La merenda sinoira: tradizione e cultura del cibo

Vi aspettiamo alle cinque, per una merenda sinoira!”. Riceviamo quest’invito e facciamo la conoscenza con una bella tradizione piemontese, che affonda le sue radici nella vita contadina. Non chiamiamola apericena o happy hour, per carità, riti modaioli di chi dopo il lavoro non ha voglia di andare a casa a cucinare e in un bar affollato mangia cibi presi da un buffet, con un piattino di plastica in mano.

La merenda sinoira ha ben altro valore culturale e storico. Il Piemonte non è solo quello dei Savoia, dei castelli nobiliari e degli eleganti caffè liberty del centro di Torino, c’è tutta una Regione agricola dove si coltivano le vigne e i noccioli, si alleva la preziosa mucca piemontese, la fassona, si raccolgono le castagne, si cercano tartufi e le rane gracidano nelle risaie dove un tempo faticavano le mondine. Ci sono tante eccellenze del territorio che sono frutto di un duro lavoro nei campi. Ma da dove nasce questa merenda sinoira? Continua a leggere

Lo Zabaione di San Baylòn

Uova, zucchero e vino liquoroso, tradizionalmente il marsala: sono necessari soltanto tre semplici ingredienti per realizzare una crema golosissima, che si può gustare da sola, accompagnata da biscotti, o utilizzata per farcire le torte.  E’ nota in tutte le famiglie perché un tempo, quando non esistevano i ricostituenti prodotti dalle case farmaceutiche, le nonne preparavano lo zabaione per dare energia a chi era un po’ debilitato.

La ricetta è per tradizione legata ad un frate francescano spagnolo, fra Pasquale de Baylòn (1540 – 1592). Le donne trovavano in lui un comprensivo e bonario padre spirituale e fra Baylòn suggeriva, a quelle che si lamentavano della scarsa vivacità del consorte, un rimedio energetico capace di dare vigore anche al più pigro dei mariti. Continua a leggere