Il vino: educazione e responsabilità, cultura e civiltà

Per la rubrica “Distillati di sapienza” vi suggerisco un passo tratto dal libro di Jean-Robert PitteIl desiderio del vino – Storia di una passione antica” (Dedalo edizioni, 2010). Il libro è un racconto appassionante sulla storia del vino, sulla sua diffusione, simbologia e cultura. In questo passo l’autore affronta il tema delicato del rapporto tra piacere del vino e temperanza, eccessi e responsabilità nel consumo di bevande alcoliche.

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Il divieto delle bevande alcoliche, in particolare del vino, implica un’abdicazione dell’educazione alla responsabilità. E’ un divieto per niente paragonabile a quello delle droghe, “dolci” o “dure”, il quale è d’obbligo per quei poteri pubblici che abbiano a cuore il bene dei popoli, in ragione della dipendenza infinitamente più forte e degli effetti fisiologici totalmente incontrollabili, talora terribili, che determinano.

Il problema maggiore sta nell’inculcare in bevitori compulsivi – in particolare giovani, avidi di sensazioni forti – la convenienza di consumare buon vino, una bevanda che produce effetti perversi solo al di là di una soglia che ciascuno può imparare a conoscere e abituarsi a non oltrepassare, per non infliggersi grossi dispiaceri.

vinoI superalcolici producono un’ebbrezza immediata in colui che non vi è abituato, soprattutto se assunti a stomaco vuoto. Tale sensazione è attraente per i giovani, perché è vista da loro come una sorta di rito di passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Tuttavia, l’indomani di una sbornia non ha alcunché di eccitante. Occorre dunque inventare tutta una pedagogia per insegnare a bere meno, meglio, preservando al contempo le sensazioni più intense e piacevoli.

Dato che fare la morale in maniera negativa è diventato assai controproducente, non c’è altra soluzione che proporre un sostituto capace di arricchire culturalmente.   Una volta che si è appreso a distinguere un vino da un altro, a esercitare il proprio spirito critico e a padroneggiare le proprie sensazioni, il rischio di un consumo eccessivo cala drasticamente. Urge iniziare i giovani alla degustazione ragionevole del buon vino, il quale non è necessariamente caro. I più adatti a farlo sono i giovani viticoltori di talento, davvero numerosi oggigiorno in ogni regione del mondo. A loro spetta questa missione essenziale, giacché essi troveranno facilmente le parole in grado di colpire gente della loro età e mostreranno così che il vino non è una bevanda da “vecchi”. E’ sufficiente creare la moda; ne va dell’avvenire della loro professione, fatto che dovrebbe stimolarne l’immaginazione. Vedere giovani di New York, di Tokio o di Pechino bere con gusto del vino all’ora dell’aperitivo nei bar di tendenza dovrebbe far riflettere.

degustazione-vinoAssemblee ludiche di degustazione, organizzate al termine dei corsi nei licei e nelle università – come già accade nelle grandi scuole o in alcune università francesi -, sono assolutamente possibili, almeno per i giovani che hanno compiuto 18 anni. Cantanti e attori amanti del vino – ce ne sono – potrebbero essere della partita. […]

Il vino è sempre stato apprezzato in quanto alimento benefico, fattore di socievolezza e fonte di piacere, che è già una bella dote. Meglio lo si beve, più vi si scoprono ricchezze e più si è invitati a rispettare la bellezza del nostro pianeta e dei talenti umani che vi sono spesi. Molto semplicemente, il vino aiuta ad amare allegramente la condizione umana, che non è la minore delle sue virtù.

bere-vinoPiù di sette millenni dopo l’essere entrato nel destino degli uomini, il vino non ha perso nulla della sua potenza evocativa. Ha conosciuto alti e bassi, con i grandi momenti di progresso coincidenti con i periodi di pace, di prosperità, di grazia nel campo delle belle arti, le fasi di declino con le guerre, le carestie, le epidemie e i ritorni all’ignoranza e alla barbarie. Il vino è una spia sensibile dello stato in cui versano le civiltà, tanto nella storia quanto nella geografia della terra degli uomini.

