Una bella serata milanese, tra tradizione e speranza nel futuro

Sono una milanese felice di vivere a Milano. Amo la mia città, ci vivo bene, certo tutto si può migliorare, ma mi emoziono ancora quando sbuco dal tunnel della metropolitana in Piazza Duomo e mi trovo di fronte quelle guglie merlettate. Mi piacciono sia quando si stagliano contro il cielo blu, sia quando emergono dalla nebbia. Milano ha una lunga storia, fatta di grandi personaggi, Costantino imperatore (quello dell’Editto di Milano, appunto), Sant’Ambrogio e Sant’Agostino (che qui è stato battezzato), Ludovico il Moro e Manzoni, i musicisti della Scala. E poi la storia di Milano è anche quella della sua tavola: risotto allo zafferano e panettone in pole position.

E’ stato dunque un piacere trascorrere una serata in buona compagnia proprio per parlare della storia delle eccellenze gastronomiche della mia terra, storia che è indissolubilmente intrecciata con quella dei suoi personaggi più noti e con le bellezze artistiche della città. L’evento è stato organizzato dall’associazione Noixmilano. Il titolo metteva già l’acquolina in bocca: Degustazione al tavolo della cultura: Storia, eccellenze, luoghi della tradizione milanese.

La location è di prestigio: T’A Milano Store & Bistrot: T’A sta per Tancredi e Alberto Alemagna, quarta generazione, bisnipoti di Gioacchino che cominciò come garzone e che aprì nel 1933 il celebre bar in Piazza del Duomo, e nipoti di Alberto che dopo la II Guerra Mondiale creò il fenomeno dei panettoni Alemagna. Che bello vedere dei giovani che preservano e continuano con passione l’identità della famiglia, attraverso progetti innovativi ma sempre nella scia della qualità e della tradizione.

Nicolò Mardegan, Presidente di Noixmilano, presenta la serata e introduce gli ospiti. In primis Giovanna Ferrante, scrittrice, giornalista, storica milanese, donna di grande competenza ma soprattutto che trasmette a chi la incontra tutto l’amore per Milano e la sua tradizione. Nel 2007 le è stato conferito l’Ambrogino d’Oro e nel 2011 il Premio “La mia vita per Milano” dalla Società del Giardino. Comincia a raccontare la storia del risotto alla milanese, con passione e con bella capacità recitativa: ha una voce che emoziona. Siamo nel 1574, il Duomo è ancora in costruzione, artisti e maestri artigiani prestano la loro opera per realizzare un capolavoro, un maestro di bottega utilizza lo zafferano per rendere più brillanti i colori delle vetrate; per un dispetto quello zafferano finisce nel risotto e, come spesso accade, da un errore nasce una ricetta straordinaria. Il Duomo e il risotto ci rappresentano nel mondo: curioso scoprire che la luce dello zafferano è un elemento in comune!

Dalla teoria alla pratica: arriva il momento di assaggiare il risotto, davvero squisito, e accompagnato da un calice di vino, illustrato da Gianluca Ladu, che ci racconta la sua passione per il vino, la  ricerca di prodotti di nicchia, di piccoli produttori che hanno salvato vitigni che sembravano perduti. Beviamo un vino della Valtellina, e Gianluca ci descrive quella terra rocciosa, aspra, così difficile da trattare; eppure l’uomo ha saputo anche lì coltivare con fatica le terrazze, viticoltura davvero eroica, e alla fine ecco quei vini “lavati dalla neve e scaldati dal sole” come diceva Mario Soldati.

Spazzolato il piatto di risotto, passiamo ad altra poesia: quella del panettone. Giovanna Ferrante ci racconta quella leggenda che ormai consideriamo storia: siamo nel 1495, c’è Ludovico il Moro e la sua amante, Cecilia Gallerani (che Leonardo da Vinci ritrasse nella Dama con l’Ermellino; ancora storia e arte, che si intrecciano con la cucina); c’è il garzone Toni che salva una cena e un dolce (Pan di Toni) che diventerà il re sulla tavola del Natale milanese (e non solo).

 

Tancredi Alemagna si presenta con un carrello sul quale troneggia un panettone da tre chili: ci spiega l’arte della sua delicata realizzazione. Come fosse una preziosa reliquia, estrae il coltello di famiglia, gelosamente tramandato di padre in figlio, per tagliare il dolce. Ci insegna come tagliarlo e come scoprirne la qualità.

Il panettone è accompagnato da un vino molto originale, da fine pasto, una barbera “portata a surmaturazione” (ma quante cose che si imparano). Scopro che l’azienda del produttore dell’Oltrepò Pavese ha avviato un laboratorio per l’integrazione sociale di persone diversamente abili, coinvolgendole in un’esperienza continuativa di lavoro e comunità: anche le  coloratissime e originali etichette sono state realizzate da loro.

Mentre si degusta, si salutano gli amici, ci raccontiamo vicendevolmente i nostri progetti, si sorride e si sta bene in compagnia.

Ma in sala non c’è un solo Ambrogino, ce ne sono due: Paola Bonzi, presidente del Centro di Aiuto alla Vita Mangiagalli, porta l’esperienza di chi tutti i giorni si impegna ad aiutare le mamme in difficoltà. Ci racconta aneddoti commoventi, con leggerezza e anche un tocco di ironia. Una donna splendida, che già conoscevo ma che si incontra sempre con piacere. Un esempio per tutti.

Uscita dal locale, in lontananza ecco le guglie del nostro Duomo: sotto lo sguardo vigile della Madonnina, penso che stasera ho conosciuto o ritrovato persone che con passione sanno costruire progetti nel solco della tradizione. C’è voglia di cultura e bellezza, rispetto della vita e della nostra migliore tradizione. E’ la forza del Made in Italy.

5 commenti su “Una bella serata milanese, tra tradizione e speranza nel futuro

  1. dona48 ha detto:

    Cultura fatta di storia arte cibo vite vissute è bello sentirle tutte così ben collegate. Ci fa sentire completi e partecipi della è nella storia passata presente e futura. Grazie Susanna!

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  2. rosa ha detto:

    Vedendo le foto del Duomo, sentir parlare di metropolitana, mi prende una forte emozione e una grande nostalgia . Ho lasciato Milano nel 1969 , la Milano da bere..; sono venuta in Trentino, ho sofferto molto la mancanza di Milano, le sue nebbie, il suo grigiore, ma mi manca la vitalità di Milano e della sua gente .
    Comunque in Trentino l’associazione panificatori di Trento lavora con passione ed ha creata anche la scuola di “Arte bianca” .
    Saluti a tutti
    Rosa

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    • Admin ha detto:

      Mi viene da dire che … l’erba del vicino è sempre più verde! Amo tantissimo Milano ma un po’ ti invidio: adoro il Trentino, dove quando posso vengo volentieri in vacanza. Bellissime montagne, atmosfere. E per quanto riguarda la gastronomia e i vini è davvero notevole. Buona giornata!

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  3. Serena ha detto:

    Milan l’è on gran Milan!

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