Lembas: cibo per l’anima

lembas-1Oggi vi voglio parlare di Tolkien e del romanzo Il Signore degli Anelli. Non è la prima volta, in questo blog: come già vi ho raccontato, i romanzi dello scrittore inglese sono ricchi di episodi dove si parla di banchetti, pranzi, incontri nelle taverne e birrerie, descrizioni di cibi e libagioni, di cantine e dispense ben fornite. Il romanzo Lo Hobbit comincia con la cena a casa di Bilbo, con Gandalf e i nani, e a quella tavola nasce una condivisione profonda (leggi qui). Il Signore degli Anelli si apre invece con  la festa di compleanno di Bilbo; e poi ci sono la tavola di Tom Bombadil, l’ospitalità a Gran Burrone, gli incontri alla Taverna del Puledro Impennato (leggi qui).

E c’è il lembas.

galadriel_cate_blanchettIl Regno degli Elfi di Lorien accoglie la Compagnia dell’Anello lungo il suo cammino: l’incontro con Dama Galadriel, bellissima e carismatica, lascia un segno profondo su tutti i membri della Compagnia. Al momento della partenza, gli Elfi preparano l’equipaggiamento per il viaggio: provviste e abiti. «Gran parte del cibo consisteva in dolci estremamente sottili, di farina infornata, bruni all’esterno e all’interno di un bianco cremoso». Il Nano Gimli, sospettoso verso tutto quello che viene dagli Elfi, sgranocchia un pezzettino di quel biscotto ma lo trova molto gustoso e lo divora avidamente. Un Elfo lo avvisa, divertito, che quello che ha mangiato è più che sufficiente per un intero giorno di marcia. «Noi le chiamiamo lembas o pan di via. Uno solo di essi basta a sostentare un viaggiatore per un’intera giornata di faticoso cammino, fosse anche esso uno degli alti Uomini di Minas Tirith».

In vari episodi vengono descritte le qualità del lembas, la sua capacità di dare non solo vigore fisico ma anche conforto spirituale ai viaggiatori. Nel bel mezzo della battaglia degli orchetti, Merry e Pipino riescono a fuggire e si rifocillano con qualche pezzetto di lembas: «Il sapore fece rivivere nella loro memoria splendidi volti, suoni di risa e cibi prelibati di giorni felici ormai lontani

E nella durissima ascesa a Monte Fato, Frodo e Sam trovano forza in quelle gallette: «Il lembas aveva una virtù senza la quale si sarebbero già da tempo lasciati morire. Non soddisfaceva la gola ed a volte la mente di Sam si empiva d’immagini di cibo e del desiderio di semplici carni e di pane. Eppure quel pan di via degli Elfi aveva una potenza che aumentava quando i viaggiatori lo consumavano da solo senza mischiarlo ad altri alimenti. Nutriva la volontà e dava forza per sopportare e controllare membra e nervi in misura superiore a quella posseduta normalmente da una natura mortale

lembas_elfoSono evidenti i riferimenti all’Eucarestia, alla sua capacità di donare sostegno all’animo e forza di volontà. Tolkien stesso non smentisce questa interpretazione data da molti lettori. Il dono degli Elfi è un dono celeste, soprannaturale.

Il cibo a volte diviene sacramentale, rimanda ad una dimensione che non è solo quella nutritiva del corpo; dà sollievo all’anima, riporta con la mente alle persone che lo hanno preparato, ai giorni felici trascorsi in buona compagnia, ci fa sentire che non siamo soli, che c’è qualcuno che pensa a noi, che ci sostiene con la sua amicizia e vicinanza spirituale. Ognuno di noi ha un lembas nella propria vita, un cibo che è conforto e speranza, simbolo di legami solidi che ci aiutano nel cammino della vita.

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