 

 

6 commenti su “Il vino: educazione e responsabilità, cultura e civiltà

  1. […] Perché la conoscenza della grande qualità del prodotto finale è un antidoto contro l’abuso. Ho già avuto modo di segnalarvi a questo proposito quanto afferma lo scrittore francese  Jean-Robert Pitte: “Una volta che si è […]

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  2. marierose ha detto:

    Bel articolo…..Il vino a me mi fa un effetto strano, però ho notato che mi fa entrare di più con consapevolezza nella mia anima …dove vedo i miei sbagli con umiltà, cosa ho fatto di bene e di male….quasi una nostalgia di cose che non avrei mai voluto che succedesse …..non so spiegarmi meglio…..se mi risponde sarei felice…..amo il buon vino……buona giornata…..

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    • Admin ha detto:

      Anch’io amo il buon vino, e secondo me quell’effetto che ti suscita è dato dalla capacità di entrare in una tranquilla contemplazione della vita. Siamo spesso di corsa (almeno, per me è così) ma sedersi tranquilli a tavola, con un bicchiere di vino in mano, guardando il suo colore nel bicchiere, facendolo ruotare lentamente per sentirne il profumo, suscita in noi un po’ di relax, spinge alla riflessione, alla meditazione. Non per nulla c’è anche … il vino detto proprio “da meditazione”! Credo che sia importante sapersi misurare nella quantità, in modo da sentire in noi questa voglia di pensare e di riflettere sulla nostra vita (cosa molto buona) senza però essere alterati dal troppo vino. Quanto alla nostalgia del passato, o al rimpianto per quello che è accaduto o non accaduto … è naturale che ci sia, ma l’importante è guardare sempre al futuro con speranza. Non lasciamo rubare la speranza, come dice Papa Francesco! Un caro saluto!

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      • marierose ha detto:

        Grazie di cuore….sono tornata ora della messa, a Tenerife, certo non capisco tutto riguarda l’Omelia, perché in lingua spagnola, ma va bene anche cosi, che poi trovo tutte le letture e il Vangelo su internet.
        Riguarda al vino da meditazione, ho sperimentato che è vero, quante volte il mio cuore parla alla mia vita, tutto con speranza contro ogni speranza…..in silenzio,che nulla è a caso….

        Grazie per quanto ha scritto sopra, bellissimo,…certamente senza mai abusarne….Grazie ancora per avermi risposta…buona serata che Dio la Benedica insieme ai suoi cari….
        marierose.

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      • marierose ha detto:

        Buona domenica a te….oggi sono sempre più consapevole di quanto il Signore mi ha tolto della fossa della morte….mi ha tratto dalla fossa della morte……..una Grazia ….questo per troppa ignoranza ed è grande….vuoi per la mia infanzia non capita , vuoi per le miei distrazione di quella età…..insomma non conoscevo l’Amore di Dio morte in Croce per la mia salvezza….
        Oggi tutto è nuovo….per la Sua Notizia..Salvatore del mondo….ed è venuto a salvare ciò che era perduto..come me……oggi più che mai rifletto alla Sua Parola nelle Sacre scritture…..
        Non ti nascondo che su fb leggo, vedo, ma sono tutte cose negative, che io non ho bisogno, basta la mia penna di ogni giorno…per la mia conversione, ed ascoltare la Sua voce, per quanto Dio vuole per la mia vita….
        In fondo io non posso cambiare il mi affido al suo amore…..che altro posso fare ?????
        Ti auguro una bellissima domenica con Dio con noi……grazie per avermi risposta……ciao !! !marierose.

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      • Admin ha detto:

        Ciao e buona settimana. Per messaggi privati, puoi anche scrivermi su paneefocolare@gmail.com

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