Lo Zabaione di San Baylòn

Uova, zucchero e vino liquoroso, tradizionalmente il marsala: sono necessari soltanto tre semplici ingredienti per realizzare una crema golosissima, che si può gustare da sola, accompagnata da biscotti, o utilizzata per farcire le torte.  E’ nota in tutte le famiglie perché un tempo, quando non esistevano i ricostituenti prodotti dalle case farmaceutiche, le nonne preparavano lo zabaione per dare energia a chi era un po’ debilitato.

La ricetta è per tradizione legata ad un frate francescano spagnolo, fra Pasquale de Baylòn (1540 – 1592). Le donne trovavano in lui un comprensivo e bonario padre spirituale e fra Baylòn suggeriva, a quelle che si lamentavano della scarsa vivacità del consorte, un rimedio energetico capace di dare vigore anche al più pigro dei mariti. Viene canonizzato nel 1690 e diventa San Baylòn: storpiando il suo nome, quell’uovo sbattuto con zucchero e marsala viene chiamato in dialetto torinese “sambajon”, poi italianizzato zabaione.

Le agiografie ci parlano di un grande mistico, con una forte devozione al SS. Sacramento che difese coraggiosamente di fronte ai calvinisti, rischiando anche il linciaggio. Scrisse trattati in difesa della presenza reale di Gesù nell’Eucarestia e sull’autorità del Papa. Ma è passato alla storia soprattutto come protettore delle donne (viene anche invocato dalle nubili per trovare marito) e per questa curiosa storia della zabaione è stato nominato protettore dei cuochi e dei pasticceri. Ogni anno l’Associazione Cuochi di Torino si dà appuntamento presso la chiesa di San Tommaso, dove il frate prestò i suoi servigi, per onorarne il ricordo. I cuochi partecipano alla Santa Messa vestiti con la loro divisa e poi festeggiano in sacrestia con un bel rinfresco.

Ci sono altre leggende che raccontano l’origine dello zabaione, ma forse questa ha preso piede perché fa sorridere la storia di mogli insoddisfatte che si fanno suggerire da un frate francescano una ricetta salva-matrimoni.

Viva lo zabaione di San Baylòn, grande mistico, padre spirituale e anche cuoco. A me piace gustarlo con i Krumiri di Casale Monferrato, quelli originali, visto il gemellaggio che ormai ho con la città piemontese!

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