I castagnetti: biscotti antistress

E’ dimostrato scientificamente che cucinare porta molti benefici psicologici (già ne ho parlato nel mio blog, leggete qui). Stando ai fornelli si dà libero sfogo alla propria capacità espressiva e si prova un senso di gioia e gratificazione personale e una diminuzione dello stress. Se lo stress diminuisce, siamo più felici e stiamo bene nell’anima e nel corpo. Si sa che dedicarsi all’arte, alla pittura, alla musica, alla danza gratifica e consola ma è significativo che alcuni psicologi paragonino la cucina alle altre forme artistiche, considerandola un’espressione creativa e un efficace antidoto contro le tensioni e il nervosismo. Pare che soprattutto quando si cucina qualcosa per gli altri l’effetto sia garantito, perché il dono generoso e l’espressione di affetto scatenano energie positive anche dentro di noi e non solo nella persona a noi cara che gode dei nostri manicaretti.

Per passare dalla teoria alla pratica, vi racconto la mia esperienza concreta quando ho dedicato un po’ di tempo a realizzare dei deliziosi biscottini alle castagne. Avevo trascorso alcune giornate difficili, con un po’ di nuvole nere che attraversavano la mia vita e ho pensato che cucinare dei dolcetti mi avrebbe aiutato a rilassarmi e trovare un po’ di gioia. Ha funzionato! Avevo visto la ricetta in TV, nella trasmissione di Benedetta Rossi, la simpatica cuoca marchigiana che ci dà sempre degli ottimi consigli e col suo sorriso e la sua allegria trasmette tutta la gioia dello stare ai fornelli.

Passo dopo passo mi sono concentrata sulla realizzazione, facile ma non banale, dei biscotti, e intanto pensavo alla sorpresa che avrei fatto ad Andrea, al suo stupore nel vedere quei dolcetti fatti con la farina di castagne, uno dei suoi ingredienti preferiti. Pensavo alla serata che avremmo trascorso a Casale Monferrato, nella nostra casa così intima e piena di pace. Mi sarei lasciata alle spalle tutte le preoccupazioni e mi sarei goduta quella bella serata.

Volete la ricetta? Vi conviene andare direttamente sul blog di Benedetta Rossi e seguire i suoi saggi consigli.

Io vi posso solo dire che non dovete spaventarvi se vi sembrano complicati: si può fare! Ed è anche divertente. Vi sembra un procedimento lungo? Ma vi assicuro che non è così, anche perché ci sono dei tempi di attesa tra una fase e l’altra che permettono di fare tante cose nel frattempo.

Comincio mescolando con una forchetta lo zucchero, l’uovo, il burro, la farina di castagne e ottengo una pastella morbida e profumata. Aggiungo la farina bianca e il lievito e comincio a mescolare con le mani, creando un panetto sodo e non appiccicoso. Quanti sensi si attivano: la vista, il tatto, l’odorato che coglie soprattutto il profumo intenso della farina di castagne. Lascio riposare il panetto in frigorifero per 20 minuti. Giusto il tempo di rispondere a qualche e-mail. Poi torno con trepidazione in cucina e stendo la pasta: con uno stampino faccio tanti cerchi ai quali do la forma delle castagne, uno ad uno. Ci vuole pazienza ma è divertente, è una manualità che dà soddisfazione. 15 minuti in forno e poi li faccio raffreddare. Ancora una pausa. C’è il bucato da stendere, un paio di telefonate da fare, qualche seccatura da risolvere. Ma questa volta non mi faccio prendere dallo sconforto di fronte ai problemi: mi aspettano i miei castagnetti, ogni grattacapo viene messo da parte!

Prendo un biscotto, lo copro con un velo di marmellata di castagne e lo chiudo con un altro biscotto. In due è meglio, la coppia con in mezzo quella crema profumatissima è davvero uno spettacolo. E’ un piccolo matrimonio: ogni individuo ha un suo valore ma uniti da un vincolo dolcissimo il risultato è ben più spettacolare.

Ma non è finita: arriva il cioccolato a dare al dolcetto proprio l’aspetto di una castagna e a rendere il sapore ancora più irresistibile. Ci vuole ancora un tempo di attesa: dopo avere sciolto la tavoletta di cioccolato bisogna farla raffreddare e ne approfitto per lavorare ancora un po’ davanti al mio pc. Poi immergo la “pancia” del castagnetto nella cioccolata fusa e la lascio solidificare. Giusto il tempo per fare i bagagli, con la mente già rivolta al week end che mi aspetta. Scelgo una bella scatola di latta, vi ripongo con cura i biscotti e li metto in valigia.

Ma quanto sono importanti i tempi di attesa nella pasticceria? Sono fondamentali. Come nella vita. Ci sono cose che richiedono tempo, ci sono progetti che hanno dei momenti di pausa, di attesa, attimi, minuti, giorni, mesi, anni … e quella pausa, quella sospensione di tempo sembra a volte senza senso. Ma è importante, affinché ogni ingrediente possa amalgamarsi lentamente con gli altri, ogni cosa possa raffreddare se troppo calda, riscaldarsi se troppo fredda, lievitare lentamente, riposare nel silenzio, attendere il giusto livello di maturazione, di cottura, di trasformazione.

Ma quanto si filosofeggia in cucina!

… e alla fine ce li siamo gustati, quei castagnetti, nella nostra dolce casa del Monferrato!

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