Un eccellente Gin, prodotto dai monaci

ginIl Gin è un superalcolico, un distillato ottenuto dai cereali, aromatizzato con una miscela di erbe, spezie, piante e radici, dette botanicals. Deve il suo nome alle bacche di ginepro, che danno a questo distillato un profumo e un gusto molto particolare. Nato nei Paesi Bassi, ebbe un grande successo in tutto il Nord Europa, in particolare  in Inghilterra. Da noi è usato soprattutto nella preparazione dei cocktail, come il Gin Fizz o il Gin Tonic.

Poiché la qualità del Gin dipende soprattutto dalla miscela dei c.d. botanicals, la ricetta è tenuta segreta e si tramanda di generazione in generazione, nella massima riservatezza. Gli intenditori sanno selezionare le marche migliori e i più esigenti pretendono l’utilizzo di uno specifico produttore anche nei cocktail. 

Uno dei Gin più rinomati, un distillato raro e prezioso realizzato in ridotti quantitativi, viene dai monaci di Vallombrosa: dal 1600 viene prodotto nel grande monastero toscano, fondato nel 1036 da San Giovanni Gualberto. Questo rampollo di una illustre famiglia fiorentina si ritirò con pochi seguaci in un luogo chiamato Acquabella, e pare che sia proprio la qualità di questa acqua purissima a dare al Gin Dry di Vallombrosa un sapore unico. Oltre naturalmente ai ginepri delle colline toscane, che in questa zona sono di una qualità speciale.

gineproAnche in questo caso la ricetta è segretissima e attualmente è padre Roberto Lucidi, benedettino vallombrosano, il depositario del segreto. Qualche  cosa viene rivelata: intervistato dal quotidiano Il Tirreno, padre Roberto racconta come devono essere trattate le bacche di ginepro: «Vengono pestate nei vecchi mortai, non macerate, né polverizzate. Così il sapore resta più forte, più incisivo».

Quanto è affascinante la storia del monachesimo: religiosi che, oltre a coltivare la terra e ricopiare manoscritti, si dedicano fin dall’inizio della loro storia alla produzione di cibi e bevande di altissima qualità. Già ve ne ho parlato: birra, vino, champagne, formaggio grana. E i monaci pensano anche alla realizzazione di medicinali, pomate, tisane e decotti, a sollievo dei disturbi fisici della povera gente, che bussando alle porte dei monasteri sapeva di trovare sempre accoglienza e cure. E i distillati,  gli amari e gli elisir erano spesso dei toccasana per certi disturbi (certo, in modica quantità).

vallombrosaLeggo sulla retro etichetta della bottiglia del Gin Dry: «I Monaci Benedettini Vallombrosani si sono distinti nella storia per tradizione e cultura. Depositari di antiche conoscenze per la preparazione di medicamenti e balsami per risolvere le malattie del tempo dopo aver sperimentato la distillazione, affidarono all’alcool (alcolati, estratti, liquori) il compito di far gustare al palato umano le sinergie di vari elementi. L’artigianalità che distingue la produzione dei Monaci Benedettini Vallombrosani, ci permette di usufruire di prodotti che conservano ancora oggi la genuinità e il sapore di tanti secoli fa».

Questo Gin di Vallombrosa è una rarità: prodotto in quantitativi modesti, lo si trova con difficoltà.

Padre Roberto Lucidi è un ragazzo di 26 anni quando entra a Vallombrosa e viene ben presto avviato al lavoro della distilleria per sostituire il monaco che seguiva la produzione, che era ammalato: l’abate generale gli passa la ricetta, che custodisce gelosamente, per poi svelarla, quando sarà il momento di passare la mano (oggi ha 76 anni), al monaco che riceverà l’incarico di dirigere la distilleria.

bottiglie3Attualmente Padre Roberto vive nel convento di Montenero a Livorno, annesso al bellissimo Santuario della Madonna patrona della Toscana, ma non ha lasciato il suo prezioso incarico e periodicamente si reca a Vallombrosa per seguire la produzione del Gin.

Ma che bella storia: un Gin Dry che da secoli e secoli viene prodotto in una abbazia, frutto di una lavorazione rigorosamente artigianale, basata su una ricetta segreta.

All’ombra dei chiostri si trova sempre qualche sorpresa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...