Vittorio Messori: Religione in cucina

Per la rubrica “Distillati di sapienza“, vi segnalo questo testo di Vittorio Messori, tratto dal libro: Pensare la storia. Una lettura cattolica dell’avventura umana (Paoline, Milano 1992, p. 167).

Vittorio Messori è uno scrittore e giornalista italiano, uno dei più famosi autori cattolici. Deve la sua fama in particolare al libro “Ipotesi su Gesù” (SEI, 2001), un best seller internazionale, tradotto in 22 lingue; e ai libri-intervista con il Card. Joseph Ratzinger, “Rapporto sulla fede” (Ed. Paoline, 1985), e a Papa Giovanni Paolo II, “Varcare la soglia della speranza” (Mondadori, 1995).

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Religione in cucina

Parlo con un anglicano e il discorso cade sulla proverbiale «ipocrisia» britannica e, in generale, dei Paesi protestanti. «Sì – ammette – qualcosa di vero c’è. E per la ragione già vista dal nostro Oscar Wilde: la coscienza protestante non ci impedisce di peccare. Ci impedisce solo di goderci il peccato».

Mi viene in mente Léo Moulin, lo studioso belga autore, tra l’altro, di una storia cultural – religiosa della gastronomia, convinto com’è che l’arte della cucina, alla pari di ogni altra arte, sia una spia dell’inconscio dei popoli. Continua a leggere

Il Papa cita ancora una volta “Il Pranzo di Babette”

filippa-martinaE’ decisamente il suo film preferito: per Papa Francesco è uno strumento efficace per trasmettere concetti importanti e profondi e lo cita ogni volta che ne ha l’occasione. Lo conoscete, vero, questo film?  Vi ho già parlato de “Il pranzo di Babette”, a questo link potete leggere il mio post.

Narra la storia della cuoca parigina ospitata a casa di due sorelle protestanti, Martina e Filippa, che, come disse Bergoglio in  occasione di un’intervista, quando era ancora arcivescovo di Buenos Aires Continua a leggere