Polenta: identità e gusto di un piatto molto versatile

Qualche anno fa, in occasione di una gita a Bergamo Alta, abbiamo cenato in un grazioso ristorante. Antipasto di salumi, accompagnati da crostini di polenta; polenta nella prima portata e anche nella seconda. Per finire, un dolce a base di farina di mais e si capisce perché i meridionali definiscono quelli del Nord polentoni!

E’una pietanza che contraddistingue decisamente l’identità culturale e gastronomica della Pianura Padana e delle valli del Nord, come la pizza a Napoli e la mortadella a Bologna, eppure è solo dal Settecento che si è diffusa così tanto, soprattutto tra le popolazioni contadine. Ma andiamo con ordine. Continua a leggere

Il nostro pranzo della Domenica delle Palme

Nonostante la clausura forzata, non rinunciamo a fare un po’ di festa. Siamo all’inizio della Settimana Santa, la più importante dell’anno liturgico, e non dobbiamo dimenticarci di celebrare questo tempo forte come si deve. La famiglia è stata definita “chiesa domestica”, quindi con un po’ di buona volontà cerchiamo di realizzare anche in casa un’atmosfera che ci aiuti a vivere bene queste giornate. Ci aspetta una settimana rigorosa, Venerdì Santo sarà di astinenza e digiuno, ma la Domenica delle Palme è giorno di festa. Decidiamo di apparecchiare in sala, con una bella tovaglia e con i calici di cristallo, così è proprio domenica, altrimenti il rischio è quello di vivere questi giorni come se fossero tutti uguali. Continua a leggere

#iorestoacasa: e unisco l’utile al dilettevole!

E’ utile, anzi utilissimo e doveroso, stare a casa, ma questo non vuol dire restare con le mani in mano. Nel video vi racconto cosa possiamo fare: arte della tavola, pane e pasta fatti in casa, le ricette con gli avanzi, la cucina di famiglia e quella dei single. L’esempio dei monaci ci insegna come sfruttare al massimo la nostra dispensa, per mangiare bene e coccolare un po’ i nostri familiari. Continua a leggere

Di che pasta siamo fatti?

Oggi vi segnalo questo post di Marina. Impastando, si sa, si possono fare delle belle considerazioni esistenziali. Anzi, ho sempre sostenuto che stando ai fornelli si capisce di più il mondo. Come diceva suor Juana Inès de la Cruz «se Aristotele avesse cucinato, avrebbe scritto molto di più!» E alla fine, vi segnalo il link al blog di Marina, così potrete fare anche voi il pane in casa.

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Sapete … è proprio grazie a questo periodo difficile che capiremo di che pasta siamo fatti.

Abbiamo passato mesi, anni, a lasciarci “trascinare” dagli eventi, dalla routine, dalle persone. Impegni inderogabili, il lavoro, le riunioni, andare a fare la spesa … il nostro tempo era perfettamente scandito da “qualcosa da fare”.

E adesso? Molti di noi – non tutti, lo so – si sono ritrovati con molto tempo libero. O magari abbiamo sempre mille cose da fare anche in casa a ogni ora del giorno (presente!), ma senza qualcuno che ci stia col fiato sul collo. Possiamo finalmente gestirci il nostro tempo più o meno come vogliamo. Siamo fuori dal solito giro che sembrava non potersi fermare mai. Continua a leggere

Le mie giornate a casa, in tempo di Coronavirus

Carissimi amici del blog, scrivo da una città che ha cambiato il suo aspetto, in questi giorni di emergenza. Magari questo post verrà letto pochi minuti, ore o giorni dopo la sua pubblicazione. Oppure verrà letto mesi o anni dopo. Noto con piacere che i miei post non passano di moda, e sbirciando nelle statistiche del blog vedo che alcuni testi pubblicati tre anni fa vengono ancora oggi letti e condivisi sui social. Potere della cucina, che non passa di moda e regala emozioni e curiosità sempre attuali. Ho pensato dunque di raccontarvi come passo le mie giornate, anche perché credo che sia giusto conservare memoria di quanto sta accadendo.

