Il forno di comunità di Andria

Oggi vi racconto una bella storia, che mette insieme un parroco intraprendente, la voglia di riscatto della gente onesta, il pane cotto nel forno a legna, il recupero di sapori della tradizione gastronomica e di stili di vita più umani, e anche terreni sottratti alla mafia. Cosa volete di più? Andiamo con ordine.

Tutto comincia nel 2013 ad Andria, in Puglia. A Don Vito Gaudioso viene affidata la parrocchia di Sant’Agostino. Ha 40 anni, tanto entusiasmo, ma vede la sua città in difficoltà, spesso manca il lavoro, il centro storico si svuota. Allora si guarda intorno e scopre che  ci sono terre confiscate alla mafia, ma lasciate in abbandono. Sì, perché quella della confisca dei beni ai mafiosi è una strada importante nel contrasto alla criminalità, ma non sempre facile da gestire; bisogna poi sfruttare bene quanto viene confiscato, altrimenti la gente si sente abbandonata dallo Stato che, per usare una frase di don Sturzo, normalmente non sa gestire nemmeno una bottega da ciabattino. Ed infatti quelle terre erano lì, incolte e abbandonate. Don Vito si rimbocca le maniche e bussa alle porte degli enti pubblici, poi della Caritas che si fa garante della parrocchia presso “Banca Prossima”, la Banca etica che eroga i “prestiti della speranza”.

Nasce così la cooperativa Sant’Agostino: i 42 ettari di campi in contrada Bosco di Spirito vengono seminati a grano “Senatore Cappelli”, un’eccellenza, che viene poi macinato per ottenere la farina, che arriva al forno di comunità dove si fa il pane. Non è una panetteria qualunque: il grande forno a legna in pietra nel centro storico della città è aperto a tutti. Chi lo desidera, può portare lì a cuocere i prodotti che prepara in casa, il pane  ma anche le focacce, le pizze, le paste al forno e tutto quello che viene creato dalla fantasia culinaria delle cuoche di Andria. Il forno a legna garantisce una qualità superiore, e poi quanto è divertente andare al forno collettivo per incontrarsi con le amiche, fare quattro chiacchiere, scambiarsi le ricette. Sono stati anche attivati laboratori di panificazione per ragazzi e per quanti desiderano imparare quest’arte.

Ma non è tutto qui: una parte dei terreni è adibita a pascolo per le pecore; c’è pure un piccolo uliveto, un mandorleto e l’orto. I prodotti della terra arrivano alla cooperativa, per produrre olio extravergine di oliva,  patè di olive e la “bomba murgiana”: una crema spalmabile per condire la pasta o i crostini di pane, preparata con un mix di peperoni, melanzane, olive, peperoncino e sardine tritate.

Papa Francesco nella “Laudato sii” e Benedetto XVI nella “Caritas in veritate”,  hanno sottolineato l’importanza di realizzare opere concrete per lanciare progetti di produzione e consumo che sappiano valorizzazione i mercati locali, il recupero dell’attività agricola, per una economia più umana. E’ in questa prospettiva che nasce questo luogo di ritrovo per la comunità, questo forno che sa d’altri tempi, dove il profitto può andare a braccetto con le relazioni umane, con la condivisione e la generosità. Per di più, questa iniziativa consente il recupero di terreni un tempo in mano alla criminalità organizzata, poi abbandonati dallo Stato, e adesso messi a frutto da una cooperativa di gente onesta, che recupera saperi e sapori dell’antica tradizione. Mi sembra di vedere le signore che si scambiano consigli sugli impasti, sui lieviti, sui modi di cottura.

Il pane, già ve ne ho parlato (cliccate qui), è un alimento ricco di significati e di valenze culturali. Esso porta con sé memorie, valori simbolici e tradizioni. La bontà di un pane è determinata dalla qualità degli ingredienti, dalla sapiente lavorazione, ma anche dall’amore di chi lo fa, dalla capacità di essere condiviso, spezzato insieme ai familiari e agli amici. Il forno collettivo di Andria è un bell’esempio, coraggioso e creativo, da imitare e sostenere.  In questo video potete vedere alcune immagini e sentire le parole edificanti di don Vito sul significato anche spirituale e umano  del pane, che «ci viene dalla grazia di Dio e dalla sua Provvidenza, e questo intrecciarsi della grazia di Dio con la nostra collaborazione umana diventa continuamente sulle nostre tavole segno del nostro essere creature sotto la provvidente cura del Signore».

 

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