Il vino è segno della vita eterna. E gli astemi?

A Natale è giusto santificare la festa anche a tavola, con un pranzo degno del grande evento, in linea con il cristianesimo che si fonda sul racconto evangelico ricco di episodi che descrivono i tanti banchetti ai quali Gesù ha partecipato con gioia e gusto della bella tavola, dando anche il suo decisivo contributo quando alle nozze di Cana il vino era finito. A questo proposito, in queste ore è diventato virale un video di don Pietro Cesena, parroco nella frazione di Borgotrebbia, in periferia di Piacenza, che ha calorosamente invitato i suoi fedeli presenti alla Santa Messa di Natale a mangiare bene e a bere in abbondanza, ma non la Coca-Cola! Bere vino buono: «perché il vino è segno della vita eterna! In paradiso, fratelli miei, gli astemi non potranno entrare, perché si beve il vino!».

A quel punto è scoppiato l’applauso tra i fedeli, che sicuramente hanno colto la simpatia del loro parroco, il messaggio di invito alla gioia, dopo quest’anno così difficile. La tavola imbandita di cibi succulenti unisce la famiglia e porta tanta consolazione, e la Sacra Scrittura nel libro del Siracide ricorda che il vino allieta il cuore dell’uomo.

Come vi dicevo, il video è diventato virale (potete guardarlo a questo link), oltre 17.000 visualizzazioni in poche ore, e non sono mancate le polemiche da parte di chi non ha saputo cogliere la simpatia e l’ironia. Le voci a difesa della causa degli astemi sono però abbastanza isolate, perché i commenti al video su youtube sono perlopiù di entusiasmo: c’è chi lo vuole Papa ad honorem, chi decide di riconvertirsi al cristianesimo dopo avere ascoltato questa omelia, chi vuole subito cambiare parrocchia per trasferirsi in quella di don Pietro, chi semplicemente ringrazia di questo momento di gioia e leggerezza che mette di buon umore. E Dio sa quanto ne abbiamo bisogno!

Anche Papa Francesco ha ricordato che il vino è necessario per la festa e che la tavola lieta e nel giusto contesto è un piacere al quale non dobbiamo rinunciare. Lo ha fatto in occasione dell’Udienza dell’8 giugno 2016, dedicata al commento dell’episodio biblico delle Nozze di Cana: «Come è possibile celebrare le nozze e fare festa se manca quello che i profeti indicavano come un elemento tipico del banchetto messianico? L’acqua è necessaria per vivere, ma il vino esprime l’abbondanza del banchetto e la gioia della festa. È una festa di nozze nella quale manca il vino; i novelli sposi provano vergogna di questo. Ma immaginate voi finire una festa di nozze bevendo thè; sarebbe una vergogna. Il vino è necessario per la festa».

Papa Francesco dimostra la sua capacità di tenere attento l’uditorio con le sue battute, che fanno sorridere ma al tempo stesso sono efficaci per fare comprendere il profondo significato del messaggio che vuole trasmettere. Don Pietro Cesena è decisamente in linea con questo stile di comunicazione. Ho avuto la gioia di conoscere don Pietro, in occasione del matrimonio di amici e del battesimo del mio figlioccio Giacomo: è un ottimo pastore del gregge che gli è stato affidato, molto impegnato ad aiutare i giovani e ad accompagnarli nel loro non sempre facile cammino. Già era stato oggetto di polemiche per il suo coraggioso attacco ad alcuni rapper per la diffusione di messaggi diseducativi e fuorvianti.

Bravo don Pietro e tantissimi auguri di pronta guarigione!

E noi, mi raccomando, niente thè né Coca-Cola sulle tavole delle nostre feste! In alto i calici!

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