Distillati di sapienza – Ma che cos’è un terroir?

E’ un’espressione molto utilizzata e per saperne di più mi affido ad un libro istruttivo e piacevole: “Il desiderio del vino. Storia di una passione antica” di Jean-Robert Pitte (ed. Dedalo). E’ un testo preciso da un punto di vista tecnico ma anche di facile lettura, che spazia da dettagli di storia a riflessioni sulla cultura del vino, senza tralasciare simpatici aneddoti. Più che una storia del vino, è la storia di una passione che accompagna l’uomo fin dagli albori della civiltà. L’autore, membro della Académie des Sciences Morales et Politiques, è autore di numerose opere di geografia culturale. Ecco alcuni passi del suo capitolo dedicato appunto al concetto di terroir e alle suggestioni del paesaggio vitivinicolo. Continua a leggere

Degustazione sì, ma con la giusta atmosfera!

Di recente mi è capitato di partecipare ad una degustazione di vini, organizzata nell’ambito di un grande evento che si è tenuto nella mia città, promosso da un’associazione leader nella diffusione di una cultura enogastronomica di qualità. Non potete immaginare la inaspettata e cocente delusione che ho provato: sono stati “serviti” 15 vini in 45 minuti. Fate un po’ il conto di quanti secondi sono stati dedicati ad ogni vino: appena il tempo di ascoltare una breve presentazione del vino, il nome dell’azienda produttrice, le caratteristiche principali del prodotto, e mentre stavamo ancora guardando in controluce il colore del prezioso nettare … già si passava al vino successivo. E così via, come in una catena di montaggio a ciclo continuo!

Mi chiedo ancora adesso quale fosse l’obiettivo di questo tour de force che ha causato un drammatico spreco di bottiglie, senza avere dato il tempo minimo di assaporare nulla. Io non sono un’esperta, ma nemmeno gli addetti ai lavori sarebbero stati in grado di fare un’adeguata analisi di quanto veniva servito. Continua a leggere

Sideways – In viaggio con Jack

Dubito che un astemio possa apprezzare pienamente questo film; a mio parere solo un amante del buon vino può cogliere certe sottigliezze, ridere di alcune battute e godere di un paio di dialoghi davvero memorabili. Sideways – In viaggio con Jack (USA, 2004) racconta la storia di Miles (interpretato da Paul Giamatti), un grande esperto di vini, divorziato, depresso, con un romanzo nel cassetto che nessuno vuole pubblicare. Il suo miglior amico, Jack, sta per sposarsi e Miles gli ha organizzato, come viaggio di addio al celibato, un giro tra le aziende vinicole, per degustare dell’ottimo vino, mangiare bene, giocare a golf: insomma, una settimana all’insegna del benessere, con eleganza e stile. In realtà Jack ha ben altri programmi per quell’ultima settimana da celibe Continua a leggere

L’Amarone nel bicchiere e nel risotto

Milano è stata la capitale del gusto, dal 4 all’11 maggio, e la vostra blogger non ha perso l’occasione per partecipare a qualche evento. Già ve ne ho parlato . Ora vi racconto la mia serata ai Caselli Daziari, uno degli incontri organizzati da ART (l’Associazione del settore degli articoli per la tavola, la cucina, il regalo e la decorazione della casa) con l’Associazione della Filiera Agroalimentare (ASSOFOOD), per promuovere lo stile e la bellezza dei prodotti per la tavola insieme alla cultura del buon cibo e del buon vino. In particolare ho avuto modo di partecipare alla serata che aveva come protagonista l’Amarone, ottimo vino della Valpolicella, al centro di una degustazione guidata e della realizzazione di un risotto. Me la potevo perdere, una serata così? Continua a leggere

Quando il passato è capace di diventare futuro: la cantina Antinori nel Chianti Classico

In collaborazione con Andrea Arnaldi

Siamo in campagna, a San Casciano Val di Pesa, sulle colline del Chianti fiorentino. Sistemata la macchina nell’ampio parcheggio al di là della strada, ci avviciniamo alla reception situata accanto alla grande parete identificata dalla scritta “Antinori”: siamo davanti ad una collina, lussureggiante di vigne e altra vegetazione. Subito dopo, si ferma un pullmino nero con vetri oscurati sul quale veniamo fatti accomodare e che parte in salita, oltre il cancello di ferro, verso la collina. Passato un ampio tornante, improvvisamente la “navetta” si infila veloce in una galleria dai tratti architettonici modernissimi che scende nel sottosuolo. Attraverso un’ampia strada nascosta giungiamo in un grande atrio sotterraneo, che lascia intravedere sopra di noi un enorme edificio dalle forme allungate, avveniristiche, quasi fantascientifiche. Per un attimo pensiamo di essere finiti sul set di un film di 007. Continua a leggere