Una serata di generosità, cultura, amicizia … e ottimo vino!

Tempo fa ho partecipato all’organizzazione di una serata che aveva lo scopo di raccogliere fondi per una associazione. L’obiettivo posso dire che è stato raggiunto, ma aveva proprio ragione san Francesco d’Assisi quando nella sua famosa Preghiera semplice diceva: “E’ dando che si riceve”. Perché i partecipanti sono stati generosi ma hanno ricevuto a loro volta dei doni: una bella cena, ottimo vino, piacevole compagnia e hanno anche imparato tante cose interessanti sulla storia e sulla cultura del vino.  Vi racconto come è andata. Continua a leggere

Pietro a casa di Cornelio: la libertà del cristiano a tavola

Dimmi come mangi e ti dirò chi sei”, scriveva Anthelme Brillat Savarin (1755 – 1826), politico francese, noto soprattutto per la sua passione per la gastronomia, autore del libro Fisiologia del gusto, che ha segnato profondamente la cultura della tavola.

Ogni civiltà, ogni comunità ha un suo modo di mangiare. Ma se qualcuno chiedesse: «Come mangiano i cristiani? Quale è la caratteristica della loro tavola?» si può rispondere che non esiste un modo di mangiare “cristiano”, per il semplice fatto che i cristiani mangiano tutto e con tutti. Lo ha insegnato Gesù: Continua a leggere

Il maialino di Sant’Antonio Abate

Il vino è un elemento fortemente simbolico per l’Europa cristiana, non solo grazie all’Eucarestia ma anche per la contrapposizione che evoca con il mondo islamico. Ma c’è un cibo, ben più semplice e all’apparenza povero, che è diventato un elemento di identità religiosa: il maiale. Né gli ebrei né i musulmani mangiano maiale: questa carne diventa dunque caratteristica della cultura europea e cristiana, che come sappiamo è priva di divieti alimentari, aperta per sua natura alla conoscenza, alla sperimentazione, a mangiare semplicemente quello che abbiamo a disposizione. Continua a leggere

La bellezza del cibo: la “Fruttivendola” di Vincenzo Campi

Oggi parliamo di cibo nell’arte. Perché la tavola è anche bellezza: l’uomo non si limita a riempire lo stomaco per la propria sopravvivenza (come fanno gli animali) ma cerca anche armonia, ordine. Anche l’occhio vuole la sua parte, per dare un senso di elevazione e gusto del bello anche nel nutrimento, che l’uomo consuma insieme ai suoi familiari e ai suoi amici, instaurando una relazione piacevole. Siamo fatti di corpo e anima, in modo indissolubile. Per questo gli artisti spesso prendono il cibo come soggetto delle loro opere: possono sbizzarrirsi con il colore, con le forme, con i chiaroscuri, rivelando la bellezza anche delle cose più apparentemente semplici. E’ il caso di un grande dipinto di Vincenzo Campi, “Fruttivendola”, datato 1580 e conservato nella Pinacoteca di Brera di Milano. Continua a leggere

Capodanno: brindiamo a Dom Pierre Pérignon!

Eccoci arrivati a Capodanno: cosa berrete al brindisi di mezzanotte? Champagne o spumante italiano? Con un po’ di orgoglio, posso riportare la notizia che nel 2014 il nostro spumante ha sorpassato per la prima volta lo champagne nelle esportazioni: negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, ma anche in Cina, tutti vanno pazzi per il nostro Prosecco, per le bollicine di Asti e della Franciacorta.

Ma dobbiamo ammettere che lo champagne nell’immaginario comune ha un fascino particolare: Continua a leggere