Dolci fritti a Carnevale: c’è un motivo!

A Carnevale non solo ogni scherzo vale, ma anche a tavola, mi raccomando, bando alle diete: soprattutto per chi farà poi seriamente qualche fioretto quaresimale. Vi ho già parlato del significato storico del Carnevale, delle sue radici nelle tradizioni cattoliche. Leggete qui. Oggi vi racconto il perché quasi tutti i dolci che si gustano in questo periodo sono fritti. Chiacchiere, tortelli, bugie, frappe, castagnole, ciambelle, zeppole (tipiche di san Giuseppe), struffoli, ogni regione ha i suoi dolci (o magari sono gli stessi, con nomi diversi); ma la caratteristica comune è che sono tutti fritti, per la gioia dei golosi. Non è una coincidenza: per scoprire il motivo, bisogna andare indietro nel tempo, quando non c’erano frigoriferi e congelatori. Continua a leggere

La lotta tra il Carnevale e la Quaresima

Ed ecco arriva come tutti gli anni il Carnevale, che precede la Quaresima. O almeno così dovrebbe essere, perché spesso si fa il Carnevale, dimenticando che il suo significato è quello di essere un momento di festa, spesso sfrenata e un po’ irriverente, per dare libero sfogo ai piaceri e alle golosità, prima delle penitenze quaresimali. Ve ne ho già parlato in questo blog: leggete qui.

Oggi vi voglio presentare un quadro del 1559 di Pieter Bruegel il Vecchio, conservato al Kunsthistorisches Museum di Vienna: “Lotta fra il Carnevale e la Quaresima”. Vediamo una piazza brulicante di gente, indaffarata tra mille occupazioni. Al centro, ecco i due protagonisti che si fronteggiano. Continua a leggere

Carnevale, dolci e maschere. Ma perché?

Chiacchiere o frappe dolce di carnevaleEntro in una bella pasticceria di Roma e ordino un vassoio di quelle che io chiamo chiacchiere e tortelli, ma scopro che lì si chiamano frappe e castagnole. Ogni regione d’Italia, direi ogni provincia, ha i suoi dolci di Carnevale o li chiama con un nome diverso. Già dopo l’Epifania fanno la loro comparsa nelle vetrine, prendendo il posto dei panettoni e degli altri dolci natalizi. Poi i pasticceri, dopo il Martedì Grasso (a Milano dopo il Sabato Grasso), si dedicheranno alle colombe, alla pastiera e agli altri dolci pasquali. Non ci facciamo caso, ma le nostre abitudini alimentari, anche in tempo di secolarizzazione e laicità, sono scandite dall’anno liturgico. Continua a leggere