L’Amarone nel bicchiere e nel risotto

Milano è stata la capitale del gusto, dal 4 all’11 maggio, e la vostra blogger non ha perso l’occasione per partecipare a qualche evento. Già ve ne ho parlato . Ora vi racconto la mia serata ai Caselli Daziari, uno degli incontri organizzati da ART (l’Associazione del settore degli articoli per la tavola, la cucina, il regalo e la decorazione della casa) con l’Associazione della Filiera Agroalimentare (ASSOFOOD), per promuovere lo stile e la bellezza dei prodotti per la tavola insieme alla cultura del buon cibo e del buon vino. In particolare ho avuto modo di partecipare alla serata che aveva come protagonista l’Amarone, ottimo vino della Valpolicella, al centro di una degustazione guidata e della realizzazione di un risotto. Me la potevo perdere, una serata così? Continua a leggere

La tavola: un’espressione artistica

tavola-bellaParlare di bontà del cibo e di bellezza della tavola vuol dire parlare di storia, di cultura, di civiltà e di arte. Una volta uno storico disse che, quando si scrive la storia di un popolo, bisognerebbe sempre dedicare un capitolo alle abitudini e usanze di quel popolo a tavola. Esagerazione? Non tanto, se pensiamo che ognuno di noi mette molto di sé stesso nel modo di mangiare. “Dimmi come mangi e ti dirò ch sei”, aforisma già citato ma sempre molto vero.

A tavola si può fare arte. Continua a leggere

Vetro, cristallo & co: la bellezza degli oggetti che ornano la nostra casa

Un cane o un gatto faranno sicuramente grande festa al pasto che preparerete loro, soprattutto se molto affamati, ma si lanceranno sul cibo con il medesimo entusiasmo, sia nel caso in cui venga versato in una ciotola di terracotta povera e magari sbeccata, sia nel caso in cui sia contenuto in un prezioso vasellame di porcellana di design, decorato con sapiente estro. Perché ad un animale interessa solo mangiare e poco gli importa dove è contenuto il cibo, non è in grado di dare una valutazione sulla bellezza del contenitore.

Per l’uomo è diverso: una delle cose che distingue l’uomo dall’animale è proprio il modo con cui vive il momento del nutrimento. L’uomo, dopo essersi procurato il cibo, lo cucina, mescola gli ingredienti, prepara sott’oli e sott’aceti, torte e stracotti, timballi e spaghettate: nulla a che vedere con gli animali, che come è evidente non sanno cucinare. Ma soprattutto, una volta realizzato il pasto, l’uomo lo consuma con i suoi simili. E’ infatti l’unico “animale” che mangia in compagnia e, proprio per questo alto significato sociale e simbolico del pasto, è  portato a curare con attenzione e senso artistico anche l’arredo della tavola. Continua a leggere