A tavola con i consigli di Ildegarda

Ildegarda di Bingen è una delle figure più interessanti del Medioevo: badessa benedettina, mistica, autrice di opere teologiche, musicista e compositrice, si occupò anche di cibo e alimentazione. Scrolliamoci di dosso tutti i pregiudizi sui cosiddetti “secoli bui”, che secondo la vulgata corrente erano arretrati e violenti, e naturalmente mortificavano le donne, emarginate e impossibilitate a far sentire la loro voce. La storia di Ildegarda è la prova di come le cose siano andate ben diversamente. Certamente erano anni turbolenti, ma i nostri sono forse tranquilli? Il XII secolo ha visto una grande crescita spirituale, intellettuale ed economica: commerci con paesi lontani, città che si sviluppano, fondazione di università e ospedali. Siamo nell’epoca dell’architettura romanica, dei trovatori e dei poemi cavallereschi, delle strade dei pellegrinaggi e di Bernardo di Chiaravalle.

E’ in questa Europa così vivace che vive la sua lunga vita Ildegarda di Bingen (1098 – 1179). Continua a leggere

Il forno di comunità di Andria

Oggi vi racconto una bella storia, che mette insieme un parroco intraprendente, la voglia di riscatto della gente onesta, il pane cotto nel forno a legna, il recupero di sapori della tradizione gastronomica e di stili di vita più umani, e anche terreni sottratti alla mafia. Cosa volete di più? Andiamo con ordine. Continua a leggere

La cultura della tavola fa fiorire i deserti interiori

Alcuni anni fa mio marito ed io siamo andati a visitare una comunità di recupero di tossicodipendenti. Un conoscente ci aveva suggerito la visita, perché per lui era stata edificante. Non aveva torto, anzi.

La prima cosa che abbiamo notato, appena arrivati davanti alla grande casa, è stata la bellezza e la pace del luogo. Le finestre della facciata erano abbellite da cascate rigogliose di gerani in fiore, le aiuole erano curate e ordinate, gli alti cipressi svettavano intorno alla grande struttura in mattoncini color terra di Siena. Nell’aria, silenzio e profumi.

Suoniamo alla porta, con un po’ di timore perché non c’è alcuna informazione sull’orario di ricevimento di visitatori. Temiamo di disturbare. Ci apre un giovane che ci accoglie con un sorriso. Continua a leggere