Padre Cristoforo e il pane del perdono

Lo confesso, quando al ginnasio ho dovuto studiare I promessi sposi di Alessandro Manzoni, ho trovato quella lettura molto pesante. Tanto mi ha appassionato La Divina Commedia e tanto mi hanno annoiato le storie di Renzo e Lucia. Molti anni dopo ho ripreso in mano il romanzo e rileggendo alcuni brani l’ho riscoperto e ho davvero capito il suo valore. Un capitolo in particolare mi ha commosso e gli dedico qualche riga nel mio blog, poiché il pane e la sua simbologia hanno un ruolo importante.

Il Padre Cristoforo non era sempre stato così, né sempre era stato Cristoforo”. Il frate cappuccino, uno dei protagonisti del romanzo, si era convertito dopo un fatto drammatico. Riassumo brevemente la storia: il suo vero nome era Ludovico ed era figlio di un ricco mercante. “Sentiva un orrore spontaneo e sincero per le angherie e pei soprusi”, e il Manzoni ci racconta che si batteva a difesa dei più deboli. Ma questa sua indole lo metteva spesso nei pasticci, e infine accadde un fattaccio: per un banale diverbio sul diritto di passaggio in un vicolo, si trovò a duellare con un nobile arrogante. Continua a leggere

“Muoio … di fame!”

La vita di San Francesco d’Assisi è ricca di episodi molto particolari, che i suoi biografi hanno voluto giustamente tramandare ai posteri, per descrivere la sua personalità così poliedrica e fuori dal comune. Ci sono anche aneddoti legati al cibo, e già ve ne ho raccontati due: quello del Natale che cade di venerdì, con i frati in dubbio se fare astinenza dalle carni o festeggiare adeguatamente la nascita di Gesù, e quello dei dolcetti di Jacopa dei Settesoli.

Ve ne presento un altro, molto interessante per apprezzare la grande sensibilità umana di san Francesco. Continua a leggere