Il carciofo alla giudìa: kosher o non kosher?

Il dubbio ha scatenato una dura polemica. Ecco i fatti: secondo quanto riportato dal quotidiano Haaretz, i rabbini israeliani ritengono che il carciofo preparato in base alla ricetta romana sia un piatto proibito, e ne vogliono vietare la preparazione in Israele, dove alcuni ristoranti kosher lo mettono nel menù. Per la comunità ebraica romana invece la questione non ha alcun fondamento, perché il piatto è realizzato evitando qualsiasi rischio di impurità.

Ma cosa sono i carciofi alla giudía? Sono carciofi fritti, realizzati secondo una ricetta tradizionale del ghetto ebraico della capitale. Si utilizzano rigorosamente i carciofi cimaroli (detti anche mammole), coltivati nel Lazio. Questo tipo di carciofo è tondo, particolarmente tenero e, soprattutto, privo di spine. Grazie a quest’ultima caratteristica i carciofi alla giudía, una volta cotti, possono essere consumati integralmente senza scartare nulla. Continua a leggere

Religioni a tavola: tra regole e divieti. E i cristiani?

«Un modello alimentare cristiano non esiste. Fin dai primi tempi della predicazione apostolica la linea che si affermò – non senza contrasti e contraddizioni – fu quella della libertà, che lasciava a ciascuno la responsabilità delle proprie scelte, negando che gli alimenti siano buoni o cattivi in sé.» Scrive così Massimo Montanari, nel suo libro “Mangiare da cristiani” (ed. Rizzoli). In pratica, il cristiano mangia tutto e con tutti.

Una cosa scontata? No, soprattutto quando mi sono trovata tra le mani un manuale, intitolato “Don’t worry, eat happy – Attenti alle intolleranze alimentari, rispettosi delle diete religiose.” Pubblicato da alcune associazioni del terziario, pubblici esercizi e alberghi, in occasione di EXPO Milano 2015, nasce dalla considerazione che l’esposizione universale sia un’occasione, per il settore della ristorazione italiana, per offrire le proprie eccellenze e dimostrare non solo la qualità dei cibi ma anche quella dell’accoglienza, della capacità relazionale, dell’ospitalità, con particolare attenzione alle problematiche non solo delle allergie e intolleranze alimentari, ma anche delle componenti culturali e religiose che influiscono sulle scelte alimentari.  Continua a leggere