Philippe Daverio e l’arte della tavola

E’ morto a Milano Philippe Daverio, storico dell’arte, grande divulgatore, protagonista di trasmissioni televisive grazie alle quali ha avvicinato il pubblico al mondo dell’arte con garbo, profonda competenza ma anche ironia e simpatia. Nel mio blog lo voglio ricordare perché era anche un grande gourmet e la passione per la bellezza e per i piaceri della tavola lo ha portato a farsi promotore di iniziative originali ed interessanti anche in questo campo. Ad esempio quando insieme ad Esselunga e IGP Decaux ha riempito le stazioni della metropolitana di Milano con grandi manifesti di opere d’arte che raccontano la magnificenza del cibo, la bellezza degli arredi della tavola e la gioia della convivialità.

L’iniziativa ha portato a due pubblicazioni: “Arte in tavola” e “A pranzo con l’arte” (Rizzoli ed.), una sorta di catalogo di quella originale mostra, con le riflessioni e i commenti di Philippe Daverio. Sfogliando i volumi troviamo nature morte con pagnotte, frutta, pesci, formaggi e brocche di vino; quadri che ritraggono eleganti banchetti di palazzi nobiliari, semplici cucine di famiglia, raffinate signore che degustano il caffè e pranzi di amici in riva al mare.

Daverio ci racconta che la tavola e tutto quello che la compone possano essere davvero belli e suscitare ammirazione: ha voluto, con la sua iniziativa provocatoria e originale, invitarci ad ammirare il fascino del cibo e della convivialità, un’arte della quale possiamo godere tutti i giorni a casa nostra, ricreando quei piaceri, quelle atmosfere. Basta volerlo e tutti noi possiamo diventare artisti e mettere in scena quella bellezza sulla nostra tavola.

Daverio non era solo un esperto di arte ma era anche storico e antropologo, grande conoscitore dell’evoluzione dei costumi dei popoli lungo i secoli. E poi tra le righe si coglie quanto fosse un buongustaio: «L’Italia è un paese meraviglioso: è l’unico posto al mondo dove a tavola si parla di cucina. Abbiamo esportato, primo “made in Italy”, la forchetta e il gelato, poi lo spaghetto e la pizza, ora anche il panettone. Il mondo ci dovrebbe essere grato

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