro di avere alcuni followers anche oltreoceano. Uno di loro mi scrive un simpatico messaggio: è un brasiliano, che ora vive negli USA, che ha collaborato per 30 anni con Plinio Corrêa de Oliveira (1908 – 1995), il pensatore, giornalista, scrittore e uomo politico brasiliano,  autore di studi di carattere storico e sociologico. Mi racconta che Plinio Corrêa de Oliveira mangiava tutte le domeniche in un ristorante italiano di San Paolo, il Ca’ d’Oro, dove si può gustare il risotto allo zafferano e il bollito misto alla piemontese, e mi conferma quanto già avevo intuito: che questo grande maestro apprezzava molto la cultura della tavola, non solo buona ma anche bella e curata. Continua a leggere

Vetro, cristallo & co: la bellezza degli oggetti che ornano la nostra casa

Un cane o un gatto faranno sicuramente grande festa al pasto che preparerete loro, soprattutto se molto affamati, ma si lanceranno sul cibo con il medesimo entusiasmo, sia nel caso in cui venga versato in una ciotola di terracotta povera e magari sbeccata, sia nel caso in cui sia contenuto in un prezioso vasellame di porcellana di design, decorato con sapiente estro. Perché ad un animale interessa solo mangiare e poco gli importa dove è contenuto il cibo, non è in grado di dare una valutazione sulla bellezza del contenitore.

Per l’uomo è diverso: una delle cose che distingue l’uomo dall’animale è proprio il modo con cui vive il momento del nutrimento. L’uomo, dopo essersi procurato il cibo, lo cucina, mescola gli ingredienti, prepara sott’oli e sott’aceti, torte e stracotti, timballi e spaghettate: nulla a che vedere con gli animali, che come è evidente non sanno cucinare. Ma soprattutto, una volta realizzato il pasto, l’uomo lo consuma con i suoi simili. E’ infatti l’unico “animale” che mangia in compagnia e, proprio per questo alto significato sociale e simbolico del pasto, è  portato a curare con attenzione e senso artistico anche l’arredo della tavola. Continua a leggere