Cronaca delle mie vacanze, partiamo da Cavalese

Vi avevo promesso che vi avrei raccontato qualcosa delle mie mete estive, e non voglio che qualcuno dica che non mantengo le promesse. Eccomi qui a fare una piccola cronaca delle vacanze, soprattutto dal punto di vista enogastronomico. Ho fatto il giro d’Italia, non in bicicletta ma in auto, da Nord a Sud, e poi da Est ad Ovest, ho visto tante cose interessanti e non basterà un post per questo mio diario di viaggio. Comincio con il racconto della settimana di montagna a Cavalese, in Val di Fiemme, Trentino.

Amo molto la montagna d’estate, le passeggiate con i bastoncini da nordic walking, attraversando altopiani e boschi; ed è molto piacevole all’ora di pranzo arrivare in un rifugio o in una malga dove, stanchi ma soddisfatti, ci accomodiamo ai tavoloni di legno, guardiamo il panorama che ci circonda e poi i nostri occhi si chinano sul menu. La scelta è difficile: meglio polenta e gulasch o canederli? I dolci sono poi una vera tentazione: l’immancabile strudel, con la panna o la crema di vaniglia, subisce la concorrenza della frittata dolce con la marmellata. Sono cibi semplici, con ingredienti poveri, ma molto gustosi e invitanti, per recuperare le forze dopo la camminata. E’ un piacere per gli occhi guardare non solo la meraviglia della natura ma anche la bellezza degli ambienti dei rifugi di montagna, curati in ogni dettaglio. I cuscini, le tende, i piccoli centrotavola, i quadri alle pareti, i tanti accessori della casa dimostrano quanta attenzione ci sia nel rendere accoglienti queste sale da pranzo, con una scelta accurata di tanti dettagli.

Oltre al piacere del pranzo nella malga, nelle località di montagna è molto divertente fare la spesa, alla ricerca dei prodotti tipici: abbiamo naturalmente assaggiato lo speck e  i formaggi locali. Mi piace molto il pane di queste valli, in particolare quello di segale, quello ai cereali con semi di sesamo e il brezel: hanno un profumo particolare, che si accompagna bene con i salumi. Nelle vie del centro abbiamo trovato negozietti di prodotti tipici, dove abbiamo fatto acquisti molto interessanti.

Non posso non dedicare qualche riga all’aperitivo tipico di queste montagne, che lentamente è diventato di moda un po’ dappertutto: l’Hugo. E’ a base di prosecco, sciroppo di fiori di sambuco, selz e foglie di menta. Fresco e leggero, è davvero piacevole. Lo gustavamo in un bar di Cavalese che ci portava un ottimo vassoio di gustosi stuzzichini.

Il giorno della partenza abbiamo fatto una piacevole sosta a Termeno, località sulla Strada del Vino dell’Alto Adige. La meta era l’enoteca e il vigneto-giardino di Hofstätter, un ottimo produttore di vini. Cosa è il vigneto-giardino? E’ una vigna dove si può liberamente passeggiare tra i filari, e alcuni pannelli didattici illustrano i principi e i segreti dell’arte vitivinicola: dall’impianto di un vigneto alle peculiarità dei singoli vitigni, dai diversi sistemi di allevamento delle viti, ai pericoli dei parassiti. Si scopre insomma tutto il ciclo della vite.

 

Un pannello illustra l’anno del vigneto: il lavoro invernale di potatura e legatura dei tralci; l’eliminazione dei tralci eccessivi a primavera; la cura del fogliame a giugno, il diradamento dei grappoli a luglio; e poi finalmente in autunno la vendemmia e l’affinamento del vino.

Impariamo che ci sono piante che vengono coltivate accanto ai filari, perché hanno un effetto positivo sulla concimazione del terreno e favoriscono un habitat di animali di vario tipo e insetti utili, come ad esempio le api. Nel vigneto ci sono infatti anche delle arnie, perché il buono stato di salute delle api fa capire al vignaiolo che la natura è in perfetto equilibrio.

E poi ci sono le rose, all’inizio di ogni filare, perché è fiore particolarmente delicato e sensibile all’attacco dell’oidio e segnala subito la presenza del pericolosissimo fungo nel vigneto. Oggi si usano altri sistemi, più sofisticati, per controllare la salute del vigneto, ma è rimasta la bella usanza di coltivare le rose tra i filari.

Terminata la nostra passeggiata nel vigneto-giardino, entriamo nell’enoteca e ci accomodiamo per un ottimo pranzo nel ristorante: pietanze altoatesine, innaffiate da Blauburgunder e Gewurztraminer. Il sorbetto allo Spritz è stata una piccola chicca molto originale, a conclusione del pranzo.

E via verso altre avventure.

Prossima tappa: le Marche.

 

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