Il silenzio della cantina al Castello di Razzano

Le vigne ancora spoglie si alternano ad alberi da frutto già pieni di fiori: la primavera comincia finalmente a fare capolino e a breve anche sui tralci faranno la loro comparsa le foglie e i grappoli d’uva. L’automobile procede lenta sulle colline del Monferrato, tra borghi e campanili, rustici casali e distese di filari. La nostra meta è il Castello di Razzano, antica dimora trasformata in un elegante Relais: lo charme del passato è custodito con cura negli ambienti raffinati, il cortile interno ha un bel giardino all’italiana e su di esso si affaccia l’enoteca dove faremo la degustazione. Poteva essere una visita simile a tante altre, ma non è stato così.

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Badia a Coltibuono: alle radici del Chianti

La strada si inerpica decisa e dietro l’ultima curva appare improvvisamente l’antico monastero che si staglia contro il cielo blu, in una giornata estiva in cui il caldo afoso non dà tregua. Dalla cima del colle il panorama è bellissimo: filari di vigne si alternano agli ulivi. Siamo in Toscana, nel Chianti senese, terra di vino e di olio. Badia a Coltibuono: il nome significa “abbazia della buona coltivazione”.  

I monaci Vallombrosani si insediano nel 1051 in cima a questo colle e fondano il monastero: trovano due sorgenti, grazie alle quali non manca mai l’acqua per bere, per cucinare, per la pulizia e per l’irrigazione dei campi. Le cronache narrano che sono i primi a coltivare l’uva Sangiovese, quella con la quale si fa il Chianti: meritano eterna riconoscenza da parte di tutta la regione, visto il benessere e il prestigio che ne sono derivati. Scavano la terra e costruiscono una bellissima cantina. Continua a leggere