Cerco di approfittare di questa clausura forzata per dedicare ancora più tempo all’aggiornamento del blog e a tenermi aggiornata sulla storia e sul mondo del cibo. Mi hanno chiesto di scrivere dei saggi sulla cultura della tavola e del vino, che verranno inseriti come contributi a dei volumi molto interessanti: Continua a leggere

Verdure e verdurine: da piatti poveri a regine della tavola

Nella cucina contadina, quella che veniva definita povera, non mancavano quasi mai la verdura e i legumi, grazie alla coltivazione dell’orto. Insalata e pomodori, zucche e zucchine, coste e peperoni, fagioli e piselli erano il piatto forte della tavola, in gustose minestre e zuppe nutrienti. O mangi questa minestra … o salti dalla finestra. Grazie alle tecniche di conservazione, anche fuori stagione si consumavano i legumi secchi e le verdure sott’olio e sott’aceto.

Essendo considerati cibi poveri, non erano certo i protagonisti delle tavole dei nobili, che preferivano stupire i loro ospiti con carni, selvaggina, crostacei, serviti in elaborate preparazioni che erano una gioia per la vista prima ancora che per il palato. Continua a leggere

L’arte del mangiar bene: storia, tradizione, cultura

Cari amici, considerando che in questi giorni siamo tutti costretti a stare a casa, perché non approfittarne per stare un po’ ai fornelli? In questo momento così difficile per la nostra amata Nazione, allietiamo i nostri cari con qualche manicaretto e coinvolgiamo i nostri familiari in un lavoro di team in cucina: trascorreremo il tempo con un po’ letizia e cercheremo di scacciare la tristezza. Supereremo anche questa crisi, e alla fine dell’isolamento inviteremo a cena i nostri amici e li stupiremo con i piatti che avremo sperimentato in questi giorni.

Nel frattempo, vi segnalo questo video: ho ricevuto il gradito invito a partecipare ad una chiacchierata su Metapolitics, un canale di cultura politica e filosofica. Continua a leggere

Ma dove si fabbricano il latte e i pomodori?

Leggo su una rivista che in uno zoo di una grande metropoli degli USA è stato allestito un recinto con delle mucche, accanto alle gabbie di leoni, tigri, elefanti e giraffe. Il motivo? Da un veloce sondaggio nelle scuole elementari è emerso che i bambini non sanno da dove viene il latte, per loro è un prodotto industriale. Lo zoo è stato quindi utilizzato non solo per la conoscenza di animali di altri continenti, ma anche per scoprire che il latte viene dalle mucche, animali agli occhi dei bambini altrettanto misteriosi ed esotici. Le maestre organizzano gite scolastiche nel parco dove ad orari precisi le mucche vengono munte, sotto gli occhi meravigliati dei piccoli.

Ma non è necessario andare in America: anche in Italia spesso ai nostri bambini manca una conoscenza diretta del mondo della natura. Continua a leggere

Ho fatto le tagliatelle! E vi assicuro che è un efficace antistress

Sotto l’albero di Natale ho trovato una macchina per fare la pasta fresca. Il regalo è arrivato da mio marito Andrea, che ha voluto lanciarmi così un messaggio nemmeno tanto subliminale. Devo dire, a onor del vero, che anche lui ha voluto darmi una mano e il suo aiuto è stato fondamentale. Non solo siamo riusciti a fare le tagliatelle, sono venute anche molto bene e ci stiamo cimentando in gustose varianti. Ci siamo divertiti e ho avuto la prova di quanto mettere le mani in pasta sia un efficace antistress: sto attraversando un momento della mia vita abbastanza impegnativo, su tanti fronti, e dedicarmi a questa attività manuale è non solo fonte di soddisfazione ma anche un potente antidoto contro le tensioni e le preoccupazioni. Continua a leggere

Dolci fritti a Carnevale: c’è un motivo!

A Carnevale non solo ogni scherzo vale, ma anche a tavola, mi raccomando, bando alle diete: soprattutto per chi farà poi seriamente qualche fioretto quaresimale. Vi ho già parlato del significato storico del Carnevale, delle sue radici nelle tradizioni cattoliche. Leggete qui. Oggi vi racconto il perché quasi tutti i dolci che si gustano in questo periodo sono fritti. Chiacchiere, tortelli, bugie, frappe, castagnole, ciambelle, zeppole (tipiche di san Giuseppe), struffoli, ogni regione ha i suoi dolci (o magari sono gli stessi, con nomi diversi); ma la caratteristica comune è che sono tutti fritti, per la gioia dei golosi. Non è una coincidenza: per scoprire il motivo, bisogna andare indietro nel tempo, quando non c’erano frigoriferi e congelatori. Continua a leggere